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Il ministro Adolfo Urso firma il decreto per Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia: fondi stanziati per intelligenza artificiale e pmi. Attraverso un provvedimento ufficiale firmato dal ministro Adolfo Urso, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha varato un corposo stanziamento finanziario del valore complessivo di 505,8 milioni di euro, esplicitamente riservato al tessuto produttivo delle regioni del Mezzogiorno. Questa importante manovra economica punta a stimolare e supportare l’esecuzione di piani di ricerca industriale e attività di sviluppo sperimentale caratterizzati da un fortissimo coefficiente di innovazione. La platea dei beneficiari è localizzata in sette territori del Sud Italia e delle isole, nello specifico Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, come dettagliato nella comunicazione ufficiale diffusa dal Mimit. Questo nuovo canale di agevolazioni si colloca in perfetta sinergia con gli obiettivi strategici delineati dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente. Per quanto riguarda la struttura del fondo, l’operazione si avvale di due differenti leve finanziarie: da un lato mette a disposizione 280 milioni di euro sotto forma di mutui a tasso agevolato attinti direttamente dal Fondo per la crescita sostenibile; dall’altro eroga ben 225,8 milioni di euro come contributi a fondo perduto, recuperati grazie alle risorse residue e alle economie generate dai precedenti cicli di programmazione. Nelle dichiarazioni del ministro viene specificato che l’iniziativa intende dare copertura finanziaria a tutti quei programmi industriali finalizzati alla creazione ex novo o al profondo rinnovamento di articoli, metodologie produttive o prestazioni commerciali, ponendo un accento imprescindibile sull’implementazione delle cosiddette tecnologie abilitanti fondamentali. Le aree tecnologiche considerate di massima priorità includono soluzioni all’avanguardia come i sistemi di intelligenza artificiale, l’analisi dei big data, i servizi di cloud computing, i protocolli di cybersicurezza, le architetture blockchain, l’infrastruttura di supercalcolo, le applicazioni quantistiche, nonché l’universo del deep tech e della digitalizzazione avanzata. La struttura dell’incentivo mostra un occhio di riguardo nei confronti delle realtà aziendali di dimensioni minori e delle aggregazioni stabili come le reti d’impresa, blindando a loro favore una quota pari al 60% delle risorse per le PMI; all’interno di questa riserva strategica, un ulteriore 25% viene blindato a uso esclusivo delle micro e delle piccole realtà imprenditoriali. I candidati avranno la facoltà di sviluppare i propri interventi seguendo un modello di tipo sinergico e collaborativo, istituendo cioè accordi di partenariato che comprendano fino a un tetto massimo di tre partecipanti, a patto che tra questi sia presente almeno una piccola o media impresa. In alternativa, il bando consente la partecipazione in modalità singola da parte di una PMI, la quale potrà comunque avvalersi del supporto scientifico e tecnico offerto da istituti universitari, centri di ricerca pubblici e privati o professionisti della consulenza altamente qualificati. Sotto il profilo finanziario e temporale, le singole proposte progettuali dovranno attestarsi su un budget di spesa compreso tra una soglia minima di 1 milione di euro e un limite massimo di 5 milioni di euro, con un cronoprogramma dei lavori della durata flessibile tra i 18 e i 36 mesi, a cui si potrà eventualmente aggiungere una dilazione temporale di ulteriori sei mesi in caso di proroga motivata. Le condizioni di aiuto previste dal decreto ministeriale combinano i due strumenti finanziari menzionati in precedenza: la componente del finanziamento agevolato andrà a coprire stabilmente il 40% delle uscite ritenute ammissibili dal bando, mentre la percentuale del contributo a fondo perduto seguirà una logica proporzionale e decrescente basata sulla dimensione dell’azienda richiedente. Nel dettaglio, l’intensità del sussidio diretto arriverà a toccare il 40% delle spese complessive per le strutture di piccola taglia, scenderà al 35% per le imprese di medie dimensioni e si attesterà infine sul 30% per le grandi realtà industriali coinvolte nei progetti.

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