cm-rooms-and-apartments-sogg-colonna-suites-giugno
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

bassi-home

bancarotta

L’indagine parte dal monitoraggio su una macchina di lusso, una Ferrari intercettata nel 2024 a Nardò durante dei controlli e intestata ad una società di autotrasporti di Foggia. I finanzieri del Comando Provinciale di Lecce ha scoperto un meccanismo fraudolento messo in atto da un gruppo societario con sede legale in Foggia. L’ amministratore di fatto è un imprenditore 50enne del Nord Italia residente a Nardò, attivo nel settore degli autotrasporti. Sono stati sequestrati oltre due milioni di euro. L’indagine parte dal monitoraggio su una macchina di lusso, una Ferrari intercettata nel 2024 a Nardò durante dei controlli e intestata ad una società di autotrasporti di Foggia. Le indagini dei finanzieri delegate dalla Procura della Repubblica di Foggia, hanno permesso di ipotizzare come l’imprenditore, in concorso con altri due soggetti, fosse responsabile di una serie di condotte fraudolente. Consistevano principalmente nell’assumere, con imprese compiacenti e fittiziamente interposte, un elevato numero di ignari lavoratori dipendenti, con l’unica finalità di consentire alle società clienti di abbattere il costo del lavoro. Di conseguenza, le imprese coinvolte operavano in totale evasione delle imposte, omettendo altresì il versamento degli oneri contributivi, previdenziali ed assistenziale.

Sequestrati anche oltre 50 tra macchinari e attrezzature. I finanzieri provinciali della provincia Bat hanno sequestrato un intero compendio aziendale di una società di Bisceglie operante nel settore della produzione di prodotti da forno. Attrezzature e macchinari sono stati distratti da una storica impresa locale operante nello stesso settore merceologico già posta in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Trani. Oltre 50 i mezzi sequestrati. Le investigazioni condotte hanno consentito di ricostruire un articolato meccanismo di distrazione di beni dalla società dissestata ad una nuova realtà aziendale, attraverso la cessione a un proprio dipendente di tutti i macchinari industriali, quale valore usato per chiudere una falsa controversia di lavoro. Le apparecchiature e altri beni sono stati confluiti dal dipendente nella nuova impresa, mantenendo la stessa sede operativa della fallita e lo stesso marchio. Durante una perquisizione nell’abitazione dell’imprenditore, dichiarato fallito, sono stati ritrovati documenti riconducibile alla nuova società. Alle due persone sono state contestate ipotesi di reato, in concorso tra loro, di bancarotta fraudolenta e la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Inoltre, è stata denunciata una terza persona, già legale rappresentante della neo costituita società.

L’ex consigliere regionale, arrestato il 26 febbraio 2024 nel blitz Codice Interno con l’accusa di voto di scambio, è ora ai domiciliari a casa del fratello a Parabita Servizio di Linda Cappello montaggio di pasquale Realmonte

Avrebbe ottenuto un finanziamento pubblico per riqualificare una masseria nel Salento certificando lavori mai effettuati. Sequestrato oltre un milione di euro Servizio di Linda Cappello montaggio di Luca Caradonna

L’operazione è della Guardia di Finanza e Carabinieri di Brescia C’è anche un tarantino tra le 5 persone colpite dalle misura cautelari eseguite dalla Guardia di Finanza di Brescia, vicine alla ‘ndrangheta. Tutti del nord gli altri: di Milano, Sondrio, Monza e Brianza. Due sono in carcere, due ai domiciliari e 1 sottoposto al divieto di esercitare imprese e di assumere uffici direttivi in aziende. Disposti anche due sequestri preventivi da 650.000 euro e per oltre due milioni e mezzo sulle quote di una società coinvolta. Le indagini sono iniziate nel 2021, dopo la misteriosa scomparsa dell’imprenditore Pasquale Lamberti, il quale nelle note del cellulare aveva appuntato i nomi delle 5 persone, presunte responsabili della sua sparizione. Secondo la procura i 5 avrebbero acquistato una azienda zootecnica a Brescia facendone sparire il capitale investendo in immobili, auto di lusso e altre disponibilità finanziarie, portandola al fallimento. i soggetti coinvolti, oltre ad aver dissipato il patrimonio della società, si sarebbero avvalsi di finanziamenti garantiti dallo Stato per oltre un miliardo e 700mila euro e avrebbero ottenuto anticipi di crediti bancari per 400mila euro.

L’indagato avrebbe trasferito illegalmente beni e denaro per oltre un milione di euro Un imprenditore di Varese, operante nel territorio di Taranto, è stato arrestato dalle Fiamme gialle per bancarotta fraudolenta. È accusato di aver svuotato il patrimonio di un’azienda con sede legale a Taranto trasferendo beni e liquidità per oltre 1 milione a due aziende del Varesotto. Una volta dichiarata fallita, la società non ha potuto saldare i numerosi debiti accumulati. Le aziende che hanno beneficiato illegalmente dei trasferimenti sono risultate riconducibili al medesimo imprenditore. La Guardia di Finanza, a seguito delle indagini coordinate dalla procura di Taranto, ha quindi disposto il sequestro di quote societarie e di un immobile per un valore complessivo di circa 400mila euro. L’imprenditore dovrà rispondere di bancarotta fraudolenta, occultamento di documentazione contabile e auto riciclaggio.

Secondo i giudici, l’ex patron del Bari avrebbe svuotato le casse della società. Assoluzione per Giovanni Ferrara Servizio di Guglielmina Logroscino Intervista all’avv. Felice Petruzzella, legale Giancaspro

gilca-srl-giugno
deliziosa