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È la Corte d’Appello di Bari a mettere una pietra miliare su un tema destinato a far discutere. Un bambino con tre genitori riconosciuti legalmente anche in Italia. È la Corte d’Appello di Bari a mettere una pietra miliare su un tema destinato a far discutere: è infatti la prima volta nel nostro Paese. I giudici di secondi grado hanno autorizzato la trascrizione all’anagrafe italiana di un atto di nascita tedesco con due padri e una madre. La sentenza è di gennaio, ma ora è passata in giudicato e quindi è definitiva. Il bambino ha quattro anni ed è nato in Germania. Il padre biologico è sposato con un cittadino italo-tedesco registrato all’anagrafe degli italiani residenti all’estero del Comune di Bari, mentre la madre biologica è un’amica storica della coppia. Secondo quanto accertato dai giudici, il piccolo sarebbe stato concepito con un rapporto sessuale, quindi senza ricorso alla maternità surrogata, vietata in Italia. Alla nascita era stato riconosciuto dalla madre e dal padre biologico. Successivamente, in Germania, il marito del padre ha adottato il bambino come figlio del partner. Il Comune di Bari aveva inizialmente negato la trascrizione dell’atto, ipotizzando il sospetto di una maternità surrogata nascosta. Ma la Corte d’Appello del capoluogo ha ritenuto valida l’adozione tedesca e compatibile con il diritto italiano, riconoscendo così tutti e tre i legami genitoriali. Una sentenza che apre ora un nuovo fronte giuridico e culturale sul tema della cosiddetta “genitorialità plurima” in Italia.

Chiusi fino al 28 gli uffici comunali di Paolo VI a Taranto. L’unico funzionario è in ferie, e il Comune chiude lo sportello. Affidato al custode il servizio Tari. Cittadini costretti a recarsi in altri quartieri Di Alessandra Martellotti

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