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AMINA

La richiesta del padre per proteggere Amina e sua madre. La 18enne, dopo essere stata in carcere in Kazakistan per 113 giorni, è stata liberata lo scorso 2 novembre e prosciolta dall’accusa di traffico internazionale di stupefacenti Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato Colazzo Intervista: Sergio Milo, padre di Amina

Sta bene la diciottenne salentina tenuta sotto sequestro in Kazakistan E’ tornata a casa, a Lequile, in provincia di Lecce, Amina Milo. Il 2 novembre scorso la diciottenne è stata prosciolta dalle accuse di traffico di droga ed è stata rilasciata dopo tre mesi di detenzione dalla magistratura del Kazakistan. Nei primi 16 giorni, secondo quanto riferito dalla ragazza, sarebbe stata sequestrata da alcuni poliziotti in un appartamento privato, dove avrebbe subito dei tentativi distupro. In un’altra occasione avrebbe subito pressioni psicologiche per firmare documenti in una lingua che non comprendeva. Al momento tre poliziotti sono indagati per tortura ai suoi danni.

Passano i giorni e il rientro di Amina dal Kazakistan resta ancora senza una data. Nel frattempo il suo legale è stato accusato di Frode allo Stato nella vicenda Servizio: Stefania Congedo Montaggio: Francesco Afrune

La ragazza continua a restare ad Astana per l’inchiesta sui poliziotti accusati di averla segregata in una casa per 16 giorni INTERVISTA: VINCENZO CARLA’ (SINDACO LEQUILE)Servizio Stefania Congedo

Il timore più grande è che il piccolo di 10 anni, originario di Brindisi, possa essere morto. L’appello della famiglia che non ha sue notizie da giugno. Servizio: Pamela SpinelliRiprese e montaggio: Francesco Afrune Intervista: Elsa Bocci (zia di Adelio Bocci)

Ancora nessuna, però, l’accusa a suo carico che giustificherebbe la detenzione a cui ormai è costretta da tre mesi Servizio: Stefania Congedo Riprese e montaggio: Donato Colazzo Intervista: Donatella Fiorentina, amica mediatrice

Accusata di traffico droga, sarebbe stata segregata per giorni Amina, una 18enne pugliese, è rinchiusa da tre mesi nel carcere di Astana, capitale del Kazakistan, arrestata l’11 luglio scorso con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti e rischia dai 10 ai 15anni di carcere. La notizia è riportata dal ‘Quotidiano di Puglia’, secondo il quale la giovane vive a Lequile, in provincia di Lecce, non parla il russo o il kazako e sarebbe stata arrestata senza la presenza di un traduttore e senza prove, con accuse che la 18enne e sua madre respingono fermamente. La ragazza era andata in Kazakistan con sua madre, Assemgul Sapenova, per visitare alcuni parenti che vivono lì. Sarebbe stata fermata una prima volta dalla polizia il 2 luglio, mentre era con un ragazzo del posto, e rilasciata dopo una notte in custodia. Il 4 luglio, poi, sarebbe stata nuovamente fermata e portata con l’inganno da due agenti di polizia in un appartamento, dove sarebbe stata segregata e maltrattata per 16 giorni. Gli agenti avrebbero poi chiesto telefonicamente a sua madre un riscatto di 60mila euro per riavere sua figlia.A quel punto la donna si sarebbe rivolta all’ambasciata italiana ad Astana, che ne ha ottenuto il rilascio. Dopo qualche giorno, però, la 18enne sarebbe stata nuovamente convocata dalla polizia che, dopo la firma di alcuni documenti, l’avrebbe arrestata per traffico di droga. La storia di Amina in questi giorni è arrivata sul tavolo del ministro degli Esteri, Antonio Tajani

Amina Milo è tornata a casa

Sta bene la diciottenne salentina tenuta sotto sequestro in Kazakistan E’ tornata a casa, a Lequile, in provincia di Lecce, Amina Milo. Il 2 novembre

Caso Amina: guai per il suo legale

Passano i giorni e il rientro di Amina dal Kazakistan resta ancora senza una data. Nel frattempo il suo legale è stato accusato di Frode

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