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Il deputato di Forza Italia Davide Bellomo ha chiesto al sindaco di intervenire. È bufera sulle parole di Francesca Albanese in merito all’assalto alla redazione della Stampa avvenuto venerdì scorso. Durante un evento, la relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi aveva condannato l’irruzione ma aveva anche dato un monito ai giornalisti di ritornare a svolgere il proprio lavoro. Sulla vicenda è intervenuto il deputato Davide Bellomo, capogruppo di Forza Italia in commissione giustizia alla camera, che ha chiesto al sindaco, Vito Leccese, di ritirare le chiavi della città consegnate proprio ad Albanese. Secondo Bellomo le sue affermazioni “giustificano la violenza e rappresentano un vergognoso e pericoloso attacco alla libertà di stampa”. Non è tardata ad arrivare la replica del sindaco Vito Leccese: “Io detto con grande fermezza che il monito che ha espresso Albanese alla Stampa non fa parte né della mia cultura né della mia formazione politica. Non condivido e ho condannato quell’espressione con grande decisione e fermezza” ha dichiarato Leccese, “Dopodiché ho anche ribadito che il conferimento delle chiavi della città non è legato ad una persona quanto a un’idea e a un gesto di solidarietà nei confronti del popolo palestinese e in quel momento la la Francesca Albanese era il trait d’union della comunità barese con le popolazioni della striscia di Gaza e quindi non c’è nessun passo indietro formale da fare”.

Le  voci del dissenso smorzate dai cori contro il genocidio del popolo palestinese Intervistati: Giuseppe Garrieri, consigliere comunale Lega Bari; Bobo Aprile, comitato pro Palestina Brindisi; Antonio Ciaula, consigliere comunale Fdi Bari 

“So come reagire alle logiche mafiose” ha dichiarato la relatrice speciale delle Nazioni Unite “Schiena dritta, testa alta, insieme”. Custodirà le chiavi per donarle al popolo palestinese quando sarà libero  Intervistati: Francesca Albanese, relatrice speciale Onu sui territori palestinesi occupati; Vito Leccese, sindaco di Bari

La cerimonia si è svolta nel teatro Piccini. “Sono onorata del riconoscimento” ha detto la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, ha ricevuto dal sindaco di Bari, Vito Leccese, le chiavi della città. La cerimonia nel teatro Piccinni. “Sono onorata di ricevere queste chiavi, sappiate che intendo usarle” ha detto Albanese “la donerò ai Palestinesi. Il vostro gesto mi fa onore e mi commuove. Per me è un momento estremo e delicato, le sanzioni americane per me e la mia famiglia sono gravissime e mi renderanno la vita effettivamente difficile. L’unico modo per reagire a queste tecniche di intimidazioni mafiose è a testa alta e a schiena dritta. Da figlia del Sud conosco bene le piaghe della criminalità organizzata. Cosa ci insegna la Puglia, Bari, o la Sicilia? Che alla mafia si resiste tutto assieme, a testa alta e schiena dritta”. “È necessario un risveglio delle coscienze – ha concluso -Bisogna sostenere le azioni di ripristino della legalità anche passando dall’azione giudiziaria. Il genocidio è un crimine riconosciuto anche dall’Italia”.

A capo ci sarebbe un albanese ben noto alle forze dell’ordine Servizio di Giovanni Di Benedetto;

La droga è stata scoperta dalle unità cinofile della Questura di Bari dopo un controllo sull’A14 all’altezza di Bitonto La Polizia ha arrestato un cittadino albanese regolarmente residente in Italia con l’accusa di essere un narcotrafficante. L’uomo, fermato sull’A14 per un controllo di routine all’altezza di Bitonto, si è mostrato insofferente, facendo insospettire gli agenti della Stradale. Dopo l’intervento dei cani antidroga della Questura di Bari, sono stati scoperti 6 involucri di cocaina per un totale di 6,5 kg di droga, abilmente occultati all’interno dell’autovettura, una Bmw, in un vano ricavato tra la paratia anticalore e il sottoscocca. L’uomo è stato arrestato e condotto nel carcere di Bari.

Intercettazione captata a Bari: solo sott’acqua la sicurezza è al 100% Anche sommergibili per trasportare la droga da Panama in Olanda e Spagna, per arrivare via terra nel Napoletano ed essere smerciata in ambulanza. Sono i particolari emersi dall’inchiesta della Dda di Napoli che ha sgominato due gruppi criminali. L’uso dei sommergibili spunta da un’intercettazione captata a Bari: un albanese in rapporti con i napoletani spiega ad un suo complice che i container offrono buona sicurezza nel trasporto della droga, ma che solo sott’acqua la sicurezza è al 100%. Purtroppo – aggiunge – ci sta solo a Panama. E’ la conferma che il narcotraffico si sta evolvendo e che ai mezzi tradizionali di trasporto si sono aggiunti i sommergibili, silenziosi, invisibili e in grado di trasportare tonnellate di droga. Di recente in Spagna è stato intercettato e sequestrato un sommergibile carico di cocaina.

Tefta, la 39enne sopravvissuta domenica scorsa all’aggressione del marito, Taulant Malaj, ha potuto riabbracciare il figlio di cinque anni Ha riabbracciato il suo bambino di cinque anni nell’ospedale di Foggia dove è ricoverata, Tefta, la 39enne sopravvissuta domenica scorsa all’aggressione del marito, Taulant Malaj. Un momento di grande commozione per mamma e figlio, scampato alla strage. l 45enne albanese, lo ricordiamo, ha prima ucciso il presunto amante della moglie, il 51enne Massimo De Santis e poi si è scagliato contro di lei. Tefta però è stata difesa dalla figlia 16enne, Gessica, pure ferita a morte dal papà. Il piccolo, temporaneamente affidato agli zii, ha assistito a tutta la scena. Secondo quanto riferito dai legali di Taulant Malaj, infatti, dalle immagini riprese dalle telecamere interne all’abitazione emergerebbe che il piccolo era sul divano e ha assistito all’omicidio della sorella maggiore e al ferimento della madre. E’ stata la zia (moglie del fratello di Taulant) ad accompagnare il bambino nella stanza del reparto di Chirurgia generale del policlinico ‘Riuniti’ di Foggia in cui la madre è ricoverata.

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