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Il Rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà denuncia le criticità del Servizio Sanitario Nazionale e propone modelli di collaborazione tra Stato, territori e comunità per garantire equità e sostenibilità. Il Rapporto “Sussidiarietà e Salute”, presentato oggi dalla Fondazione per la Sussidiarietà nella Sala della Regina alla Camera dei Deputati, evidenzia criticità nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e propone un modello di collaborazione tra Stato, territori e comunità per migliorare equità, sostenibilità e qualità delle cure. All’evento sono intervenuti il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il ministro della Salute Orazio Schillaci e il presidente dell’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà Maurizio Lupi. Il rapporto è stato redatto con il contributo di accademici e ricercatori di università italiane e internazionali, tra cui Bicocca, Bocconi, Brunel University, Ca’ Foscari, York, Università Cattolica, Parma, Pavia, Sant’Anna di Pisa e Verona. Dati chiave sulla sanità italiana Il Rapporto mostra una crescente perdita di universalismo ed equità nel SSN: 9-10% della popolazione rinuncia o rinvia cure per motivi economici o lunghe attese; oltre il 20% tra i più svantaggiati. Tasso di mortalità evitabile correlato al titolo di studio: 39,6/10.000 per chi ha licenza elementare, 20,3/10.000 per laureati. Circa 4 milioni di over65 non autosufficienti e oltre 5,5 milioni di anziani vivono soli; il 14% degli over65 è a rischio isolamento sociale. L’Assistenza domiciliare integrata (ADI) copre solo il 30,6% degli anziani non autosufficienti, mentre gran parte della cura ricade sulle famiglie. La spesa sanitaria out-of-pocket italiana è tra le più alte d’Europa: 24% della spesa totale, contro il 15% della media UE, con un aumento costante dal 2010. Criticità strutturali del SSN Secondo il Rapporto, i principali problemi del sistema pubblico sono: Sottofinanziamento cronico (circa 37 miliardi di euro di tagli 2010-2019) Risorse allocate per prestazioni e non per integrazione dei percorsi assistenziali Mancanza di continuità e integrazione tra sanitario e sociosanitario Carenza di personale, in particolare medici di medicina generale I pazienti cronici e fragili subiscono maggiormente questi limiti, spesso attraversando più setting di cura senza responsabilità unitaria. Modelli efficaci e proposte di riforma Il Rapporto sottolinea l’efficacia dei modelli basati su collaborazioni strutturate tra enti sanitari, come le Botteghe di Comunità della ASL di Salerno, coinvolgendo 29 comuni e oltre 28.000 cittadini. Le principali proposte includono: Incremento della spesa sanitaria e introduzione di budget di cura per pazienti fragili Rafforzamento dell’assistenza territoriale con cabine di regia distrettuali, Case della Comunità e Ospedali di Comunità Istituzione di un Servizio nazionale per la non autosufficienza Piani pluriennali per assunzione e valorizzazione del personale sanitario, con retribuzioni in linea con la media UE Migliore regolazione del privato accreditato, orientato a ridurre disuguaglianze e inefficienze Sussidiarietà come chiave per equità e sostenibilità Per Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, il rapporto indica che l’alternativa non è tra pubblico e privato, ma tra un Paese che garantisce cure per tutti e uno dove si cura solo chi può permetterselo. La sussidiarietà diventa così l’architettura istituzionale dell’universalismo, rendendo il diritto alla salute effettivo, misurabile e sostenibile nel tempo.

“Stiamo rispettando i tempi dell’accordo sindacale – dichiara la ministra – l’obiettivo è la transizione”. Intanto, all’esterno, sit in dell’Usb Di Alessandra Martellotti

Il sindaco interviene sull’inchiesta aperta dalla Procura di Taranto sulla presunta truffa allo Stato da parte di ADI “Apprendiamo dalla stampa che i dirigenti dell’ex Ilva avrebbero prodotto certificati falsi sulle emissioni CO2 dichiarando di aver inquinato meno e di aver mantenuto all’incirca lo stesso livello di produzione con un grave attacco alla salute dei lavoratori e dei cittadini”. A sottolineare questo aspetto, all’indomani della nuova inchiesta giudiziaria sulla presunta falsificazione dei dati relativi all’inquinamento provocato dalla produzione industriale della fabbrica dell’acciaio, è il segretario generale della Confederazione Italiana Lavoratori, Luigi Minoia. “La maggiore quantità di emissioni inquinanti accresce le preoccupazioni per le conseguenze sulla salute dei lavoratori – prosegue Minoia – in termini di malattie professionali troppo spesso sottovalutate e non riconosciute”. Il segretario generale Confil afferma ancora che “alle incertezze sul futuro occupazionale, con i lavoratori ormai da troppo tempo senza una vera prospettiva, si continua ad aggiungere il danno di vivere in un ambiente di lavoro sempre più degradato e meno sicuro. Per questo – conclude il responsabile nazionale dell’organizzazione sindacale – è necessario perseguire fino in fondo, con un monitoraggio medico vero, le gravi responsabilità dell’ex Ilva e prevenire le malattie professionali, le cui conseguenze potrebbero essere drammatiche e irreversibili”.

Attraverso una nota AdI ha puntualizzato il cambio di passo positivo operato dalla gestione commissariale Dopo l’inchiesta che ha travolto gli ex vertici di Acciaierie d’Italia, indagati per truffa sulle quote di C02, l’attuale amministrazione del polo siderurgico si è detta pronta alla massima collaborazione con la Procura. Attraverso una nota i commissari hanno puntualizzato che “dal momento del suo insediamento, la nuova amministrazione straordinaria ha avviato attività di verifica sui processi aziendali. Questo rappresenta un’ulteriore conferma del cambio di passo positivo intrapreso dalla gestione commissariale per garantire la massima trasparenza e il pieno rispetto delle normative”. La Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta su una possibile truffa relativa alla comunicazione delle quote di CO2 emesse dallo stabilimento. Secondo l’accusa sarebbero stati falsificati i registri: dichiarando quote inferiori, AdI avrebbe venduto quelle eccedenti, almeno sulla carta, ottenendo così guadagni non dovuti. In tutto gli indagati sono 10, tra cui l’ex amministratore delegato Lucia Morselli.

Saranno Giovanni Fiori e Davide Tabarelli i due nuovi commissari, nominati dal ministro Urso, che avranno l’arduo compito di guidare Adi al di fuori del disastro finanziario Servizio: Annamaria Rosato Intervista: Rocco Palombella seg. naz. Uilm

Con decreto del ministro delle imprese Urso, Acciaierie d’Italia è stata ammessa, con decorrenza immediata, alla procedura di amministrazione straordinaria. Nominato commissario il dott. Giancarlo Quaranta Servizio di Alessandro Miglietta Montaggio di Maria Cristina Quintale

Ex Ilva, Calderone incontra vertici e sindacati

“Stiamo rispettando i tempi dell’accordo sindacale – dichiara la ministra – l’obiettivo è la transizione”. Intanto, all’esterno, sit in dell’Usb Di Alessandra Martellotti

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