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Il piano dell’azienda, fino a febbraio produrrà con un solo altoforno Aumenta il numero degli operai dell’ex Ilva che andranno in cassa integrazione: dagli attuali 3.000 si passera’ a 4.000 secondo il piano di marcia presentato da acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ai sindacati, durante l’incontro di questa mattina al ministero del lavoro. Una decisione quasi inevitabile dal momento che l’azienda produrrà fino al febbraio del prossimo anno con un solo altoforno, un ridimensionamento impiantistico e produttivo dovuto all’incendio dell’altoforno uno avvenuto nelle scorse settimane e al conseguente sequestro. Solo da marzo 2026 l’ex Ilva tornerà a marciare con due altiforni, il 2 e il 4 che, nel frattempo, a turno verranno sottoposti ad interventi di manutenzione.

Scadono oggi i termini per i rilanci dei tre gruppi industriali che puntano ad acquisire l’ex Ilva Servizio di Stefania Rotolo Montaggio di Massimo D’Olimpio

In tre concorrono per acquisire l’intero gruppo: Jindal Steel dall’India, Baku Steel dall’Azerbajian e Bedrock dagli Usa Slitta al 14 febbraio la data per presentare le offerte aggiornate per l’acquisizione dell’intero asset di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. I termini scadevano oggi ma si e’ reso necessario un supplemento di lavoro. In questo arco di tempo i tre gruppi in corsa, gli indiani di Jindal Steel, Baku Steel dall’Azerbajian e il fondo di investimento americano Bedrock, dovranno formulare la loro proposta sotto i profili industriale, occupazionale e ambientale.

Domani mattina incontro tecnico tra gli autotrasportatori e i commissari sul nodo Tender road Servizio di Annamaria Rosato Intervista a Giacinto Fallone, Casartigiani

Il gruppo indiano è interessato a rilevare il siderurgico Una delegazione del gruppo indiano Jindal, in corsa per rilevare Acciaierie d’Italia, è tornata nello stabilimento siderurgico di Taranto per una seconda visita, dopo quella fatta prima dell’estate. La delegazione è stata prima a Genova e Novi Ligure, poi gli emissari sono giunti nel capoluogo ionico. Dopo aver visitato l’ex Ilva e incontrato i commissari straordinari, si sono recati a Palazzo di città . Ad accoglierli il sindaco Melucci. L’incontro è durato circa due ore.

In una nota specifica che le criticità sono state superate con il risanamento ambientale, in particolare con la copertura dei parchi minerari La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sulla valutazione dell’impatto ambientale dell’Ex Ilva fa rifermento a fatti risalenti al 2013. Lo sostiene Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. In una nota specifica che le criticità sono state superate con il risanamento ambientale, in particolare con la copertura dei parchi minerari. Acciaierie d’Italia ha recentemente consegnato ai ministeri di Ambiente e Salute la valutazione d’impatto sanitario sulla quale si baserà il riesame dell’autorizzazione all’esercizio e dalla quale emergono elementi tranquillizzanti.

In ferie dal 25 aprile al 5 maggio, non era mai accaduto prima Servizio di Annamaria Rosato

I commissari straordinari attesi nel siderurgico di Taranto tra il 2 e 5 febbraio Servizio di Annamaria Rosato

Il numero dei lavoratori costretti a fermarsi è però destinato ad aumentare Sono attualmente tra i 400 e i 500 i lavoratori dell’indotto di Acciaierie d’Italia a Taranto, per i quali le imprese hanno fatto richiesta di cassa integrazione ordinaria. “Ad un primo stock di 200 dei giorniscorsi, si è aggiunta la Semat Engineering con altri 240. Se poi anche le altre realTà apriranno alla cassa integrazione, chiaramente il numero è destinato a salire, poiché ciascuna azienda va dai 60 agli 80 dipendenti”. Lo affermano Davide Sperti e Mimmo Amatomaggi della Uilm, che riassumono così la situazione delle imprese appaltatrici del siderurgico, strette tra mancati pagamenti, ordini di lavoro scarsi e prospettive molto incerte. Alcune aziende avrebbero difficoltà a garantire il pagamento degli stipendi di dicembre. La preoccupazione maggiore però è legata al varo dell’amministrazione straordinaria da parte del governo, che di fatto annullerebbe – anche se provvisoriamente – tutti i crediti vantanti dall’indotto nei confronti di Acciaierie d’Italia, che ammontano a 120 milioni di euro.

Acciaierie d’Italia ancora non decide Servizio di Redazione Norbaonline

Lunedì conferenza stampa davanti a Palazzo Chigi Servizio della redazione. Montaggio di Pasquale D’Attoma

Nulla di fatto nell’assemblea dei soci di Acciaierie d’Italia Ancora una fumata nera dall’assemblea di Acciaierie d’Italia nella quale i due soci, Arcelor Mittal e Invitalia erano chiamati a decidere se garantire o meno il sostegno finanziario urgente per assicurare la continuità produttiva e il pagamento delle forniture di gas. L’assemblea e’ stata aggiornata all’11 dicembre. Dopo la notizia del fermo dell’altoforno 2, per oggi i sindacati avevano indetto uno sciopero di 48 ore ma secondo l’azienda tutti i 70 lavoratori previsti nei primi due turni hanno regolarmente prestato servizio.

Il presidente di Acciaierie d’Italia ascoltato in audizione in commissione Attività produttive alla Camera Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’Olimpio

“Non c’è più tempo – dice il Presidente di Acciaierie d’Italia – “occorre intervenire subito” Servizio di Stefania Rotolo, riprese e montaggio di Massimo D’Olimpio.

Il Presidente di Acciaierie d’Italia replica così all’ordinanza del sindaco Melucci Tutto è “ampiamente nei limiti di legge”, appare quindi “impossibile” che per i picchi di emissione di benzene si arrivi ad uno stop degli impianti a caldo a Tarannto. Il presidente di Acciaierie d’Italia, Franco Bernabè, risponde così ad una donna sull’ordinanza emessa nei giorni scorsi dal sindaco Melucci. “C’è una contraddizione di fondo – aggiunge Bernabè – lo stabilimento tarantino emette molto al di sotto dei limiti di legge”, possono esserci “solo sforamenti temporanei ed all’interno dei limiti di legge”. Quanto si potrebbe respirare è “molto al di sotto del benzene che uno inala quando va a a fare il pieno di benzina”.

Diventano tre gli impianti in marcia a Taranto, dubbi dei sindacati su ripresa effettiva Intervista: Davide Sperti, Segretario Uilm Taranto

L’azienda conferma ai sindacati anche il riavvio dell’Altoforno 2, ma senza fornire una data precisa Ripartono a Taranto alcuni impianti dello stabilimento Acciaierie d’Italia, con il conseguente rientro al lavoro di 400 operai posti in cassa integrazione straordinaria. L’annuncio è stato fatto dai sindacati metalmeccanici Fim e Fiom al termine di un incontro a Taranto con i responsabili dell’azienda. Nel dettaglio, viene riavviato da oggi il Decatreno a 15 turni di lavoro, da giovedi la Zincatura 2 e da venerdi il Decapaggio, mentre il Treno Lamiere ripartirà nell’ultima decade di maggio. Inoltre – fanno sapere i sindacati – va a 15 turni il reparto Finitura Nastri 2, mentre resta fermo il Tubificio Erw sino alla fine del mese. Acciaierie d’Italia ha confermato anche il riavvio dell’Altoforno 2 fermo dal mese di luglio, anche se non ha saputo fornire con precisione una data. Critica in proposito la Uilm, che accusa l’azienda di rimettere in moto l’Altoforno solo per produrre le bramme da dare ad Arcelor Mittal, che è un concorrente (anche se al momento detiene il controllo di parte di AdI), e solo perché questo gruppo ha attualmente due altiforni fuori uso in Francia e Spagna a causa di due recenti incendi. Tutto questo rilancio – dice ancora la Uilm – non si è visto per niente, dovevano essere richiamati non i dipendenti diretti ma quelli di Ilva in Amministrazione Straordinaria, attualmente in cassa integrazione.

Riguarda 3000 dipendenti, 2500 a Taranto Acciaierie d’Italia ha ufficializzato la richiesta di proroga della cassa integrazione straordinariain un incontro avvenuto oggi pomeriggio a Taranto. Scattera’ a fine marzo, a conclusione dell’attuale ciclo di cassa straordinaria, e andra’ avanti sino al prossimo anno. La cassa coinvolgera’ 2.500 addetti a Taranto piu’ altri 500 divisi tra Racconigi, Paderno Dugnano, Legnano, Novi Ligure, Marghera,Genova, Milano e Paderno. I 2.500 di Taranto sono suddivisi in 1.153 addetti all’area di staff, 934 all’area fusione e 413 all’area di laminazione. Sempre a Taranto gli operai interessati al provvedimento sono 2.010, gli impiegati e quadri 286 e gli intermedi 204. I numeri sono identici al 2022 quando la trattativa sulla cassa straordinaria, pur approdando al ministero del Lavoro, si chiuse con mancato accordo tra leparti. Nell’indotto di Acciaierie d’Italia, sempre a Taranto, 30 addetti alle pulizie industriali sono arischio nel passaggio dall’azienda Ecologica spa all’impresa Castiglia a causa del cambio di appalto. E’ saltato l’incontro che era stato convocato per la mattinata di oggi per definire la situazione dei 30 dipendenti della Ecologica spa.

Confronto con Melucci ed Emiliano sull’accordo di programma Domani mattina sara’ a Taranto Franco Bernabe’, presidente di Acciaierie d’Italia per incontrare il sindaco Melucci. Sara’ presente anche il governatore Emiliano. Si confronteranno sull’accordo di programma richiesto dal Comune e dalla Regione per la riconversione industriale ed ambientale del polo siderurgico e dell’area di Taranto comprensiva del porto, polo logistico e di altri insediamenti industriali.

Audizione in Senato del Presidente della Holding spa che ha parlato della transizione in atto nello stabilimento Acciaierie d’Italia Servizio di Stefania Rotolo

Ex Ilva, fumata nera

Nulla di fatto nell’assemblea dei soci di Acciaierie d’Italia Ancora una fumata nera dall’assemblea di Acciaierie d’Italia nella quale i due soci, Arcelor Mittal e

Roma: audizione di Bernabè su ex Ilva

“Non c’è più tempo – dice il Presidente di Acciaierie d’Italia – “occorre intervenire subito” Servizio di Stefania Rotolo, riprese e montaggio di Massimo D’Olimpio.

Taranto, riaprono lentamente reparti Acciaierie

L’azienda conferma ai sindacati anche il riavvio dell’Altoforno 2, ma senza fornire una data precisa Ripartono a Taranto alcuni impianti dello stabilimento Acciaierie d’Italia, con

Acciaierie d’Italia, chiesta proroga Cigs

Riguarda 3000 dipendenti, 2500 a Taranto Acciaierie d’Italia ha ufficializzato la richiesta di proroga della cassa integrazione straordinariain un incontro avvenuto oggi pomeriggio a Taranto.

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