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Sabato 6 dicembre, la città proverà a restituirgli voce e presenza attraverso tre momenti di memoria, costruiti con cura dai figli, Michele e Nicola. Sono passati trent’anni da quando Pietro Leonida Laforgia ha lasciato Bari, la sua città, eppure il suo nome continua a tornare nei racconti di chi lo ha conosciuto: l’avvocato che difendeva i più fragili, il professore che sapeva trasformare una lezione all’Istituto nautico in un viaggio, il politico che immaginava una Bari più giusta e più aperta. Sabato 6 dicembre, la città proverà a restituirgli voce e presenza attraverso tre momenti di memoria, costruiti con cura dai figli, Michele e Nicola. La giornata inizierà nella sala consiliare dell’Ordine degli avvocati, dove alle 10 i due fratelli premieranno due giovani legali, Rossella Mattencini e Valerio Cassano. È un gesto semplice, quasi simbolico: passare idealmente il testimone a chi oggi si dedica al diritto minorile, la stessa strada che Laforgia aveva percorso con dedizione. Accanto a loro ci sarà anche il presidente dell’Ordine, Salvatore D’Aluiso, a testimoniare l’eredità professionale lasciata dal padre. Poi, poco dopo le 11, il cammino si sposterà nell’ex Istituto nautico di via Abate Gimma. È un luogo che conserva ancora l’eco delle sue lezioni, degli studenti che seguiva con attenzione e severità gentile. Qui i figli hanno scelto di restaurare una grande mappa che raccoglie tutte le sedi degli Istituti nautici italiani: un manufatto antico, salvato dall’usura del tempo, che torna ora a raccontare il legame profondo di Laforgia con la scuola, con il mare, con l’idea di formazione come avventura. L’ultimo appuntamento, alle 12.30, sarà nel verde del Parco Troisi, a Japigia. Dieci alberi verranno messi a dimora in collaborazione con l’associazione «Amici di Ernest Verner». Dieci nuove radici, dieci nuove ombre, dieci nuove promesse. È un modo per ricordare il Laforgia politico, quello che cercava nella città un luogo da far crescere, da proteggere, da immaginare migliore. A partecipare ci sarà anche il sindaco Vito Leccese, a chiudere una mattinata che è insieme ricordo, affetto e sguardo al futuro. Così Bari ritroverà, almeno per un giorno, la traccia di una figura che l’ha accompagnata e guidata, lasciandole in eredità un modo gentile e rigoroso di stare al servizio degli altri.

La vittima si chiamava Alberto Roma, illesi gli occupanti della vettura. L’incidente è avvenuto sulla strada che collega Monopoli ad Alberobello Un incidente mortale si è verificato nel tardo pomeriggio di domenica sulla strada che collega Monopoli ad Alberobello. Ha perso la vita un 30 di Ostuni, Alberto Roma. L’uomo viaggiava a bordo della sua motocicletta quando, per cause ancora da accertare, ha impattato contro un Suv. Sul posto sono arrivati i soccorritori del 118 che lo hanno trasportato d’urgenza in ospedale, ma il 30enne è deceduto poco dopo. Sotto chock ma illesi gli occupanti della vettura, un gruppo di turisti. Sul posto i carabinieri di Monopoli e la polizia locale.

Moto contro suv, muore 30enne di Ostuni

La vittima si chiamava Alberto Roma, illesi gli occupanti della vettura. L’incidente è avvenuto sulla strada che collega Monopoli ad Alberobello Un incidente mortale si

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