
Scontro sul Pug a Lecce, l’ultimo attacco di Salvemini
Nella task force per il Piano Urbanistico professionisti portatori di interessi privati, accuse in un post al sindaco Poli Bortone Servizio di Stefania Congedo Riprese
Nella task force per il Piano Urbanistico professionisti portatori di interessi privati, accuse in un post al sindaco Poli Bortone Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio Donato Colazzo
Le indagini partite dall’arresto di un piccolo spacciatore nel 2021, numerosi i clienti Vip Servizio Stefania Congedo
Illustrato il dossier “Navigare il futuro” Servizio di Stefania Congedo Riprese e Montaggio di Donato Colazzo
Il restauro sostenuto dalla Fondazione Banca Popolare Pugliese Servizio di Stefania Congedo Riprese e Montaggio di Donato Colazzo Intervista a Giorgio Primiceri, Presidente Fondazione Banca Popolare Pugliese
Tragico incidente stradale al rione Casale. La moto si è schiantata contro un’auto parcheggiata Un ragazzo di 22 anni, Matteo Passante, ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto a Brindisi, in via Primo Longobardo, al rione Casale. Era alla guida della sua moto quando, per cause da accertare, ha perso il controllo del mezzo cadendo rovinosamente sull’asfalto. La moto ha proseguito la marcia da sola per una cinquantina di metri, fino a schiantarsi contro un’auto parcheggiata in via Napoli. Sul posto per i rilievi gli agenti della Polizia locale.
La Guardia di Finanza ha individuato nelle campagne di Racale un’area di circa 15 mila metri quadrati, sottoposta a vincolo paesaggistico, su cui venivano realizzati fabbricati privi delle previste autorizzazioni. I successivi approfondimenti hanno permesso di accertare anche la realizzazione di una discarica abusiva con rifiuti speciali prodotti dall’impresa oggetto del controllo. L’intera area è stata sequestrata e il responsabile denunciato. Contestata anche la realizzazione di scarichi di acque urbane non autorizzati in area soggetta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico. Sempre a Racale, i finanzieri hanno sequestrato un lotto di 5 mila metri quadrati destinato alla frantumazione e al riciclo dei materiali di scavo e demolizione, ma di fatto trasformato in deposito per lo stoccaggio e la gestione di rifiuti, non autorizzato.
Nella notte, un medico 35enne della Guardia medica di Cutrofiano è stato aggredito, fisicamente e verbalmente, da un uomo che si è infuriato perché, essendo residente fuori regione, avrebbe dovuto pagare, come da normativa, 20 euro per la prestazione sanitaria. Mentre il medico gli stava preparando la terapia da somministrargli, l’uomo ha incominciato a strattonarlo e spintonarlo rivolgendogli ingiurie per poi lasciare la sede e andare via. Il medico ha subito allertato i carabinieri, che hanno acquisito le generalità del responsabile.
L’episodio lo scorso 26 gennaio: per l’uomo divieto di accesso agli stadi per un anno Il Questore di Lecce ha emesso un Daspo a carico di un 46enne di Gallipoli, reo di aver lanciato materiale pericoloso durante l’incontro di calcio dello scorso 26 gennaio tra ASD Città di Gallipoli e ASD Unione Calcio Bisceglie. L’uomo dagli spalti della “curva sud”, che ospitava un nutrito gruppo di tifosi locali tra cui anche giovanissimi, come evidenziato dai filmati degli operatori di Polizia Scientifica, avrebbe lanciato verso il campo di gioco almeno due dei tre ordigni che sono deflagrati a ridosso delle barriere anti-scavalco. Il gesto, pericoloso sia per chi era sugli spalti nei pressi dell’autore del lancio e sia per chi era nelle vicinanze del luogo di deflagrazione è stato considerato pericoloso e pregiudizievole per l’ordine e la sicurezza pubblica. La misura del Daspo emessa ha la durata di un anno col divieto di accesso agli impianti sportivi nazionali nonché alle zone limitrofe degli stessi per tutta la durata degli incontri e per due ore prima e due ore dopo la fine degli incontri.
Massimo Calò, 52 anni, era detenuto nel al San Nicola ed era stato ricoverato dopo un malore. Aveva detto di essere caduto dal letto Potrebbe essere stato aggredito in carcere Massimo Calò, il detenuto leccese morto lo scorso 4 febbraio al Vito Fazzi di Lecce. Era stato ricoverato dopo un malore causato, pare, da una caduta dal letto avvenuta giorni prima. L’ipotesi di un’aggressione si sta facendo largo in queste ore sui social dove sono comparsi dei post poi rimossi, in cui si fa riferimento ad una moka, una caffettiera con cui la vittima sarebbe stata colpita al capo durante un litigio avvenuto all’interno della sezione dov’era detenuto. Il colpo sferrato con violenza gli avrebbe procurato un vasto ematoma e l’emorragia interna sopravvenuta qualche giorno dopo. Calò aveva riferito ai medici di essersi procurato l’ematoma cadendo dal letto della sua cella. Ad avvalorare l’ipotesi sarebbe anche l’autopsia effettuata lo scorso 12 febbraio che ricondurrebbe l’ematoma interno ad un violento trauma subito.
L’agricoltore salentino sconta l’ergastolo per l’omicidio di Angela Petrachi Servizio di Stefania Congedo;
Da gennaio è stato allestito un modulo da ospedale da campo per garantire le Tac Servizio di Stefania Congedo Riprese di Donato Colazzo Intervista a Salvatore Garzia, dir. sanitario ospedale Gallipoli
Alle candidature di Maria Antonietta Aiello e di Luigi Melica potrebbe aggiungersi quella di Salvatore Rizzello Servizio di Stefania Congedo
Nella tarda serata di ieri l’episodio a Sannicola, due giorni prima a Nardò Furto di salumi in Salento. È accaduto nella tarda serata di ieri a Sannicola. Ad essere preso di mira il supermercato Conad in via Delle Viole. Due malviventi col volto travisato hanno forzato la porta posteriore penetrando all’interno asportando svariati salumi e formaggi e circa 2500 euro dalle casse. I due sono stati immortalati dalle telecamere di sorveglianza e ora i filmati sono al vaglio dei carabinieri. Il giorno prima un furto con le stesse modalità era stato messo a segno all’Eurospin di Nardò. Anche in questo caso ad essere rubati soprattutto salumi e formaggi.
Incidente stradale nella notte in Salento sulla strada provinciale 71. Il giovane è in codice rosso al Vito Fazzi di Lecce Grave incidente stradale nella notte in Salento sulla strada provinciale 71, la Casarano-Ruffano. Ad essere coinvolto un ragazzo di 24 anni di Ruffano che a bordo della sua Fiat Punto quando per cause da verificare è uscito fuori strada andando a schiantarsi contro una costruzione rurale. Il giovane è stato estratto dai vigili del fuoco in gravi condizioni. È stato portato prima all’ospedale di Casarano e poi trasferito al Fazzi di Lecce in codice rosso. Sul posto per i rilievi i carabinieri.
Si chiama Cosimo Loiola, 45 anni. I Carabinieri hanno raccolto diversi indizi a suo carico. Rinvenuto anche l’attrezzo usato per colpire e uccidere il pensionato, un’ascia Svolta nelle indagini sull’omicidio di Sebastiano Danieli, il pensionato 65enne di Galatone trovato morto ieri pomeriggio nel suo podere con una profonda ferita alla testa. Il pm Maria Rosaria Petrolo ha disposto il fermo a carico di un uomo di 45 anni di Galatone, Cosimo Loiola. Si tratta del vicino di podere della vittima. Non ha confessato ma a suo carico i carabinieri avrebbero raccolto importanti indizi di colpevolezza. L’omicidio sarebbe maturato per un diverbio legato ai confini dei rispettivi terreni. Rinvenuto anche l’attrezzo usato per colpire e uccidere il pensionato, un’ascia.
In festa la comunità francescana del Salento. I resti mortali riposano nella chiesa di Sant’Antonio a Fulgenzio, a Lecce Servizio di Stefania Congedo
Hanno 19 e 26 anni e avrebbero agito per futili motivi. Sono stati denunciati per lesioni gravi Sono stati individuati i due autori dell’aggressione ai danni di un 21 enne di Lequile avvenuta sabato scorso nel centro storico di Lecce. Si tratta di un 19enne di San Cesario e di un 26enne di Lecce. Entrambi sono stati al momento denunciati dalla Polizia per lesioni gravi, ma la loro posizione è in corso di valutazione per l’emissione di misure di prevenzione. L’aggressione sarebbe avvenuta per futili motivi: un insulto a cui è seguita una risposta e uno sguardo di troppo. Fondamentali all’esito delle indagini il racconto reso dalla vittima e le testimonianze degli amici che erano con lui e i filmati delle telecamere della zona. Il 21enne si trova ricoverato nel reparto di neurochirurgia del Vito Fazzi di Lecce. Le sue condizioni sono migliorate ma dovrà subire un intervento di chirurgia maxillo facciale per il grave trauma facciale subito .
Massimo Calò, 54 anni, è deceduto nell’ospedale Vito Fazzi. La Procura di Lecce indaga per omicidio colposo a carico di ignoti La Procura di Lecce ha aperto un fascicolo d’inchiesta per la morte Massimo Calò, 53 anni, detenuto nel carcere di Borgo San Nicola e deceduto il 4 febbraio all’ospedale Vito Fazzi. L’accusa è di omicidio colposo a carico di ignoti. La morte è sopraggiunto in seguito ad un’emorragia interna. Secondo i familiari che hanno presentato denuncia, potrebbe essere stata causata da una caduta dal letto nella sua cella avvenuta qualche giorno prima. Il detenuto cadendo avrebbe sbattuto la testa riportando un ematoma interno che sarebbe stato però sottovalutato dal personale sanitario del carcere che non avrebbe predisposto alcun tipo di accertamento. Il magistrato inquirente ha disposto l’autopsia per il prossimo 12 febbraio.
Una guardia giurata lancia l’allarme e riesce a salvare l’operaio, evitando una tragedia Poteva trasformarsi in una tragedia l’incendio che tra domenica 9 e lunedì 10 febbraio ha distrutto a Lecce un furgone adibito alla vendita ambulante di ortofrutta parcheggiato in Via Giuseppe Moscati, nei pressi dell’ingresso del Polo ospedaliero Oncologico. Dentro al camion infatti si trovava un operaio addetto alla vendita e solito dormirvi all’interno. Ad accorgersi delle fiamme è stata la guardia giurata in servizio alla postazione d’ingresso del nosocomio che ha subito dato l’allarme sapendo dell’abitudine dell’uomo che per fortuna è stato messo in salvo prima che il rogo avvolgesse tutto il mezzo.
I fatti contestati sono avvenuti da marzo a dicembre del 2023. Ancora da chiarire le modalità con cui i telefonini sarebbero entrati in carcere. Quarantuno persone, alcune delle quali ancora detenute presso la casa circondariale di Brindisi, sono indagate per accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione, ovvero di aver disatteso al divieto di introdurre, detenere o utilizzare telefoni cellulari in carcere. Che prevede una pena da un minimo di uno a un massimo di quattro anni di reclusione. Le indagini della Polizia penitenziaria coordinate dalla Procura di Brindisi , erano partite dopo il ritrovamento e sequestro di un microtelefono in una cella del penitenziario. Da quanto accertato, durante il soggiorno in carcere i 41 indagati, raggiunti da un avviso di conclusione delle indagini, dalla loro cella avrebbero avuto, con i telefonini introdotti in modo da eludere i controlli, numerose conversazioni, non solo con i propri familiari. I fatti contestati sono avvenuti da marzo a dicembre del 2023. Ancora da chiarire le modalità con cui i telefonini sarebbero entrati in carcere.

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La Guardia di Finanza ha individuato nelle campagne di Racale un’area di circa 15 mila metri quadrati, sottoposta a vincolo paesaggistico, su cui venivano realizzati

Nella notte, un medico 35enne della Guardia medica di Cutrofiano è stato aggredito, fisicamente e verbalmente, da un uomo che si è infuriato perché, essendo

L’episodio lo scorso 26 gennaio: per l’uomo divieto di accesso agli stadi per un anno Il Questore di Lecce ha emesso un Daspo a carico

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Massimo Calò, 54 anni, è deceduto nell’ospedale Vito Fazzi. La Procura di Lecce indaga per omicidio colposo a carico di ignoti La Procura di Lecce

Una guardia giurata lancia l’allarme e riesce a salvare l’operaio, evitando una tragedia Poteva trasformarsi in una tragedia l’incendio che tra domenica 9 e lunedì

I fatti contestati sono avvenuti da marzo a dicembre del 2023. Ancora da chiarire le modalità con cui i telefonini sarebbero entrati in carcere. Quarantuno