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Corvino punta su Stulic e Camarda. In difesa fiducia ai giovani Perez, Kouassi e Siebert

Il Comune avverte: profili fake usano il nome Amtab per ingannare i cittadini Il Comune di Bari segnala una nuova truffa online legata al trasporto pubblico locale. Continuano a circolare sui social network pagine e profili falsi che diffondono notizie ingannevoli relative all’abbonamento TPL MUVT365, utilizzando indebitamente il nome dell’Amtab, l’azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico urbano per conto del Comune. Nonostante le ripetute denunce presentate dall’azienda alla Polizia postale, che ha già avviato diverse operazioni di oscuramento, le truffe tornano ciclicamente a colpire i cittadini con nuove strategie. L’amministrazione comunale – attraverso una nota – invita la cittadinanza a prestare la massima attenzione e a non seguire annunci o promozioni che non provengano dai canali ufficiali. Si raccomanda di fare sempre riferimento al sito internet di Amtab e alle procedure lì indicate per l’erogazione di servizi, promozioni e informazioni utili.

A bordo una sessantina gli adulti, non ci sarebbero donne servizio di Annamaria Rosato; intervista Giovanni Cappa Medico Sea Eye 5

L’impatto per fortuna è stato attutito da una siepe. Ora è in osservazione in pediatria Fortunatamente sta bene il bambino di 3 anni che ieri sera è precipitato da una finestra di un’abitazione a Ferrandina, in provincia di Matera. Il piccolo di origini nigeriane è in osservazione in Pediatria all’ospedale San Carlo di Potenza per gli accertamenti. Secondo le prime ricostruzioni, il volo dal terzo piano è terminato su una siepe che ne ha attutito l’impatto, scongiurando conseguenze peggiori. Il piccolo è stato soccorso immediatamente e trasferito in eliambulanza d’urgenza in ospedale. Sull’episodio indagano le forze dell’ordine per chiarire la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità.

Il viceministro alla Giustizia interviene dopo gli ultimi casi di risse che si sono verificati in alcune piazze centrali di Bari Serve anche l’Esercito per combattere la mancanza di sicurezza in città. Lo dice il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, intervistato dal Tg di Telenorba per parlare dell’emergenza sicurezza. “L’Esercito? Io credo che non sia sbagliato – ha detto Sisto – pensare ad un rafforzamento universale della presenza sul territorio. Non dobbiamo spaventarci. Meglio avere un esercito per strada che non queste forme di aggressione”. Senza mezzi termini ha poi ribadito, in riferimento a situazioni particolarmente difficili: “La soluzione è la militarizzazione: polizia municipale, forze dell’ordine, e anche i soldati, l’Esercito, che nella nostra città possono riportare nel medio e lungo periodo la tranquillità dei cittadini. Non potersi ritirare a casa tranquilli è quanto di peggio possa esistere”. Un messaggio al primo cittadino Vito Leccese: “Io direi al sindaco e alla Polizia Municipale, che certamente non va parificata alle forze dell’ordine, che serve un’opera di prevenzione e di costante presenza anche notturna, con le pattuglie che girano. Non si tratta di andare con i mitra, ma una funzione di deterrenza quelle pattuglie ce l’hanno”.

Domani la presentazione del progetto, l’inaugurazione avverrà il 19 settembre Domani a Manfredonia sarà presentato il progetto per la realizzazione di un murales raffigurante il volto di Giusy Potenza, la 14enne uccisa 21 anni fa, il 13 novembre del 2004. Il corpo della giovane era stato ritrovato su una scogliera alla periferia del paese con il volto sfigurato. Per quel delitto è stato condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione il cugino di secondo grado, Giovanni Potenza, attualmente in semilibertà. Il murales vedrà la luce il 19 settembre in apertura di anno scolastico sui muri dell’istituto magistrale di Manfredonia, lo stesso frequentato all’epoca dalla 14enne. Dal 4 settembre l’artista Raffaella Fariello sarà al lavoro per realizzare il progetto.

Nella loro abitazione la polizia ha ritrovato oltre 500 grammi di marijuana La Polizia di Stato ha arrestato tre brindisini per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Si tratta di un quarantaseienne e i suoi due figli rispettivamente di diciannove e ventitrè anni, tutti incensurati. Gli agenti hanno perquisito la loro abitazione, nella periferia di Brindisi, in cui sono stati trovati all’interno di un’intercapedine un bidone contenente alcuni sacchetti per un peso complessivo di oltre 500 grammi. È stato anche rivenuto un macchinario utilizzato per la chiusura “sottovuoto” dei sacchetti, bustine in cellophane e bilancini di precisione. I tre sono ora agli arresti domiciliari.

Al termine dei controlli sono state elevate complessivamente ammende per oltre 44 mila euro Violazioni sulla sicurezza dei lavoratori, dipendenti irregolari e braccianti senza contratto. I carabinieri del comando provinciale di Barletta Andria Trani hanno passato al setaccio diverse aziende agricole a San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli. Durante le verifiche, i militari hanno riscontrato irregolarità in due aziende agricole. In una impresa di San Ferdinando di Puglia, il titolare è stato segnalato per violazioni sulla sicurezza dei lavoratori, tra cui la mancata formazione del personale, e per la presenza di un dipendente irregolare. In un’altra azienda, l’amministratore unico è stato ritenuto responsabile di violazioni simili: qui i Carabinieri hanno trovato tredici braccianti senza contratto. Al termine dei controlli sono state elevate complessivamente ammende per 44.728,41 euro.

Nell’inchiesta sulle attività criminali del clan Misceo contestati anche due tentati omicidi. Il boss impartiva ordini dal carcere con un cellulare Chiesto dalla Dda di Bari il rinvio a giudizio per 69 indagati coinvolti in un’inchiesta sul clan Misceo, attivo principalmente nel comune barese di Noicattaro e il cui capo, Giuseppe Misceo, avrebbe continuato a controllare impartendo ordini dal carcere con il cellulare. L’indagine denominata “Noja”, coordinata dai pm Fabio Buquicchio e Daniela Chimienti, ad aprile scorso portò all’arresto di 22 persone. Il clan, come emerso, avrebbe operato anche nei vicini comuni di Triggiano, Gioia del Colle e anche Bari. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 20 ottobre davanti alla gip Ilaria Casu. Durante le indagini  svolte dal Gico della guardia di finanza e dai carabinieri, quattro persone furono arrestate  per un duplice tentato omicidio commesso a Noicattaro nel 2021. Un agguato maturato nell’ambito dei contrasti tra il clan Misceo e il clan rivale Annoscia per il controllo dello spaccio sul comune di Noicattaro. Nell’inchiesta è contestato anche un altro tentato omicidio nei confronti di un esponente del clan Di Cosola. Ai 69 indagati sono contestati a vario titolo i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, porto e detenzione di armi, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, trasferimento fraudolento di beni e utilizzo di cellulari da parte di detenuti. Come persone offese ci sono i ministeri dell’Interno e della Giustizia, il Comune di Noicattaro e le tre vittime dei due tentati omicidi: due di loro sono anche imputati.

Respinta la richiesta di tornare a Bari dell’ex consigliere regionale arrestato nel febbraio 2024 nell’inchiesta “Codice interno” Resta agli arresti domiciliari a Parabita, in provincia di Lecce, Giacomo Olivieri , l’ex consigliere regionale pugliese, arrestato il 26 febbraio 2024 nell’ambito dell’inchiesta “Codice interno” sui presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria a Bari. In manette finirono 130 persone, tra le quali soggetti ritenuti appartenenti o contigui al clan Parisi-Palermiti attivo nel quartiere Japigia. Il gup Giuseppe De Salvatore, davanti al quale si sta svolgendo il processo in abbreviato ad Olivieri e ad altri 107 imputati, ha respinto la richiesta dei suoi avvocati, Gaetano e Luca Castellaneta, di consentire all’ex consigliere regionale di scontare i domiciliari a Bari, dalla moglie e dai due figli minorenni.  La richiesta si basava sulla necessità, per Olivieri, di rimanere vicino ai suoi figli, che ora può vedere solo una volta a settimana.  Per Olivieri la Dda di Bari ha chiesto la condanna a 10 anni di reclusione.  Anche sua moglie, Maria Carmen Lorusso, è coinvolta nella stessa inchiesta ed è a processo con rito ordinario. Secondo l’accusa, nel 2019 Olivieri avrebbe raccolto i voti di tre clan mafiosi di Bari per consentire l’elezione al consiglio comunale di Lorusso, poi effettivamente avvenuta. Olivieri, rimasto in carcere per 13 mesi, si trova ai domiciliari dalla fine marzo.

Il “prete degli ultimi” e volto storico della Fondazione antiusura ricordato con affetto e gratitudine

Di scena la quarta edizione dell’Apulia Sport Convention, Parco Gondar trasformato in un villaggio sportivo Intervista: Jill Cooper

Ora sarà nominato un commissario prefettizio in attesa che si torni alle urne È crisi politica a Minervino Murge dove quattro consiglieri comunali di minoranza e tre di maggioranza hanno rassegnato le dimissioni. L’assise cittadina, presieduta dalla sindaca Mancini del centrodestra, è stata così sciolta. Ora sarà nominato un commissario prefettizio in attesa che si torni alle urne.

I prodotti erano privi dei requisiti di tracciabilità ed etichettatura, ma comunque idonei al consumo I militari della Sezione Operativa Navale di Gallipoli hanno sequestrato circa 100 chili di pesce privo dei requisiti di tracciabilità ed etichettatura, in violazione delle normative comunitarie e nazionali sulla sicurezza alimentare. È stata comminata una sanzione amministrativa per circa 12mila euro. Secondo quanto verificato dai sanitari, i prodotti ittici erano comunque idonei al consumo umano: per questo, su disposizione delle autorità, sono stati donati a diverse associazioni caritatevoli del territorio, tra cui la Caritas Diocesana di Nardò-Gallipoli.

L’esponente Pd intervistato dal TgNorba Intervista di Antonio Procacci; in studio Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato

Una icona della movida salentina. Prende forma però un nuovo progetto Alle 6 di questa mattina si è chiusa un’epoca: dopo 28 anni di storia il Guendalina, icona della movida salentina, ha spento le luci per l’ultima volta. Quasi duemila persone hanno gremito la discoteca di Santa Cesarea Terme per un addio emozionante, accompagnato dalla voce di Ralf, storico vocalist del locale. La serata è stata celebrata come un simbolico ‘ultimo bacio’ al pubblico, dopo notti di musica e amicizie indimenticabili. La decisione nasce dai costi ormai insostenibili, con cachet per i DJ arrivati a cifre record. Ma non è un addio definitivo: già da domani prende forma un nuovo progetto, un villaggio della musica accanto al Guendalina, pronto a scrivere il prossimo capitolo della notte salentina.

I gestori parlano di una riduzione delle presenze del 20% rispetto allo scorso anno Servizio Matteo Bottazzo

Lunghe code sulle strade, treni e aerei affollati segnano le ultime ore del controesodo estivo Servizio Matteo Bottazzo

Tragico epilogo per il 55enne Sergio Corsano, figlio di un emigrato di Ruffano trasferitosi a Bühl, in Germania E’ morto per salvare i figli di 10 e 16 anni, che non riuscivano più a risalire sulla barca su cui stavano trascorrendo la giornata sul Lago di Como. Tragico epilogo per il 55enne Sergio Corsano, figlio di un emigrato di Ruffano trasferitosi a Bühl, in Germania. Nella terra d’adozione gestiva un bistrot e una trattoria, ma tornava ogni anno nel suo paese d’origine per le vacanze estive. Il papà eroe non ha esitato a tuffarsi per soccorrere i figli in difficoltà, scomparendo nelle acque. Dopo cinque giorni di ricerche, il corpo è stato individuato sul fondale del lago, grazie ad un robot in dotazione ai sommozzatori.

Divelto sportello erogatore a Castelluccio dei Sauri Hanno assaltato l’ufficio postale del piccolo comune di Castelluccio dei Sauri in provincia di Foggia utilizzando la tecnica della marmotta, un ordigno rudimentale inserito all’interno dello sportello di erogazione automatica del denaro. Esplodendo ha provocato l’apertura dello sportello, ma imalviventi sono fuggiti a mani vuote. È accaduto nella notte intorno alle 04.00, quando il violento boato ha svegliato gran parte dei residenti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza per tentare di risalire agli autori. Ingenti i danni alla struttura. 

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