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L’indagine è della Direzione Investigativa Antimafia di Bari e rientra nell’operazione “URA”. È stata ottenuta un’altra estradizione dalle autorità albanesi perfezionatasi con la consegna alle autorità italiane di un cittadino albanese, arrestato a Durazzo, lo scorso 21 maggio 2025 nell’ambito dell’operazione internazionale “URA”. L’indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Bari, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Speciale Procura Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana, aveva riguardato l’esecuzione di misure cautelari personali e patrimoniali – tra Italia, Albania e Belgio – nei confronti di 52 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio e abuso d’ufficio. L’uomo è stato condotto presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia.

Squadre in campo domenica alle 12.30. Lecce e Torino, quanti intrecci. Non è mai stata una gara come tutte le altre. A partire dal 1989, quando al Via del Mare i granata per la prima volta nella loro storia sono stati retrocessi in Serie B. Il Lecce, conquisto la sua seconda permanenza in A, con Mazzone in panchina che si esibì nella prima di tante corse che hanno caratterizzato la carriera dell’indimenticabile tecnico marchigiano. Lecce Torino, però, è anche l’unica vittoria interna del Lecce, in questo 2025 avaro di soddisfazioni tra le mura amiche. Un successo che porta la firma di Ramadani, con un destro da fuori area di rigore che riaccese le speranze di salvezza dei giallorossi, poi confermate nella meravigliosa gara dell’Olimpico dello scorso 28 maggio.  Ma Lecce Torino è anche il ritorno di Marco Baroni, uno che è arrivato a Lecce, con poche aspettative, dopo sei mesi buoni con la Reggina in Serie B. All’inizio sembrava un ridimensionamento, ma con il tecnico fiorentino alla guida il Lecce conquistò una promozione da prima della classe e una salvezza, nella mitologica gara di Monza, con Baroni che è finito inginocchiato, con le braccia al cielo, sul prato del Braglia. Emozioni che spariranno quando quando l’arbitro Marini fischierà il calcio d’inizio di una partita, che spesso è decisiva e sopratutto ricca di emozioni e mai banale. di Matteo Bottazzo fonte foto: pagina Facebook U.S. Lecce

La ragazza ha 27 anni, è alta un metro e 55 circa, capelli lunghi lisci e di colore rosso, occhi azzurri. Da lunedì 24 novembre non si hanno più notizie di Tatiana Tramacere, 27 anni, residente a Nardò. I familiari, non riuscendo a mettersi più in contatto con lei, ne hanno denunciato la scomparsa. La ragazza è alta un metro e 55 circa, capelli lunghi lisci e di colore rosso, occhi azzurri. Potrebbe trattarsi di allontanamento volontario ma i familiari sono molto preoccupati dal suo lungo silenzio. Chiunque abbia notizie può contattare il 112

La Corte d’Appello di Lecce ha escluso l’aggravante del metodo mafioso . Confermato dalla Corte d’Assise d’Appello di Lecce l’ergastolo per Enrico e Cosimo Morleo, di 59 e 60 anni, ritenuti responsabili degli omicidi degli imprenditori Salvatore Cairo e Sergio Spada, avvenuti a Brindisi tra il 2000 e il 2001. I giudici hanno escluso l’aggravante del metodo mafioso. L’isolamento diurno è stato ridotto a 8 mesi per Enrico , 4 in meno rispetto ai 12 mesi del primo grado e a 2 anni per Cosimo  a cui ne erano stati inflitti tre in primo grado. Secondo le indagini, Enrico sarebbe stato l’esecutore materiale dei delitti, mentre Cosimo ne sarebbe stato il mandante. Durante il dibattimento, Enrico aveva dichiarato di aver “fatto a pezzi” il corpo di Cairo, pur sostenendo di non averlo ucciso. I corpi delle vittime furono ritrovati in circostanze drammatiche: quello di Salvatore Cairo, scomparso il 6 maggio di 25 anni fa, fu  recuperato da un pozzo della zona industriale della città lo scorso 20 dicembre, mentre il corpo di Sergio Spada fu rinvenuto il 19 novembre 2001, poche ore dopo la scomparsa, in un piazzale di un’area di servizio dismessa sulla tangenziale di Brindisi. Cairo e Spada erano entrambi nel settore del commercio di pentole e articoli per la casa.

Sequestrati sette chili e mezzo di hashish. Viaggiavano con cinque chili e mezzo di droga sotto il sedile dell’auto presa a noleggio. Arrestati dai carabinieri a Taranto, dopo un breve inseguimento un 19enne e un 22enne. Nel corso del controllo sono stati recuperati 54 panetti di hashish. Un altro chilo e mezzo della stessa sostanza sono stati trovati e sequestrati in un mobile della camera da letto di uno dei due giovani, durante una successiva perquisizione domiciliare. I due risponderanno di detenzione e spaccio di droga. 

La prima parte dell’anno aveva mostrato segnali positivi, ma nel secondo trimestre la ripresa si è praticamente fermata. La crescita dell’economia pugliese nel primo semestre del 2025 è stata debole: il Pil è aumentato solo dello 0,3%, meno della media nazionale e del Mezzogiorno, e leggermente sotto le previsioni del 2024. La prima parte dell’anno aveva mostrato segnali positivi, ma nel secondo trimestre la ripresa si è praticamente fermata, frenata dalla scarsa spesa delle famiglie e dal calo della domanda estera, influenzata da mercati internazionali turbolenti e tensioni geopolitiche. L’industria ha faticato: il comparto dei trasporti e quello siderurgico, in particolare, hanno registrato cali significativi, quest’ultimo segnato dalla crisi di Acciaierie d’Italia a Taranto. Buone notizie arrivano invece dall’alimentare, dagli investimenti in ripresa e dalle costruzioni, spinte dalle opere pubbliche del Pnrr, così come dal mercato immobiliare. Nel terziario l’attività cresce lentamente: il turismo sostiene il settore, ma i consumi delle famiglie restano stagnanti. Le imprese mantengono una buona redditività e liquidità elevata, mentre i prestiti al settore produttivo, dopo due anni di contrazione, hanno cominciato a riprendersi grazie al costo del credito più basso. Sul fronte del lavoro, gli occupati calano lievemente, interrompendo quattro anni di crescita, con un saldo negativo soprattutto nei contratti a termine e richieste di ammortizzatori sociali ancora alte, in particolare nel siderurgico. Il reddito delle famiglie cresce poco e il potere d’acquisto resta frenato dall’inflazione, ma i mutui abitativi spingono i prestiti, mentre il credito al consumo mantiene livelli simili al 2024. La qualità del credito rimane elevata, con minori ritardi nei rimborsi, mentre la raccolta bancaria cresce grazie ai depositi in aumento e al rialzo del valore dei titoli custoditi presso le banche.

La sua lectio magistralis in Comune . “Volevo riposarmi, ma non ce la faccio perché quando si vince non si riposa. Quando invece si perde ti lasciano in pace. Se si vince è piacevole, ma molto impegnativo, in questo periodo seguo il campionato, anche se non sono ancora andato nelle società, perché cerco di far disintossicare un po’ i giocatori dopo un’estate abbastanza lunga”. A dirlo è l’allenatore campione del mondo Fefè De Giorgi che questa mattina ha tenuto una lectio magistralis al Comune di Bari. Il ct della Nazionale di volley iper vincente si dice orgoglioso “del movimento della pallavolo, ma anche di altri sport come il tennis. Abbiamo avuto un settembre storico, perché le nazionali femminile e maschile hanno vinto il mondiale nello stesso anno, è una cosa che storicamente è successa solo una volta negli anni ’50”. Attenzione rivolta anche al ruolo delle istituzioni nella crescita dello sport: secondo De Giorgi le pubbliche amministrazioni dovrebbero “lavorare di squadra e non come singoli, facendo parte di un’unica organizzazione. Il lavoro di squadra ha dei percorsi precisi, non ci sono ricette e trucchi. Significa essere efficienti, lavorare meglio e in un ambiente stimolante”. Sulla ricetta delle leadership, mister De Giorgi non ha dubbi: il leader “è una guida che fa crescere, che permette di poter esprimere il potenziale di tutte le persone, di creare un ambiente positivo. Sicuramente non deve mancare l’esempio, che è quello più complicato di certe volte”.

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Dodici arresti. Tra gli episodi più gravi, nel marzo 2020, una sparatoria contro un bar, un’auto e una macelleria segnò la violenta contesa con la famiglia rivale Vavalle. Dodici arresti all’alba: il clan Strisciuglio, storica organizzazione criminale del quartiere San Paolo di Bari, è stato smantellato dai Carabinieri in un’operazione che ha coinvolto anche Triggiano, Lecce, Trani, Larino, Napoli, Lanciano, San Gimignano e Viterbo. Droga, estorsioni, armi da guerra e rituali mafiosi: è questo il inquietante universo criminale che gli investigatori hanno messo a nudo, svelando come il clan abbia continuato a operare anche durante i mesi di lockdown. L’indagine, denominata “Lockdown” e condotta dal settembre 2019 al maggio 2023, ha fotografato l’organizzazione interna del clan, con ruoli gerarchici ben definiti, riti di affiliazione e summit mafiosi sotto i portici dei complessi popolari. Tra gli episodi più gravi, nel marzo 2020, una sparatoria contro un bar, un’auto e una macelleria segnò la violenta contesa con la famiglia rivale Vavalle. Sono emerse anche le cosiddette “cupe”, nascondigli per droga, armi e denaro, dove alcune banconote riportavano i nomi degli affiliati destinatari dei soldi destinati al sostentamento dei detenuti e al reinvestimento nelle attività illecite. Nonostante molti vertici fossero in carcere, il clan riusciva a impartire ordini e ricevere aggiornamenti tramite familiari o telefoni illegali, mantenendo il controllo delle attività criminali.

I reati venivano eseguiti su obiettivi predeterminati, noncuranti della presenza o meno di persone all’interno delle abitazioni individuate. Sono scattate le misure di custodia cautelare per sei persone per rapine, anche mediante l’uso delle armi, e furti in abitazioni. Le attività d’indagine, dirette dalla Procura ed eseguite dagli Ufficiali di P.G della Sezione Operativa Navale e del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Brindisi, sono state incentrate su un gruppo criminale dedito alla commissione di plurimi reati nel territorio dei comuni di confine fra la Provincia di Brindisi e quella di Lecce. Il gruppo commissionava furti e rapine, perpetrate anche mediante l’utilizzo delle armi, in casa. I reati venivano eseguiti su obiettivi predeterminati, noncuranti della presenza o meno di persone all’interno delle abitazioni individuate. Uno degli indagati è stato anche arrestato perché trovato in possesso di circa 275 grammi di cocaina.

La donna pretendeva l’accesso immediato in ambulatorio della minore che accompagnava. Sul posto la polizia di Stato. Si trova agli arresti domiciliari una donna di 40 anni ritenuta responsabile dei reati di lesioni personali e minacce gravi nei confronti del personale sanitario. È accaduto nel Pronto Soccorso dell’Ospedale San Paolo dove agli uomini della polizia di Stato era stata segnalata la presenza di persone che stavano causando disordini all’interno dei locali del reparto pediatrico. Una donna, in attesa di visita per una minore, aveva iniziato a proferire frasi minacciose nei confronti del personale sanitario, pretendendo informazioni e l’accesso immediato all’ambulatorio, nonostante la presenza di altri pazienti e le procedure medico–sanitarie in corso. La donna avrebbe tentato fisicamente di impedirle l’accesso alla postazione medica ad un’infermiera. La situazione è poi degenerata ulteriormente quando un’altra persona, anch’essa accorsa sul posto in qualità di accompagnatrice della minore, ha iniziato a inveire verso il personale sanitario. Una delle due ha cercato anche di afferrare il monitor del computer della postazione medica, minacciando di sferrarlo addosso alla dottoressa. Un’infermiera, nel tentativo di calmare le acque, è stata aggredita fisicamente. La 40enne è stata tratta in arresto e sottoposta alla misura degli arresti domiciliari.

Le operazioni dei carabinieri si sono svolte a San Paolo di Civitate e San Nicandro Garganico. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno proceduto con l’arresto di 3 persone a San Paolo di Civitate e San Nicandro Garganico. A San Nicandro Garganico invece i carabinieri hanno arrestato un uomo per detenzione di sostanza stupefacente. Il 53enne, proveniente dalla provincia di Como, aveva nascosto in auto, precisamente nell’alloggiamento destinato alla ruota di scorta, oltre 4 chili di marijuana, circa 300 grammi di hashish e oltre 1.200 euro in contanti. L’uomo dovrà rispondere del reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. A San Paolo di Civitate un 33enne, accusato di maltrattamenti in famiglia ed estorsione, è stato condotto presso la casa circondariale di Foggia. Il provvedimento scaturisce dalla denuncia sporta da un uomo del posto che, dal 2012, aveva offerto ospitalità al giovane. Quest’ultimo, dalla scorsa estate, avrebbe però iniziato ad avere comportamenti aggressivi e minacciosi. Inoltre, l’uomo, per comprare droga, aveva messo in atto pratiche estorsive. Sempre in questo paese del Foggiano, è stato arrestato un 38enne con l’accusa di tentata estorsione. I militari lo hanno sorpreso subito dopo aver avanzato una pretesa estorsiva di 400 euro nei confronti di una donna. La richiesta, accompagnata da intimidazioni e minacce, nascerebbe da un presunto debito di natura illecita, contratto dal figlio della donna, proprio con l’arrestato.

Per Alessandro Zullino resta la misura cautelare, sono in corso accertamenti sul suo stato psichiatrico, essendo seguito da anni dai servizi di salute mentale. È ricoverato nell’ospedale di Brindisi Alessandro Zullino, il 41enne accusato di aver ucciso il padre sabato scorso. Si trova nella stanza riservata ai detenuti che necessitano di cure. Intanto l’interrogatorio è stato rinviato a lunedì. Nel frattempo il Gip non ha convalidato il fermo, ma ha disposto per lui la misura cautelare perché è considerato un soggetto pericoloso. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sabato 22 novembre il 41enne sarebbe entrato in casa con le chiavi ancora in suo possesso, avrebbe afferrato un coltello da cucina e colpito il padre, malato e disteso sul divano, con cinque fendenti. La madre, presente al momento dell’aggressione, sarebbe stata strattonata e minacciata di morte. Dopo il delitto, Zullino si è consegnato ai carabinieri con il coltello ancora in mano. È accusato di omicidio volontario aggravato, minacce e sequestro di persona. Sono in corso accertamenti sul suo stato psichiatrico, essendo seguito da anni dai servizi di salute mentale.

L’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Individuate false domande anche a Bologna e Milano. È coinvolta anche la provincia di Foggia nell’operazione della polizia di Stato di Bologna sul presunto sistema illegale per l’ingresso di stranieri in Italia attraverso false domande di nulla osta. Sono otto le misure cautelari, tra carcere, arresti domiciliari e obbligo di firma, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’inchiesta è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e ha coinvolto 25 persone. Un gruppoutilizzava un finto Caf (Centro di Assistenza Fiscale) per presentare centinaia di istanze contenenti dati e documenti falsi, permettendo l’ingresso in Italia di cittadini stranieri in cambio di denaro. La tariffa variava tra i 3.000 e i 10.000 euro a seconda della provenienza. In totale sono state individuate circa 500 domande di falsi nulla osta nelle province di Bologna, Foggia e Milano.

Operazione dei carabinieri. In queste ore è in corso un’operazione dei Carabinieri di Bari San Paolo, delegata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, che sta portando all’arresto di presunti autori gravemente indiziati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e tentata estorsione aggravate, porto e detenzione di armi da sparo clandestine e da guerra, ricettazione, lesioni personali aggravate, accensioni ed esplosioni pericolose, reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose. Nel mirino degli investigatori esponenti del clan Strisciuglio.

Dodici giornate sono già un campione significativo: i due attaccanti si sono alternati al centro dell’attacco senza mai convincere davvero. Nel Lecce che lotta per allontanarsi dalle zone calde della classifica, il tema più urgente è uno solo: il gol che non arriva. Le punte centrali, Stulic e Camarda, continuano a faticare e i numeri parlano chiaro: nessuna squadra di Serie A segna così poco con i propri attaccanti. Un solo gol complessivo, quello di Camarda contro il Bologna, e pochissime conclusioni verso la porta. Dodici giornate sono già un campione significativo: i due attaccanti si sono alternati al centro dell’attacco senza mai convincere davvero. Movimenti utili, sacrificio, presenza nelle gare più dure sì… ma in area, la zona che conta, il loro peso specifico è ancora troppo leggero. C’è un altro dato che preoccupa: il Lecce crea, ma non crea bene. Le occasioni non mancano, ma quelle davvero nitide sono pochissime. Meno del 15%. La squadra soffre una qualità tecnica non eccelsa in più reparti e questo mette gli attaccanti nelle condizioni peggiori per emergere. È vero: Camarda paga la giovane età, Stulic arriva da un calcio completamente diverso. Le attenuanti non mancano. Ma il tempo delle attenuanti sta finendo. Tifosi, compagni e staff tecnico si aspettano un cambio di passo, subito. Perché all’orizzonte c’è il mercato di gennaio. Non arriveranno nomi altisonanti, ma una cosa è certa: il Lecce qualcosa dovrà fare. Servono alternative, serve qualcuno che possa aumentare la confidenza negli ultimi metri. Non servono dieci gol, ne bastano tre, quattro, quelli che oggi mancano come il pane. di Matteo Bottazzo Fonte foto: pagina Facebook U.S. Lecce

L’iniziativa è dello Spi Cgil Bat. Occhio per occhio, dentiera per dentiera. Ed ecco che due anziani amici da sempre decidono di ribaltare la situazione, stanchi dei numerosi tentativi di truffa subiti. L’iniziativa è dello Spi Cgil Bat. Interviste a Rossella Muroni, Spi Cgil nazionale; Giovanni Dalò, segreteria generale Spi Cgil Bat  Servizio di Giuseppe Capacchione

Domani il prossimo appuntamento del ciclo “E quindi uscimmo a riveder le stelle“. Venerdì 28 novembre presso la sede di Autoclub Bari, ci sarà il prossimo appuntamento del ciclo “E quindi uscimmo a riveder le stelle” dell’associazione Porte Aperte alla Cultura: il genio dantesco incontra l’energia e la musicalità del dialetto barese. “Dante à la Barese” sarà incentrato sulla brillante reinterpretazione di Gaetano Savelli: “La Chemmedie de Dande veldat’ a la barese”, una piacevole lettura che traduce la potenza poetica della Divina Commedia nel linguaggio vivo e immediato del popolo barese.  A introdurre la serata saranno Miriam e Gaj Loiacono, Ceo di Autoclub Group. L’incontro sarà moderato dalla giornalista Enrica Simonetti, voce autorevole nel panorama culturale pugliese, mentre le letture saranno affidate a Sabina Minerva, che darà corpo e ritmo alla parola dantesca riscritta da Savelli con la consueta passione scenica. La professoressa Marianna Damiani, esperta di storia dell’arte, ci accompagnerà in un percorso visivo attraverso alcune opere legate al tema delle stelle, della luna e degli astri, creando un ponte ideale tra l’immaginario dantesco e la sua rappresentazione nelle arti figurative. Un dialogo tra parola, voce e immagine che preparerà il pubblico all’atmosfera unica di “Dante à la Barese”: un invito a riscoprire le nostre radici attraverso la forza del racconto, la musicalità del dialetto e la creatività di una città che non smette mai di sorprendere. Vi aspettiamo, quindi, venerdì 28 novembre alle 19,30 nella sede di Bari, in via Napoli 364.

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La Puglia in un piatto

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Autoclub Bari, “Dante à la Barese”

Domani il prossimo appuntamento del ciclo “E quindi uscimmo a riveder le stelle“ Venerdì 28 novembre presso la sede di Autoclub Bari, ci sarà il prossimo appuntamento del ciclo “E quindi uscimmo a riveder

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