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Linda Cappello

Il comandante regionale, gen. Guido Mario Geremia, ha tracciato un bilancio delle attività più importanti portate a termine nell’ultimo anno Servizio di Linda Cappello

Lo spazio protetto si trova nel palazzo di via Dioguardi  Servizio di Linda Cappello Riprese di Orazio Corbacio Intervistati: Ciro Angelillis, procuratore aggiunto Roberto Rossi, procuratore capo On. Francesco Paolo Sisto, viceministro Giustizia

Il capo clan Giuseppe Misceo avrebbe continuato ad impartire ordini ai sodali dal carcere I pm della Dda Fabio Buquicchio e Daniela Chimienti hanno firmato un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 70 indagati, nell’ambito dell’inchiesta sul clan Misceo attivo a Noicattaro. In 20 rispondono dell’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, attiva anche nei comuni di Triggiano, Gioia del Colle, Capurso e Bari. Il capo clan Giuseppe Misceo avrebbe continuato ad impartire ordini ai sodali grazie alla presenza e all’utilizzo sistematico di telefoni cellulari introdotti all’interno delle varie carceri. Contestati anche episodi di violenza maturati nell’ambito dei contrasti con il clan rivale degli Annoscia.

Rischia il processo per aver acquistato l’auto di famiglia, necessaria per accompagnare il bambino, utilizzando un assegno falso 

Il cielo dipinto di rosa, ad accogliere il sole che fa capolino dal mare Servizio Linda Cappello

Cerimonia di insediamento per il gen. Francesco Vestito, originario di Giovinazzo Intervista: Gen. Silvano Frigerio Servizio Linda Cappello

Immediato l’intervento dei Vigili del Fuoco hanno provveduto a domare le fiamme Paura nel primo pomeriggio a Valenzano dove, intorno alle 14, hanno preso fuoco alcuni pannelli fotovoltaici posizionati sul solaio di una palazzina adiacente ad un hotel in via Giovanni Laterza.Le fiamme hanno intaccato una guaina di copertura, e ben presto ha creato una coltre di fumo visibile anche a diversi chilometri di distanza.Immediato l’intervento dei Vigili del Fuoco, che in queste ore stanno provvedendo a domare l’incendio. La situazione sembra essere sotto controllo, non ci sono feriti e non è stato necessario evacuare lo stabile. Le fiamme non si sono propagate ulteriormente, e di conseguenza la struttura ricettiva non è stata interessata dal rogo.

Un 22enne di Locorotondo era stato fermato durante un sit-in pro Palestina Il giudice del Tribunale di Bari Luna Calzolaro ha revocato gli arresti domiciliari ad un 22enne di Locorotondo, fermato dai poliziotti sabato scorso dopo una manifestazione pro Palestina avvenuta sabato scorso vicino corso Cavour. Il ragazzo risponde di violenza a pubblico ufficiale e lesioni, per aver lanciato un fumogeno acceso verso due poliziotti. Il giovane ha negato di aver voluto ferire gli agenti, spiegando invece di aver utilizzato il fumogeno per sensibilizzare i presenti al tema della guerra. Oltre a lui c’erano altri ragazzi che, con i volti truccati, stavano mettendo in scena un piccolo spettacolo teatrale. L’udienza è stata poi aggiornata al prossimo 9 settembre.

Revocato l’ergastolo per l’agguato mafioso del 2017 a Japigia. Già assolti in Cassazione gli esecutori materiali La Corte d’Appello di Bari ha assolto con formula piena Antonio Busco, precedentemente condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio di Giuseppe Gelao, ucciso il 6 marzo 2017 nel quartiere Japigia, in un contesto di guerra di mafia legata al traffico di stupefacenti. Nell’agguato rimase ferito anche Antonino Palermiti, nipote del boss Eugenio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’omicidio di Gelao fu una risposta all’assassinio di Franco Barbieri, avvenuto per motivi legati alla gestione degli affari illeciti nel territorio. In precedenza, la Corte di Cassazione aveva già assolto in via definitiva Giuseppe Signorile e Davide Monti, accusati di essere gli esecutori materiali del delitto.

Il ragazzo non ha precedenti ed risulterebbe estraneo a contesti criminali I carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari hanno arrestato un 23enne di Bitonto incensurato, trovato in possesso di un chilo di cocaina e mezzo chilo di eroina. La sostanza stupefacente era custodita all’interno di una borsa di nylon che si trovava nell’abitazione del giovane e che lo stesso ha consegnato spontaneamente agli uomini dell’Arma.Il ragazzo al momento non ha precedenti ed risulterebbe estraneo a contesti criminali.Condotto in carcere, nelle prossime ore dovrà comparire innanzi al gip Giuseppe Montemurro per l’interrogatorio di convalida.È assistito dagli avvocati Giuseppe Galiani e Francesco Toscano.

Il governatore pugliese dovrà versare 1.500 euro di multa per le dichiarazioni rese nei confronti dell’ex consigliere comunale e segretario del movimento “Riprendiamoci il futuro“ Luigi Cipriani Il giudice del Tribunale di Bari ha condannato a 1500 euro di multa il presidente della Regione Michele Emiliano, accusato di diffamazione ai danni dell’ex consigliere comunale e segretario del movimento “Riprendiamoci il futuro “ Luigi Cipriani.Oggetto del processo le dichiarazioni rese dal governatore nel 2018 durante una trasmissione televisiva di Retequattro, per commentare la mancata visita istituzionale dell’allora ministro Matteo Salvini, che invece si recò nel circolo di Cipriani nel quartiere Libertà .Emiliano nell’occasione parlò di alcuni circoli privati definendoli “circoli della birra”, “equivoci nelle relazioni con la criminalità organizzata”. “Il mio non era un attacco a Cipriani – ha ribadito Emiliano in aula – volevo stigmatizzare il comportamento di Salvini che non aveva rispettato il protocollo recandosi in un circolo privato senza incontrare i rappresentanti delle istituzioni locali”. Cipriani sarà risarcito con 25mila euro. Esclusa la richiesta di una provvisionale. “È una vittoria che dedico a mia figlia recentemente scomparsa – dichiara Luigi Cipriani – a tutti i volontari del movimento Riprendiamoci il Futuro e a tutti i cittadini che non hanno mai smesso di testimoniarmi la loro vicinanza in questi anni. Un grazie dal profondo del cuore all’Avv. Roberto Eustachio Sisto per la tenacia e la passione con la quale ha condotto la mia difesa. Sono veramente contento e commosso”.

Tutti a processo gli imputati accusati di aver preso parte alla protesta avvenuta all’interno del carcere di Bari il 9 marzo 2020 Servizio di Linda Cappello

Accusati di corruzione, dovranno restituire 80mila euro a testa Servizio di Linda Cappello Montaggio di Pasquale D’Attoma

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due arrestati di Gravina, padre e figlia, accusati di tentato omicidio ai danni del 71enne Saverio Scalese. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, che si è svolto innanzi al gip Angela Paola De Santis, i due hanno scelto di rilasciare spontanee dichiarazioni, per chiarire la loro posizione. L’uomo intanto è uscito dalla terapia intensiva del Policlinico e le sue condizioni sono in miglioramento. La lite è avvenuta martedì mattina in via Casale: pare che fra i tre ci fossero vecchi rancori, sfociati in querele reciproche.

Si tratta di un imprenditore, ha anche filmato col telefonino Servizio di Linda Cappello;

Si sono distinti del progetto “La strada non è una giungla” Servizio di Linda Cappello;

Nel litigio sarebbe rimasta ferita anche la donna Gli agenti del commissariato di Gravina in Puglia hanno arrestato padre e figlia di 50 e 26 anni perché ritenuti responsabili dell’accoltellamento di un 70enne del posto. L’uomo si trova ora ricoverato al Policlinico di Bari ma non sarebbe in pericolo di vita: dovrà subire un delicato intervento chirurgico. Tutto è accaduto intorno a mezzogiorno, in via Casale, dove risiedono gli arrestati. Pare che con il 70enne ci fossero dei vecchi rancori e denunce reciproche. Secondo la versione dei due indagati, l’anziano si sarebbe appostato sotto la loro abitazione e la situazione sarebbe poi degenerata. Il 70enne avrebbe morso il dito di un’altra donna intervenuta a sedare la lite, praticamente la sorella dell’arrestata.  Padre e figlia hanno precedenti per reati contro la persona e sono accusati di tentato omicidio in concorso.

Donne, uomini e bambini in abiti d’epoca per narrare le vicende della splendida cittadina della Valle d’Itria

Sofia Lorusso è stata tamponata ed è deceduta a causa delle gravissime ferite riportate È indagato per omicidio stradale il 25enne alla guida della vettura che ha tamponato la minicar guidata da Sofia Lorusso, la 16enne deceduta la notte scarso. Non è certo che si procederà con l’autopsia, molto probabilmente già nelle prossime ore la salma sarà restituita alla famiglia. La ragazza è deceduta a causa delle gravissime ferite riportate. Già poco dopo il suo arrivo del reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari le sue condizioni erano disperate. La ragazza alla guida della minicar era uscita insieme con un’ amica 18enne. Fatale si è rivelato l’impatto con una Volvo. A causa della violenza dello scontro, l’amica è stata sbalzata fuori dall’abitacolo riportando una frattura al braccio. Sofia invece è rimasta praticamente schiacciata.

Si chiamava Sofia Lorusso, frequentava l’istituto Di Cagno Abbrescia. Ferita anche l’amica 18enne che era con lei È morta nella notte Sofia Lorusso, la 16enne barese alla guida di una minicar rimasta vittima di un incidente stradale lungo viale Tatarella, nel quartiere Poggiofranco. La ragazza è deceduta nelle scorse ore, a causa delle gravissime ferite riportate. Già poco dopo il suo arrivo del reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari si era appreso che le sue condizioni erano disperate.  Secondo quanto emerso, la ragazza, che frequentava l’istituto Di Cagno Abbrescia, era uscita insieme con un’ amica di 18 anni, mettendosi alla guida di una minicar. Fatale si è rivelato l’impatto con una Volvo che – stando a quanto riferito dai familiari – procedeva nello stesso senso di marcia delle due ragazze. A causa della violenza dello scontro, la 18enne è stata sbalzata fuori dall’abitacolo, mentre la giovane conducente è rimasta schiacciata.  Le sue condizioni sono parse subito gravissime. L’amica ha riportato una frattura al braccio con una prognosi di 30 giorni. Illeso il conducente dell’altra vettura. I mezzi sono stati sequestrati dalla Polizia Locale, in attesa che le indagini della procura facciano piena luce sulla dinamica. Intanto questa mattina è stato effettuato l’esame esterno da parte del medico legale, prof. Antonio De Donno. Nelle prossime ore il pm Angela Morea – che sta esaminando l’informativa trasmessa dalla polizia locale – deciderà se disporre l’autopsia. Si procede per omicidio stradale. In base ai primi accertamenti, il giovane barese alla guida della Volvo – la cui posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria – è risultato negativo sia al test per l’alcool che a quello per le sostanze stupefacenti

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