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Linda Cappello

Le vittime, tutte di Andria, si chiamavano Antonio Porro, Vincenzo Mantovani e Sandro Abruzzese. Sono deceduti davanti agli occhi degli altri due amici, miracolosamente illesi Travolti da un’auto che procedeva nel loro stesso senso di marcia. Morti sul colpo davanti agli occhi increduli di due amici. Sono tre i ciclisti del gruppo sportivo amatoriale “Ciclo Avis Andria” che sono deceduti lungo la strada provinciale 231, nel tratto che collega Terlizzi a Bitonto. Le vittime, tutte andriesi: Antonio Porro, Vincenzo Mantovani e Sandro Abruzzese. Servizio di Linda Cappello

Sono stati soccorsi e curati, tra loro anche un falco ed una piccola volpe Servizio di Linda Cappello, riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo.

Si tratta del titolare e del responsabile della sicurezza della ditta di costruzioni per la quale lavorava Cosimo Granieri, 54enne di San Giorgio Jonico Ci sono due indagati per la morte di Cosimo Granieri, l’operaio 54enne precipitato giovedì scorso da un’altezza di 5 metri mentre lavorava in un cantiere della zona industriale di Modugno. Si tratta del titolare e del responsabile della sicurezza della ditta di costruzioni per la quale l’uomo lavorava. Un atto dovuto, in attesa di accertare la dinamica dell’accaduto che è al vaglio degli ispettori dello Spesal. Lunedì il medico legale Biagio Solarino effettuerà l’autopsia. 

La ragazza aveva mentito sulle percosse subite dall’ex compagno ed è finita a processo per falsa testimonianza. Ma l’imputata, una giovane barese, è stata assolta perché l’uomo aveva minacciato di morte lei e il figlio Minacce di morte alla compagna ed al figlio neonato per costringere la donna a ritrattare le accuse di lesioni mosse nei suoi confronti. E questo il retroscena che ha fatto finire a processo per falsa testimonianza una 30enne barese, poi assolta con formula piena dal gup Nicola Bonante, al quale ha rivelato fra le lacrime cosa era realmente accaduto. Servizio di Linda Cappello

Lo stabile è stato interessato da un importante lavoro di restyling

Domani per i funerali del 16enne Antonio De Cristi sarà lutto cittadino Saranno celebrati domani pomeriggio alle 16.30 nella cattedrale di Conversano i fine di Antonio De Cristo, 16enne morto nella tarda mattinata di mercoledì in via Vernaleone, a causa di un incidente stradale. Il pm Carla Spagnuolo, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia. Come atto dovuto, in attesa di chiarire con esattezza la dinamica dell’incidente, sono al vaglio dell’autorità giudiziaria le posizioni del ragazzo che guidava la moto a bordo della quale si trovava la vittima e del conducente di un’utilitaria che si è scontrata con il mezzo a due ruote. L’incidente è avvenuto sotto gli occhi della madre e della sorella del 16enne. Sull’accaduto indaga la Polizia Locale.

In cinque rispondono di associazione a delinquere, gli altri a vario titolo di falso Falsi corsi di formazione per i dipendenti delle aziende al fine di ottenere le relative certificazioni ed essere in regola con gli obblighi in tema di sicurezza sul lavoro. Ma alla fine la realtà è venuta a galla ed è scattata un’inchiesta da parte della procura di Foggia. Servizio di Linda Cappello

Immediato l’intervento dei vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza la struttura Paura intorno alle 19 alla clinica privata Mater Dei di Bari a causa di un principio di incendio di due batterie, ubicate nel quadro elettrico che si trova al piano terra, che si erano surriscaldate e dalle quali fuoriusciva del fumo. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza la struttura. I pazienti del reparto di medicina generale sono stati spostati temporaneamente a causa dell’odore di bruciato. Per precauzione, l’ingresso al pronto soccorso è stato momentaneamente sospeso.

Il giovane, trasportato in codice rosso al pronto soccorso del Policlinico, sarebbe intervenuto in difesa di alcune coetanee Un 20enne barese è stato aggredito nella notte fra sabato e domenica sulla spiaggia di Pane e Pomodoro. Secondo quanto emerso, un gruppo di sconosciuti lo avrebbe ferito al torace con alcune bottiglie: pare che il giovane sia intervenuto in difesa di alcune coetanee, con le quali era intento a montare una tenda. La segnalazione è arrivata alle forze dell’ordine alle 23.46, dopo che il ragazzo è stato portato al pronto soccorso del Policlinico. Le sue condizioni per fortuna non sono gravi. La polizia municipale in queste ore sta visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona: sull’accaduto indagano gli agenti della Squadra Mobile.

Nella caserma di via Europa si è svolto l’insediamento del colonnello Cosimo Lamanuzzi servizio di Linda Cappello Intervista: col. Andrea Di Cagno, comandante provinciale Batcol. Cosimo Lamanuzzi , comandante Scuola Allievi

Ha superato la soglia delle 3000 firme la petizione, i Brt spazzeranno via la gran parte dei parcheggi disponibili Intervista: Fabio Spinelli, rappresentante comitato No BrtVito Rutigliano, titolare Homo Et Servizio Linda Cappello

Nel 2018 la donna scoprì che la persona che impartiva lezioni di doposcuola al ragazzino gli aveva proposto di avere rapporti sessuali e decise di vendicarsi Servizio di Linda Cappello montaggio di Leonardo Tribuzio

La sentenza è arrivata dopo 10 anni di processo Dopo quasi 10 anni di processo il tribunale di Bari ha assolto Domenico Perrini dalle ipotesi di mala gestione dell’ordine di Bari, di cui era presidente, riconoscendo la piena trasparenza del suo operato. Insieme a lui, attuale Presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, sono stati assolti anche i dipendenti dell’ordine, pure loro ritenuti estranei a qualsiasi ipotesi di reato. La difesa del presidente Perrini, assistito dall’avv. Gaetano Sassanelli, nell’esprimere la piena soddisfazione per l’esito del giudizio, ha fatto però osservare che, quello a carico del suo assistito, è stato un processo che non sarebbe dovuto neanche arrivare a dibattimento, avendo il presidente già documentato la sua innocenza sin dalla fase delle indagini preliminari, nella quale ha voluto esser interrogato, rappresentando le identiche ragioni che hanno determinato la sua assoluzione a dibattimento.

Sara Mininni è stata selezionata per indossare la divisa azzurra al Global Challenge 2025, un torneo giovanile internazionale che si terrà a Pula Una giovane barese tra le giocatrici di volley in partenza per la Croazia con il Club Italia del SUD. Classe 2008, altezza 190cm , ruolo di centrale, cresciuta nelle file dell’ Amatori Volley Bari, Sara Mininni è stata selezionata per indossare la divisa azzurra al Global Challenge 2025, un torneo giovanileinternazionale che si terrà a Pula( Croazia) dal 14 al 20 luglio. Il Club Italia del Sud è un progetto Fipav diretto dal prof. Marco Mencarelli, tecnico della nazionale juniores, che punta alla scoperta ed alla valorizzazione delle atlete più talentuose di tutto il Mezzogiorno, ragazze le cui potenzialità di gioco sono spesso penalizzate dalla carenza di strutture sportive ed opportunità di allenamento. Una stagione di lavoro e sacrificio che per Sara si conclude con il grande sogno di indossare la maglia della nazionale italiana.

Si tratta di Filippo Minaccia, esponente del clan Palermiti di Bari. I fatti risalgono a febbraio del 2016 È stato condannato a 15 anni di reclusione Filippo Mineccia, esponente del clan Palermiti di Bari, ritenuto responsabile di tentato omicidio per aver sparato all’uomo con il quale la madre aveva avuto una breve relazione. I fatti risalgono al febbraio 2016. Mineccia esplose un colpo all’indirizzo della vittima, colpevole a sua dire di aver offeso la reputazione dei genitori. Le accuse sono aggravate da futili motivi, premeditazione e metodo mafioso La Dda aveva invocato una condanna a 17 anni e mezzo di carcere. L’imputato aveva ammesso le proprie responsabilità, negando però di aver avuto intenzione di uccidere l’ex compagno della madre. L’uomo venne colpito all’addome ma Mineccia disse di aver mirato alle gambe. 

Paolo Natale Guglielmi è accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di un cittadino indiano all’esterno di un capannone di Ceglie del Campo la sera del 31 maggio dello scorso anno Inizierà il prossimo 7 ottobre davanti alla Corte d’Assise di Bari il processo bei confronti di Paolo Natale Guglielmi, 22enne barese accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di un cittadino indiano all’esterno di un capannone di Ceglie del Campo la sera del 31 maggio dello scorso anno. Il gup Gabriella Pede, così come chiesto dal pm, ha rigettato la richiesta di rito abbreviato avanzata dalla difesa. Secondo l’accusa, il 22enne, con la complicità di altri due soggetti all’epoca dei fatti minorenni, avrebbe sparato allo straniero per testare la pistola su un bersaglio umano. Determinanti ai fini dell’inchiesta, le rivelazioni del pentito Michele Guglielmi, nipote dell’imputato. 

Sarebbe stata una manomissione esterna dell’impianto la causa della morte della 25enne Clelia Ditano, precipitata nella tromba dell’ascensore il primo luglio dello scorso anno L’impianto dell’ascensore nel cui vano ha trovato la morte la 25enne di Fasano Clelia Ditano era funzionante. Quello che è accaduto rappresenta la conseguenza di una manomissione esterna, di tipo meccanico o elettrico, che ha causato un’alterazione dei sistemi di sicurezza delle porte di piano.  È questa la conclusione della consulenza tecnica disposta dal pm di Brindisi Livia Orlando a cui è affidata l’inchiesta sul decesso della ragazza, morta dopo un volo di quasi dieci metri nella tromba dell’ascensore, il primo luglio dello scorso anno. Al momento sono quattro gli indagati, che rispondono di omicidio colposo: l’amministratore del condominio di via Piave, dove abitava la ragazza, l’amministratore legale, il responsabile tecnico ed un operaio della ditta che si occupava della manutenzione dell’ascensore. Servizio di Linda Cappello

La difesa punta alla revoca dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, misura alla quale il sacerdote è sottoposto dopo che i giudici del Riesame avevano revocato gli arresti domiciliari È stato depositato ricorso in Cassazione per don Nicola D’Onghia, il parroco di Turi indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della 32enne Fabiana Chiarappa, deceduta il 2 aprile scorso in seguito ad un incidente stradale lungo la statale 172 dei Trulli. La difesa punta alla revoca dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, misura alla quale il sacerdote è sottoposto dopo che i giudici del Riesame avevano revocato gli arresti domiciliari. Per lui l’accusa è quella di omicidio colposo ed omissione di soccorso. Don Nicola – secondo la procura – avrebbe travolto Fabiana con la sua Fiat Bravo dopo che la ragazza era caduta dalla motocicletta, senza prestare soccorso alla vittima. L’indagato ha sempre sostenuto di non essersi accorto di aver investito Fabiana. 

Sei anni e sei mesi per Giovanni Monno. Due anni e 8 mesi, la pena rimediata per la coimputata Servizio di Linda Cappello Montaggio di Pasquale Realmonte

La giovane fu arsa viva nel 1981 a Fasano, aveva solo 14 anni. Per le lacune sulle indagini non hanno portato all’individuazione dei responsabili Servizio di Linda Cappello Montaggio di Pasquale Realmonte

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