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Grazia Rongo

Ricostruita una fitta rete di rapporti estorsioni legati al traffico di droga e di rifiuti speciali e pericolosi C’è anche la malavita foggiana coinvolta nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Campobasso che indaga per estorsione, traffico illecito di rifiuti e turbativa d’asta. Quarantasette le persone indagate. Ricostruita una fitta rete di rapporti estorsivi legati al mancato pagamento di sostanze stupefacenti, al traffico illecito di materiali speciali e pericolosi – tra cui l’amianto – da parte di aziende dislocate lungo la costa molisana, riuscite a ottenere profitti in assenza di autorizzazioni e con false attestazioni.

Dal 24 febbraio saranno istituite tre zone “rosse” dalle quali saranno allontanate persone moleste o con particolari precedenti Più controlli a Bari nelle zone più calde della città, ovvero piazza Moro, piazza Umberto e piazza Redentore fino alla zona dell’ex Manifattura tabacchi. Dal 24 febbraio e per almeno un mese entreranno in vigore le zone a vigilanza rafforzata che prevedono l’allentamento, in quelle zone, di persone moleste o con particolari precedenti. La decisione è stata adottata al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto in Prefettura. Il provvedimento, ha specificato il Prefetto, è a tutela della sicurezza dei cittadini e sarà esteso a scaracchierà in altre zone della città particolarmente critiche. 

I due uomini avevano anche un’auto risultata rubata Nascondevano sei chili di hashish in un box di Capurso i due uomini arrestati dai Carabinieri di Triggiano. La droga era già suddivisi in panetti. I militari hanno trovato anche un’auto rubata. Le accuse sono quelle di spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione. Il pm di turno Claudio Pinto ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari, in attesa che venga fissata l’udienza di convalida davanti al gip. I due sono difesi dall’avvocato Nicola Lerario. 

I ladri avevano portato via batteria, pannello fotovoltaico e telecamera di videosorveglianza Hanno manomesso l’impianto di sicurezza, si sono introdotti in una pala eolica e hanno rubato batteria, pannello fotovoltaico e telecamera di videosorveglianza. Il furto è avvenuto a luglio del 2024 a Torremaggiore ma i tre presunti responsabili sono stati individuati e arrestati dai carabinieri di San Severo. Sono accusati di furto aggravato. Sono bastate le poche immagini registrate durante le fase iniziali del furto ad incastrarli. 

É il titolare della ditta appaltatrice di lavori per la nuova fermata Rfi-Rete Ferroviaria Italiana di Modugno Hanno tentato di estorcergli 100mila euro per continuare a realizzare l’opera appaltata ma l’imprenditore ha trovato il coraggio di denunciarli e li ha fatti arrestare. È accaduto a Modugno. In manette sono finiti in cinque, sono ritenuti vicini al clan Capriati di Bari. I fatti risalgono al periodo tra agosto e gennaio 2024. I balordi, in un episodio, erano entrati nel cantiere, avevano schiaffeggiato uno dei collaboratori dell’imprenditore e poi avevano cosparso di benzina un escavatore minacciando di dargli fuoco. Per incastrarli sono stati determinanti le testimonianze dei dipendenti del cantiere e le immagini delle telecamere di sorveglianza. 

Sono finiti in carcere con un maggiorenne, i fatti risalgono al 3 dicembre scorso Sono entrati per svaligiare l’abitazione, hanno trovato il figlio minorenne dei proprietari che era solo in casa e dormiva e lo hanno aggredito lasciandolo a terra sanguinante. Arrestati i presunti responsabili della violenta rapina accaduta a Barletta il 3 dicembre scorso. Si tratta di tre 17enni e un maggiorenne, incastrati dalle immagini delle telecamere di sorveglianza. I minorenni sono al Fornelli di Bari, l’altro è nel carcere di Trani.  Tre 17enni sono stati arrestatidalla Polizia perché ritenuti responsabili di una rapina e diuna aggressione ai danni di un minorenne compiuti a Barletta loscorso 3 dicembre. Gli indagati rispondono di concorso in rapinae lesioni personali. Secondo quanto accertato dalle indagini,coordinate dalla Procura per i minorenni i tre, assieme ad unmaggiorenne già arrestato, si sarebbero intrufolati in unappartamento con il probabile intento di mettere a segno unfurto. In casa però, c’era solo un ragazzino, figlio deiproprietari, che svegliato dai rumori si è ritrovato davanti aquattro giovani che si muovevano tra cassetti e armadi.Non è riuscito a chiedere aiuto perché il gruppo lo avrebbeaggredito con calci e pugni lasciandolo ferito e sanguinante sulpavimento e riuscendo a portare via danaro, un televisore, unmonopattino elettrico, alcuni gioielli e un Iphone. La loroidentificazione è stata possibile attraverso l’analisi delleimmagini dei sistemi di videosorveglianza della zona.I tre 17enni si trovano nel carcere minorile di Bari, mentrel’unico maggiorenne nell’istituto di pena di Trani. (ANSA).

Dopo lo spostamento degli uffici scolastici a 35 chilometri di distanza, il sindaco protesta e chiede che la Regione intervenga Spostano gli uffici scolastici a 35 chilometri di distanza e il sindaco di Carlantino vuole lasciare la Puglia e accorparsi al Molise. La protesta di Graziano Coscia è partita perché nel paese dei Monti Dauni, 800 abitanti, la segreteria di scuola materna, infanzia e medie (frequentate da una 30ina di studenti), è stata spostata da Celenza Valfortore al più lontano Casalnuovo Monterotaro.  Quindi le famiglie, anziché percorrere 7 chilometri, ora dovranno sobbarcarsene 35 di strada dissestata che in inverno a causa di pioggia, ghiaccio e neve diventano un incubo. Il sindaco chiede al governo regionale di riaprire la dirigenza scolastica di Celenza Valfortore e si rivolgendosi direttamente al presidente della regione conclude: “Se Emiliano non ci vuole lo dica, così il paese e la nostra diga di Occhito li facciamo passare al Molise”.

La sentenza del Tar delle Marche non mette a rischio il primo concorso per 20mila insegnanti  La sentenza del Tar delle Marche non mette a rischio il primo concorso per 20mila insegnanti. Lo precisa il Ministero dell’Istruzione dopo l’allarme scatenato dalla diffusione della notizia.  Il Tribunale amministrativo delle Marche fa riferimento ad una classe di concorso per insegnante tecnico pratico (A022) gestito dall’Ufficio scolastico regionale delle Marche per un totale di 60 posti (Abruzzo 2, Emilia-Romagna 27, Marche 8, Puglia 14, Umbria 9). Quindi i candidati che hanno superato la prova scritta sono stati 174 e al 13 febbraio risultano a fascicolo 50 assunzioni in ruolo.  Il Tar ha stabilito che 174 candidati che hanno superato la prova scritta, dovranno ripetere la prova pratica in quanto sarebbe stata violata la regola dell’anonimato. Questo non avrà alcuna ripercussione sulle immissioni in ruolo già effettuate per l’anno scolastico 2024/2025 e sul complesso delle procedure Pnrr. 

L’allarme è stato lanciato al Graffio da Domenico Laforgia, presidente di Acquedotto Pugliese. Dal Molise arriva uno spiraglio Servizio Grazia Rongo

É accaduto a Torre Santa Susanna, nel brindisino. La foto è stata scattata da una signora che si occupa di darle da mangiare. La gatta è stata anestetizzata, catturata e sottoposta ad intervento chirurgico L’hanno trovata così, con un dardo conficcato nell’occhio. La povera gatta appartiene ad una colonia di Torre Santa Susanna, nel brindisino. La foto è stata scattata da una signora che si occupa di darle da mangiare e che, accorgendosi delle sue condizioni, ha immediatamente chiamato un veterinario. La gatta è stata anestetizzata, catturata e sottoposta ad intervento chirurgico. Ora è al sicuro nella casa della persona che l’ha soccorsa. Un atto di crudeltà gratuito perpetrato da qualcuno che evidentemente non aveva di meglio da fare. 

Il commissario straordinario fa il bilancio delle opere in corso a Taranto, a meno di un anno e mezzo dall’evento

L’albero ha danneggiato un’auto e un lampione e ha sfiorato un’abitazione, nessun ferito È stato un puro caso che nessuno si sia fatto male: erano da poco passate le 8 quando un pino centenario è caduto all’ingresso della villa comunale di Conversano. Un gigante verde che mostrava criticità già da qualche tempo, tant’è che un cittadino aveva inviato una pec agli uffici comunali segnalando la situazione di pericolosità, ma che non era mai stato messo in sicurezza. Probabilmente il maltempo degli ultimi giorni, tra pioggia e vento, gli ha dato il colpo di grazia. L’albero è crollato su un’auto che era proprio lì sotto, in una zona in cui in realtà non è possibile parcheggiare. Ha danneggiato anche un lampione e sfiorato una casa. La proprietaria della vettura era poco distante e ha visto tutto, l’auto ha solo la carrozzeria ammaccata, poteva sicuramente andare molto peggio. Sul posto è intervenuta la polizia locale e il personale addetto alla rimozione dell’arbusto. 

A Lecce c’è un’agenzia immobiliare specializzata nell’individuare immobili da destinare a cittadini statunitensi

É accaduto domenica, l’aggressore è fuggito via. La sorella della vittima lancia un appello e chiede aiuto per poterlo individuare Aggredito alle spalle, senza alcun motivo, in una pizzeria di Fasano e sfregiato al volto con una bottiglia di vetro. La vittima della disavventura si chiama Onny, è stata sua sorella Sharon ha rendere pubblico quanto accaduto in un post sui social, pubblicando anche la foto del malcapitato. I fatti risalgono a domenica sera, intorno alle 22. Il ragazzo, originario di Monopoli, era nel locale con un amico per cenare dopo aver visto la partita Inter-Lecce quando, improvvisamente e senza alcun motivo è stato aggredito da una persona entrata nel locale e poi fuggita via senza lasciar traccia. Anche i proprietari della pizzeria non sono riusciti a capire cosa fosse accaduto, però sono stati loro a chiamare 118 e carabinieri. Il ragazzo ha rimediato un occhio nero, contusioni e punti di sutura sul sopracciglio. Sembra che l’aggressore sia una persona nota in città, ma nessuno si è fatto avanti per identificarlo. Il locale non ha telecamere di sorveglianza e i proprietari comunque non lo conoscono in quanto non lo hanno mai visto tra i clienti. 

Il maltempo ha causato danni sulle coste pugliesi. In particolare, nella frazione di Fasano il fiume Grande ha cambiato percorso Servizio di Grazia Rongo

Il pensionato 80enne è stato condannato in primo grado a 5 anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia Servizio Grazia Rongo

 “C’è immenso bisogno di trasmissione di cultura” ha detto Mattarella nel discorso inaugurale dell’anno accademico di Unisalento  “per saper comunicare i grandi mutamenti senza dimenticare la centralità della persona”  Il Presidente della Repubblica Mattarella ha inaugurato l’Anno Accademico dell’Università  del Salento: “Si tratta di una ricorrenza così rilevante induce a collegare i due momenti, la fondazione dell’Università del Salento 70 anni fa e la giornata odierna” ha dichiarato il Presidente “Va ricordata l’intuizione e il grande merito lungimirante di cittadini e di persone e di coloro che hanno immaginato, proposto, assecondato e appoggiato nel popolo del Salento la decisione di investire nella cultura 70 anni fa. Non soltanto come momento di crescita sociale di ciascuno ma come motore di sviluppo del territorio. È stato un momento di meridionalismo adulto.”  Il Presidente ha poi sottolineato come l’ateneo continui a promuovere lo sviluppo culturale offrendo in questo momento storico l’opportunità di dare nuovi aspetti a quanto avviene. “Si tratta di stimolare la ricerca, la trasmissione del sapere, nel collegamento tra le varie discipline di studio e di scienza. Senza separarli ma con loro convergenza, interagendo e mettendo sempre al centro la persona umana”. Per Mattarella “La centralità della persona è un esigenza costante, è il perno della civiltà europea. Questo è il centro del messaggio che le università trasmettono. Non solo come centri di fondamentale impegno di trasmissione del sapere, di conoscenze. Ma anche come luogo di ricerca e conforto della conoscenza che muta. Con consapevolezza del dovere e del beneficio del dubbio, del valore della problematicità, nella continua ricerca del dialogo e dell’ascolto è il ruolo dei nostri atenei, di Unisalento” ha concluso Mattarella. 

Si chiama Antonio Rizzi, ha 41 anni e precedenti per reati contro il patrimonio e maltrattamenti in famiglia. L’omicidio risale alla notte del 7 gennaio, il corpo di Dogna è stato ritrovato il 9 mattina Franco Dogna e il presunto assassino si conoscevano e frequentavano da dieci anni ma nessuno dei familiari e degli amici della vittima ne era a conoscenza. Si chiama Antonio Rizzi, 41 anni, l’uomo fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio.  Lui e Dogna spesso si incontravano proprio nella casa di Santo Spirito. È successo anche la sera del 7 gennaio scorso ma i due, probabilmente per incomprensioni legate all’uso di sostanze stupefacenti, hanno litigato furiosamente. Un diverbio sfociato poi nell’efferato omicidio con l’assassino che ha colpito Dogna con oltre 80 coltellate.  Gli investigatori lo hanno individuato anche analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza: le immagini hanno accertato entrata e uscita del presunto assassino nell’abitazione e la fuga a bordo di un’autovettura parcheggiata in una traversa poco distante dall’abitazione. È stato così possibile individuare la targa, risalire al proprietario e individuarlo tra le persone con cui Dogna, nei giorni precedenti all’omicidio, aveva scambiato alcuni messaggi telefonici.  All’esito delle indagini condotte dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari San Paolo coordinati personalmente dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bari Carla Spagnuolo, mediante attività tecniche, è stato possibile localizzare l’assassino e ricostruire l’intero percorso effettuato nel corso della notte tra il 7 e 8 gennaio. Gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Antonio Rizzi che stava già pianificando una fuga prima al nord Italia e poi all’estero.

È accaduto a Castellana Grotte, non ci sono feriti É stato solo un caso che non passasse nessuno stamattina in piazza Vittorio Emanuele, a Castellana Grotte, quando è caduto un enorme albero. L’arbusto ha completamente distrutto una vettura parcheggiata nel piazzale antistante la stazione ferroviaria. Non ci sono stati feriti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Putignano. Complicate le operazioni di rimozione dell’albero.

È accaduto a Matera. Ritrovato grazie ad un gruppo di ragazze che lo ha consegnato ai Carabinieri  Grazie al senso civico di un gruppo di amiche e all’impegno dei Carabinieri, una pensionata è riuscita a ritrovare il portafogli perso contenente 560 euro. È accaduto a Matera. Il 23 dicembre scorso alcune ragazze hanno trovato il borsellino pieno di soldi e, senza esitare, lo hanno consegnato caserma. Non essendoci documenti era difficile rintracciare chi l’aveva perso. I carabinieri però, tramite uno scontrino, sono riusciti a risalire al negozio che lo aveva emesso e , visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza, hanno individuato la donna che lo aveva smarrito. A quel punto hanno lanciato un video-appello, spiegando che la signora in questione indossava un giubbotto rosso, occhiali e una sciarpa. L’appello non è rimasto inascoltato. La legittima proprietaria si è recata in caserma stamattina (29 dicembre) col marito e, dopo le necessarie verifiche, è tornata in possesso del portafogli. Dentro, ha spiegato, c’erano i risparmi che aveva messo da parte per i regali di Natale destinati ai nipoti.

Sicurezza: a Bari vigilanza rafforzata

Dal 24 febbraio saranno istituite tre zone “rosse” dalle quali saranno allontanate persone moleste o con particolari precedenti Più controlli a Bari nelle zone più

Furto nel parco eolico, tre arresti

I ladri avevano portato via batteria, pannello fotovoltaico e telecamera di videosorveglianza Hanno manomesso l’impianto di sicurezza, si sono introdotti in una pala eolica e

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