Il tempo stringe e a Di Francesco servono al più presto rinforzi concreti
Un test dolceamaro a Fürstenfeld per il Lecce di Di Francesco, che non va oltre il 2-2 contro i croati dell’Istra in una gara dai due volti.
I giallorossi partono col freno di mano tirato e subiscono al 39’ il gol dello svantaggio. Nella ripresa la scossa arriva dalla panchina: il neoentrato Laerke porta vivacità e conquista al 51’ il rigore trasformato con freddezza da Stulic, che sblocca così la sua estate. Il ribaltone porta invece la firma di Maleh, lesto a trovare il guizzo del 2-1 al 63’ al termine di una manovra d’attacco rinvigorita. Quando la vittoria sembra in cassaforte, la frittata: all’85’ una disattenzione difensiva e un’uscita errata del giovane portiere Penev regalano a Penev, l’attaccante avversario omonimo, il pallonetto dell’incredibile 2-2 finale.
Luci ed ombre, insomma. Se l’atteggiamento del secondo tempo ha mostrato sprazzi di reazione e carattere, la tenuta difensiva e la gestione dei ritmi restano ampiamente da rivedere. Campanelli d’allarme leciti, specialmente se si considera un dettaglio non da poco: a soli quattro giorni dalla fine del ritiro estivo, il mercato del Lecce è ancora del tutto bloccato e la società non ha ancora chiuso nemmeno una trattativa in entrata. Il tempo stringe e a Di Francesco servono al più presto rinforzi concreti.
di Matteo Bottazzo











