LA RICHIESTA
Pasquale Centrone è affetto da diversi anni da SLA, la Sclerosi Laterale Amiotrofica
“Io Pasquale Centrone senza mettere Tuccino nomino il signor governatore della Regione Puglia Antonio Decaro, mio esecutore testamentario per il suicidio assistito!”
Le parole pesano come macigni, pietre cariche della sofferenza di un uomo, Pasquale Centrone, per tutti “Tuccino”, nome di famiglia indissolubilmente legato al ristorante sulla costa di Polignano in cui Pasquale ha accolto per anni, vip e amanti della cucina di mare.
“La prego signor governatore mi porti in Toscana dove è possibile eseguire il fine vita” scrive sul suo profilo Facebook. Pasquale Centrone, 63 anni, è affetto da diversi anni da SLA, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, una patologia neurodegenerativa. In Toscana, a differenza della Puglia, il suicidio medicalmente assistito è regolato da una legge regionale, così come in Sardegna ed Emilia-Romagna. Un appello come scrive lo stesso Pasquale sganciato come una bomba, “non quella atomica che fa una distruzione totale, ma quella per far scuotere le coscienze”. A essere chiesta un’assistenza domiciliare duratura e dignitosa.
Una battaglia portata innanzi dalla famiglia. “Prima di parlare di fine vita non bisognerebbe garantire a tutti un sostegno sanitario umano adeguato?”, scrive Pina Centrone, sorella del 63enne sui social. “L’assistenza sanitaria non dovrebbe dipendere dalla ricchezza o dalla notorietà di una persona”, scrive poi commentando alcuni post apparsi sul web.











