“Ingiustizia è fatta”: lo denunciano i genitori di Donato Monopoli, il 26enne di Cerignola che morì dopo una lunga agonia a seguito di un pestaggio. La corte d’appello di Bari ha ulteriormente ridotto le condanne ai due imputati
Una ferita che si riapre: familiari e amici di Donato Monopoli sono affranti dalla sentenza bis della corte d’appello di Bari, che ha ridotto le condanne ai due foggiani imputati per la morte del 26enne di Cerignola, deceduto nel 2019 dopo sette mesi di agonia, a seguito di un pestaggio in discoteca. I giudici di secondo grado, hanno inflitto sette anni e due mesi e quattro anni e undici mesi ai due imputati, accusati di omicidio preterintenzionale.
Nel primo processo d’appello, furono condannati a dieci e a sette anni di reclusione, dopo che l’accusa fu derubricata da omicidio volontario a preterintenzionale. Secondo la difesa, Donato Monopoli morì per un aneurisma non diagnosticato in tempo e non per i pugni ricevuti.
Intervista a Giuseppe Monopoli, padre di Donato Monopoli












