CULTURA
Il presidente Giovanni Pomarico ha detto: “È un’occasione concreta per valorizzare nuovi talenti della narrativa italiana e per promuovere la lettura come strumento di crescita culturale e sociale”
Sono ‘Acqua sporca’ (Einaudi) di Nadeesha Uyangoda, ‘Adriatica’ (Gramma Feltrinelli) di Massimo Gezzi, ‘Armadio di famiglia’ (Minimum Fax) di Gianni Denaro, ‘Calùra’ (Rubbettino) di Saverio Gangemi e ‘Il prodigio’ (Mondadori) di Fabrizio Sinisi i cinque romanzi finalisti dell’undicesima edizione del premio Fondazione Megamark – Incontri di dialoghi.
Il concorso letterario è dedicato alle opere prime di narrativa italiana, promosso dalla Fondazione Megamark di Trani in collaborazione con l’associazione culturale La Maria del porto, con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura della Regione Puglia, del Pact (Polo arti cultura turismo) e della Città di Trani. Menzione speciale della giuria per ‘Una brutta voglia’ (Wudz) di Anna Schirru.
Sono state 90 le opere prime in gara, proposte da oltre 75 case editrici provenienti da tutta Italia. Tra le principali novità di questa edizione ‘La corte dei lettori’, la nuova giuria popolare chiamata a decretare il vincitore del premio della quale fanno parte 40 lettori di tutta Italia dal Piemonte alla Puglia, passando per il Veneto e la Campania.
“Da undici anni il premio rappresenta un’occasione concreta per valorizzare nuovi talenti della narrativa italiana e per promuovere la lettura come strumento di crescita culturale e sociale – commenta Giovanni
Pomarico, presidente della Fondazione Megamark -. La nascita della corte dei lettori rafforza ulteriormente il carattere partecipativo del concorso; è un segnale importante che conferma la volontà del premio di continuare a crescere e innovarsi ogni anno di più”.












