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Michelangelo Scamarcia ucciso per un debito di 30 euro e soffocato con una busta: confessa Lin Wei

Le accuse sono di omicidio volontario, occultamento di cadavere e indebito utilizzo di carta di pagamento

Avrebbe ucciso Michelangelo Scamarcia, 67 anni, soffocandolo con una busta di plastica al culmine di una lite per un debito di appena 30 euro, per poi occultarne il cadavere nel retro del proprio negozio e utilizzare la sua carta di pagamento.

Con le accuse di omicidio volontario, occultamento di cadavere e indebito utilizzo di carta di pagamento, è stato sottoposto a fermo Lin Wei, 42enne di origine cinese, titolare dell’attività commerciale “Moda Casa” in piazza Umberto, a Bari-Carbonara. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Bari ed eseguito dai carabinieri della Compagnia Bari San Paolo, al termine di un’indagine avviata dopo la denuncia di scomparsa presentata il 2 aprile dal fratello della vittima.

La confessione

Nel corso dell’interrogatorio, alla presenza del difensore, l’indagato ha ammesso di aver provocato la morte del 67enne. Secondo quanto ricostruito, tra i due era stato concordato un utilizzo della carta di inclusione intestata a Scamarcia per una transazione da 600 euro, con restituzione in contanti della somma di 530 euro decurtata di una commissione di 70 euro. La mancata consegna, da parte di Wei, di 30 euro (quindi solo di 500 euro) avrebbe fatto scattare la lite, degenerata nell’omicidio.

Gli accertamenti del medico legale, eseguiti sul posto, hanno confermato una morte violenta, non inferiore a 10-15 giorni prima del ritrovamento. Il locale è stato posto sotto sequestro. La Procura evidenzia anche il concreto pericolo di fuga: il 42enne, con legami familiari all’estero e dimora di fatto nel negozio, avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare Bari per trasferirsi a Prato o rientrare in Cina.

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