“Sempre più giovani e anziani in fuga dal Mezzogiorno”. E’ quanto emerge dal rapporto Svimez presentato a Matera
Il Mezzogiorno continua a perdere giovani competenze qualificate, con una mobilità sempre più anticipata già al momento dell’iscrizione all’Università, che riduce strutturalmente le possibilità di rientro. Basti pensare che nei due decenni, quasi 350mila laureati under 35 hanno lasciato il Mezzogiorno in direzione del Centro-nord – più donne che uomini – per una perdita secca (al netto dei rientri) di 270mila unità.
Sono i principali dati del Report della Svimez “Un Paese, due emigrazioni”, presentato a Matera, nell’aula consiliare della Provincia, alla presenza tra gli altri della ricercatrice della Svimez, Serenella Caravella. Accanto a questa dinamica si afferma un fenomeno in rapida crescita: la mobilità “sommersa” degli anziani, i “nonni con la valigia”, che conservano la residenza al Sud ma raggiungono figli e nipoti emigrati al Centro-Nord.
Sono quasi raddoppiati, passando da 96mila a oltre 184mila unità. Una emigrazione sommersa che riflette due dinamiche intrecciate: da un lato, il ricongiungimento familiare con figli e nipoti emigrati al Centro-Nord, anche a supporto dei carichi di cura familiari; dall’altro, la crescente difficoltà di ricevere servizi di cura adeguati nel Mezzogiorno, caratterizzati da carenze nei servizi sanitari e assistenziali.













