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Province, venti di crisi a Lecce e nella Bat: è caos

POLITICA

Poli Bortone tradita dai franchi tiratori. Nella sesta provincia esplode il centrosinistra

Due autogol a distanza di poche ore hanno scatenato il caos nelle amministrazioni provinciali di Lecce e della Bat.

A Lecce è saltata l’elezione a presidente della provincia nel centrodestra della sindaca Adriana Poli Bortone, tradita dai franchi tiratori. Nella Bat è esploso nel centrosinistra il caso Lodispoto: il presidente coinvolto in un’inchiesta per corruzione, sfiduciato da dimissioni di massa, ma rimasto incollato alla poltrona. L’epilogo ieri, con l’addio contemporaneo di dieci consiglieri su dodici, in un’azione bipartisan che ha spinto, fra gli altri i sindaci, di Andria, Trani, Bisceglie e Canosa a chiedere il passo indietro. Ma Lodispoto è rimasto al suo posto rivendicando la legge Delrio. La sfiducia, ha commentato, “è un attacco personale, una vendetta per aver sostenuto il presidente Decaro alle regionali senza appoggiare i consiglieri locali”.

Sarcastico il commento dell’eurodeputato Ventola: “Lodispoto è una figura mitologica”, ha detto, “un tutt’uno corpo poltrona che resta in sella nonostante la sfiducia all’unanimità”. Ora la parola torna alle urne con nuove elezioni fissate per il 12 aprile.

Intanto a Lecce si è aperta la caccia ai traditori che hanno consegnato la clamorosa vittoria a Fabio Tarantino, sindaco di Martano, sostenuto dal campo largo. La sindaca Poli Bortone ha smentito voci di dimissioni circolate a caldo. Ma nel campo sovranista la resa dei conti è già iniziata, con riflessi visibili anche nei precari equilibri del centrodestra in consiglio regionale.

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