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Il telemarketing molesto trema: 7,5 milioni di chiamate bloccate ogni giorno

L’Agcom invita a non abbassare la guardia: lo spoofing si sta progressivamente spostando verso chiamate dall’estero con numeri internazionali

Il secondo filtro anti-spoofing dell’Agcom, entrato in funzione il 19 novembre, ha subito mostrato la sua efficacia: circa 7,5 milioni di chiamate dall’estero con numeri italiani vengono bloccate ogni giorno, dimostrando quanto fosse ampia la diffusione di questa pratica illegale. Lo spoofing è una tecnica con cui il chiamante maschera il proprio numero reale facendolo apparire come un numero italiano, spesso molto simile a quelli usati dai servizi clienti o dagli operatori telefonici, per aumentare la credibilità della chiamata. Un esempio tipico è quello della telefonata apparentemente proveniente da un prefisso mobile italiano — per esempio un “+39 347…” — quando in realtà parte da un call center all’estero che tenta di ottenere dati personali o di proporre contratti non richiesti. L’Autorità, nel tracciare un primo bilancio provvisorio, ha raccolto i dati dei principali operatori, TIM, Vodafone-Fastweb, WindTre e Iliad. Le percentuali di chiamate illecite provenienti da numeri mobili bloccate oscillano tra il 50% e il 90%, numeri che parlano chiaro sulla portata del fenomeno.

La delibera prevede il blocco delle chiamate mobili provenienti dall’estero con numeri italiani, con l’esclusione dei clienti effettivamente in roaming. Si tratta della seconda fase: la prima, avviata il 19 agosto, riguardava le chiamate dall’estero con numerazione fissa. I dati riferiti al periodo 19-21 novembre mostrano già che le chiamate bloccate dai numeri mobili sono circa sei volte superiori a quelle della prima fase, che registrava 1,3 milioni di blocchi al giorno.

Nonostante il provvedimento stia funzionando, l’Agcom invita a non abbassare la guardia: lo spoofing si sta progressivamente spostando verso chiamate dall’estero con numeri internazionali, che non possono essere bloccate con l’attuale normativa. L’Autorità raccomanda quindi ai cittadini di prestare attenzione a telefonate sospette, in particolare quando vengono proposti contratti o servizi di varia natura.

Si prevede inoltre un aumento dello spoofing originato direttamente in Italia. L’Agcom continuerà a vigilare e a irrogare sanzioni, grazie a un quadro regolamentare ormai chiaro e consolidato che consente di risalire facilmente ai responsabili delle chiamate illecite.

Parallelamente, associazioni come Consumerismo no profit chiedono un’indagine parlamentare sul telemarketing invasivo, mentre il Codacons sottolinea che il filtro ha ridotto le telefonate illecite ma non le ha eliminate del tutto. Continuano infatti ad arrivare chiamate legali da call center italiani, numeri esteri non italiani, falsi numeri italiani originati in Italia e numeri fissi stranieri realmente esistenti.

I dati dei gestori confermano la potenza dello strumento. Un primo operatore ha bloccato dal 19 al 21 novembre 8,1 milioni di chiamate da mobile, una media di 2,7 milioni al giorno. Un secondo gestore, dal 19 al 23 novembre, ha bloccato 8,3 milioni di chiamate su 17 milioni ricevute, pari al 50%, con una media giornaliera di 1,7 milioni di blocchi. Il terzo gestore, nella sola giornata del 21 novembre, ha richiesto il blocco di 2,9 milioni di chiamate su 3,15 milioni totali, pari a circa il 90%. Un quarto operatore, nel periodo 20-23 novembre, ha fermato 650.000 chiamate su circa 940.000 totali, pari al 70%, con una media di 162.000 blocchi al giorno.

Il messaggio è chiaro: il filtro funziona e riduce drasticamente le chiamate illecite, ma non può fermare del tutto lo spoofing e il telemarketing molesto. Il fenomeno evolve, si sposta sui numeri internazionali o si origina dall’interno del territorio nazionale, e richiede quindi attenzione costante da parte dei cittadini e vigilanza attiva da parte delle autorità. Solo così sarà possibile proteggere chi riceve telefonate indesiderate e mantenere alto il livello di controllo sulle pratiche abusive dei call center, italiani e stranieri.

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