Erano due dei 335 civili e militari italiani, molti dei quali ebrei, trucidati a Roma il 24 marzo del 1944 dalle truppe di occupazione nazista come rappresaglia per l’attentato di via Rasella
Martiri della Resistenza, li chiamano. I loro ideali di democrazia e libertà, spiegano a Terlizzi, città dove erano nati, sono più che mai attuali, testimonianza viva per i giovani che sono chiamati a custodire e tramandare. A 82 anni da qual giorno il ricordo va al professor Gioacchino Gesmundo, medaglia d’oro al valor militare, e a don Pietro Pappagallo, riconosciuto giusto tra le nazioni, medaglia d’oro al valor civile, rappresentato dall’indimenticato Aldo Fabrizi nel film di Roberto Rossellini “Roma città aperta”.
intervistati Nicola Colaianni, pres. Anpi; Michelangelo De Chirico, Sindaco di terlizzi













