Le rivali viaggiano e la Fiorentina è nettamente superiore: serve un cambio di passo
C’è uno scollamento in fondo alla classifica. Nelle prossime settimane potrebbe diventare voragine e ridurre pericolosamente la corsa per la salvezza in cui è coinvolto il Lecce. Un gruppo di 4 squadre viaggia a quota 23, con 5 punti di vantaggio sul Lecce, che a sua volta ha solo un punto sulla Fiorentina.
Raccoglie proseliti il partito di chi considera i viola nettamente più forti delle concorrenti. Capaci, quindi, di mettersi al sicuro, nonostante il rendimento deludente. La situazione scomoda in cui si trova Di Francesco lo induce a cambiare marcia; ad abbandonare la teoria dei piccoli passi – come nel pari contro la Lazio – mostrando a tutti la sua vera natura: attaccare, inseguendo la vittoria ad ogni costo.
In passato, questo atteggiamento ha portato solo amarezze e risultati poco prolifici. Ma nell’era dei tre punti, un pareggio è una sconfitta a metà. E il Lecce più che guardarsi le spalle, deve restare agganciato al treno che viaggia verso zone rilassanti. Perderne il contatto, significa farsi risucchiare dalle sabbie mobili della B.
Le paure dei tifosi sono comprensibili e le condivide anche la società. Corvino ha escluso rivoluzioni a gennaio, ma con un acquisto si è mostrato solidale con la critica. E’ l’unica interpretazione plausibile all’ingaggio di Cheddira. L’attaccante ex Bari ha il compito ingrato di risollevare il reparto avanzato a suon di gol.
Sinora i suoi colleghi hanno sonnecchiato. Stulic appare spaesato; Camarda è troppo giovane e qualche imprevisto ne ha rallentato la crescita. Le tredici reti realizzate in 22 gare – peggior attacco del campionato – sono il vero campanello d’allarme in una stagione non ancora compromessa, ma sicuramente più difficile delle precedenti.













