
Cenone di Capodanno: budget di 49 euro a testa, ma al Sud la spesa sale
Sarà inferiore rispetto a quello impiegato nel 2024. I motivi? Economici Dopo la maratona natalizia, è ormai tempo di pensare all’ultimo dell’anno. Tra spumante e

Sarà inferiore rispetto a quello impiegato nel 2024. I motivi? Economici. Dopo la maratona natalizia, è ormai tempo di pensare all’ultimo dell’anno. Tra spumante e cotechino, tutti sono già pronti per i preparativi del menù di Capodanno. Ma quanto spenderanno gli italiani per il cenone di Capodanno? Secondo l’indagine che Facile.it ha commissionato all’istituto di ricerca Emg Different, quest’anno gli italiani metteranno a budget per il cenone di Capodanno oltre 2 miliardi di euro, ovvero 49 euro a testa, valore in calo del 32% rispetto al 2024. Ma non mancano le differenze anagrafiche e territoriali. Infatti, a mettere a budget l’importo maggiore saranno i 55-64enni e i residenti del Sud e delle Isole, con una spesa media di 59 euro; sotto la media nazionale la cifra prevista dai 25-34enni (42 euro), dagli abitanti del Nord Ovest (41 euro) e del Nord Est (40 euro). Il 14% di chi ha risposto all’indagine, percentuale equivalente a 2,2 milioni di italiani, ha dichiarato che il budget per il cenone di Capodanno sarà inferiore rispetto a quello impiegato nel 2024. I motivi? Principalmente di natura economica: il 58% ha dichiarato che sono aumentate altre spese e quindi preferisce tagliare questi costi, mentre il 41% ha ammesso di trovarsi in un periodo di difficoltà economica. Consumi ridotti anche a causa dell’aumento generale dei prezzi e, in particolare, del caro-alimenti. Va infatti evidenziato che, negli ultimi 5 anni, secondo i dati Consumerismo il costo degli alimentari è aumentato in media del 25%. Se da un lato c’è chi spenderà di meno, dall’altro un rispondente su quattro (25%) ha ammesso che spenderà di più. In totale si tratta di 4.000.000 di individui con picchi percentuali più alti tra gli abitanti del Centro Italia, dove la percentuale arriva al 30,7%, e tra i rispondenti con un’età compresa tra i 35-54 anni (32,5%). Tutto pronto, quindi, per salutare il 2025 e dare il benvenuto al 2025. Ovviamente a tavola.
Secondo più fonti, a prevalere dovrebbe essere il fondo americano Flacks Group, con sede a Miami, che avrebbe presentato una proposta giudicata migliore rispetto a quella del concorrente Bedrock. Potrebbe arrivare tra oggi e domani la decisione sull’offerta migliore per l’acquisizione dell’intera Ex Ilva. Secondo più fonti, a prevalere dovrebbe essere il fondo americano Flacks Group, con sede a Miami, che avrebbe presentato una proposta giudicata migliore rispetto a quella del concorrente Bedrock. Oggi si riuniscono i comitati di sorveglianza di Ilva e di Acciaierie, proprietà e gestione degli impianti, chiamati a esprimere il parere sull’offerta indicata dai commissari. Poi la decisione passerà al Ministro delle Imprese Adolfo Urso, che potrà autorizzare l’avvio della trattativa in esclusiva. Flacks ha annunciato un piano da 5 miliardi di investimenti, 4 milioni di tonnellate di produzione, fino a 10 mila occupati e la presenza dello Stato al 40%. I sindacati chiedono garanzie su occupazione e futuro industriale del sito di Taranto.
I salentini giocano un calcio piacevole, ma non pungono: servono rinforzi. Vietato fasciarsi la testa per la sconfitta contro il Como. Sia per il modo in cui è arrivata, propiziata da un gol viziato da un fallo di Nico Paz su Ramadani, non sanzionato dal direttore di gara Marchetti. Il Lecce fino al 2-0 dei lariani ha giocato bene. È stato in partita e ha creato pericoli alla retroguardia comasca. Ma la gara contro la squadra di Fabregas è la fotografia di questa prima metà stagione targata Di Francesco. Il Lecce gioca un calcio piacevole, ma non punge e oramai non è un eresia, o un peccato di lesa maestà, che Corvino questa volta ha sbagliato la punta, perché Stulic non è un’attaccante da Serie A, o almeno non può essere la prima punta di una formazione come il Lecce che ha bisogno di un centravanti in grado di tenere palla, far salire la squadra o di dare profondità. L’impegno del ragazzo non si discute ma non basta. Camarda è una bella alternativa, il ragazzo è giovane e si farà ma le sue spalle sono ancora troppo strette per sostenere da solo il peso dell’attacco del Lecce. Il prossimo 2 gennaio si aprono le trattative di mercato Corvino dovrà piazzare qualche esubero (Rafia ed Helgason su tutti), poi dovrà individuare una punta in grado di sbloccare le partite e dare merito alla mole di gioco sviluppata dalla formazione di Eusebio Di Francesco. Però, serve farlo subito e non il 30 gennaio, anche perché il calendario delle prossime gare è severissimo e il Lecce deve trovare punti inattesi contro le big del campionato e il duo Stulic-Camarda potrebbe non bastare. di Matteo Bottazzo
Ieri sono state toccate diverse città della Basilicata. Dopo la tappa dello scorso 21 dicembre, a Maratea, ieri (28 dicembre) la fiaccola olimpica è tornata in Basilicata. Prima ha raggiunto Melfi, attraversando il centro cittadino e passando anche dallo stabilimento Stellantis per un momento dal forte valore simbolico che ha messo in dialogo sport, lavoro e industria. Il viaggio è proseguito tra i borghi del Vulture, Rionero e Venosa, da luoghi di grande fascino storico e paesaggistico come Lagopesole e Pietragalla, fino al gran finale a Potenza, città conclusiva della 21/ma tappa della fiamma. Tra i 140 tedofori, oltre alla campionessa di scherma Francesca Palumbo e al nuotatore olimpico Domenico Acerenza, c’era anche la cantante Arisa, cresciuta a Pignola e da sempre profondamente legata alla terra lucana, in un racconto corale che mette insieme cultura e valori sportivi. Oggi, 29 dicembre, la torcia riprenderà il suo cammino verso Matera e poi sconfinerà in Puglia: da Altamura si dirigerà a Gioia del Colle, poi verso Massafra, Crispiano e infine Taranto.
Una specie di record per la squadra del piccolo paese lucano, una delle prime formazioni a livello nazionale ad alzare un trofeo quando siamo solo alla fine di dicembre. L’Oppido Lucano ieri sera, 28 dicembre, ha conquistato la Coppa Italia del campionato di Eccellenza della Basilicata. Una specie di record per la squadra del piccolo paese lucano, una delle prime formazioni a livello nazionale ad alzare un trofeo quando siamo solo alla fine di dicembre. Anche se in questo caso parliamo ovviamente di calcio dilettantistico. La gara contro il Vultur è terminata 1-1 (alla rete di Possidente ha risposto Verdura per il pareggio finale). Ma ad aggiudicarsi il trofeo è proprio l’Angelo Cristofaro grazie alla vittoria per 1-0 nella gara di andata. La squadra riporta così la coppa a Oppido Lucano dopo 14 anni.

Sarà inferiore rispetto a quello impiegato nel 2024. I motivi? Economici Dopo la maratona natalizia, è ormai tempo di pensare all’ultimo dell’anno. Tra spumante e

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Una specie di record per la squadra del piccolo paese lucano, una delle prime formazioni a livello nazionale ad alzare un trofeo quando siamo solo
