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Gennaio 17, 2024

Domani nuovo incontro governo-sindacati a Roma Servizio di Redazione Norbaonline;

Reati commessi tra province di Bari e Bat Associazione a delinquere finalizzata ai furti in abitazione, tentata rapina in abitazione, furti d’auto, ricettazione, falso e violazione della sorveglianza speciale. Sono i reati contestati ad otto persone tra le province di Bari e Barletta-Andria-Trani, tre sono finiti in carcere, cinque ai domiciliari. L’indagine parte da eventi denunciati nei mesi di novembre e dicembre 2020 a Castellana Grotte e Conversano, gli inquirenti hanno ricostruito come gli indagati fossero abili nell’acquisire informazioni sulle abitudini di vita e sulle disponibilità economiche delle vittime (anche tramite pedinamenti e appostamenti) prima di tentare eportare a segno i colpi. La struttura criminale, secondo i carabinieri, era “incline all’uso di minacce e violenza alla persona, con l’unico proposito di appropriarsi di ingenti quantitativi di danaro ed oggetti di valore che le vittime custodivano all’interno delle casseforti installate nelle proprie abitazioni, scardinate con l’impiego della fiamma ossidrica”. Gli indagati usavano anche auto di grossa cilindrata rubate, radio ricetrasmittenti e disturbatori di frequenza, flessibili e altri attrezzi da taglio e scasso. Secondo quanto ricostruito, gli indagati usavano sia chiavi sottratte alle vittime che quelle riprodotte con l’aiuto deltitolare di un negozio di ferramenta di Bari, al quale venivano fornite le foto delle chiavi da duplicare. Ma l’associazione poteva contare anche sull’aiuto di operatori compiacenti di un’agenzia di pratiche automobilistiche di Triggiano, con la quale accedevano illecitamente alla banca dati per la visura delle targhe. Il titolare della ferramenta e il titolare dell’agenzia sono indagati a piede libero. Gli indagati, durante i furti, “erano soliti indossare parrucche da donna, cappellini, mascherine e passamontagna”,scrivono ancora i carabinieri, “rendendo difficoltosa l’identificazione”. 

Indagine su un traffico di olio adulterato Beni per un valore complessivo di un milione e 600mila euro sono stati confiscati dalla Direzione Investigativa Antimafia a un imprenditore pluripregiudicato di Cerignola, operante da decenni nella sofisticazione dell’olio d’oliva. L’uomo è ritenuto uno dei principali trafficanti di olio adulterato, anche sui mercati esteri. Tra i beni sottoposti a confisca figurano una società operante nel settore dell’imbottigliamento dell’olio di semi e dell’olio d’oliva, tre auto, tre appartamenti e un complesso immobiliare composto dall’opificio dell’azienda e da un terreno.

Le accuse sono di concussione, peculato e truffa aggravata ai danni dello stato Un dirigente medico e una infermiera, impiegati nell’ex ospedale “San Nicola Pellegrino” di Trani, ora Presidio territoriale di assistenza, sono stati arrestati con le accuse di concussione, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato. Il gip del tribunale di Trani ha disposto per loro la misura dei domiciliari. I due, secondo quanto accertato dalle indagini coordinate dalla Procura di Trani, avrebbero chiesto denaro in cambio di tempi di attesa più brevi per visite ed esami medici.

Cerignola: confisca beni a imprenditore

Indagine su un traffico di olio adulterato Beni per un valore complessivo di un milione e 600mila euro sono stati confiscati dalla Direzione Investigativa Antimafia

Trani: arrestati medico e infermiera

Le accuse sono di concussione, peculato e truffa aggravata ai danni dello stato Un dirigente medico e una infermiera, impiegati nell’ex ospedale “San Nicola Pellegrino”

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