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Marzo 31, 2023

Donati dieci pezzi dai privati al museo cittadino Servizio di Anna De Feo Riprese e montaggio di Orazio Corbacio Intervista alla Prof.ssa Anna Maria Tripputi, già docente storia tradizioni popolari Università di Bari

Sono agenti del nucleo artificieri della questura  Quattro delle oltre 200 armi e munizioni, anche da guerra, sequestrate ad aprile 2021 nel deposito sotterraneo di una villa di Andria e ritenute in gran parte di proprietà dell’ex giudice barese Giuseppe De Benedictis, sarebbero state cedute al magistrato da sei poliziotti del nucleo artificieri della questura di Bari. Ai sei poliziotti, due in pensione e quattro in servizio, la Procura di Lecce ha notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari per i reati, a vario titolo contestati, di falso in atto pubblico, peculato, detenzione e cessione di armi clandestine, aggravati dall’aver agito nell’esercizio delle funzioniistituzionalmente ricoperte. L’ex gip di Bari Giuseppe De Benedictis si trova attualmente ai domiciliari per la condanna in primo grado a 12 anni e 8 mesi relativa alle accuse di traffico e detenzione di armi, esplosivi e ricettazione. Stessa misura restrittiva era stata inflitta per un’altra condanna in primo grado, a 9 anni e 8 mesi, per quatto presunti episodi di corruzione in atti giudiziari relativi a tangenti ottenute in cambio di scarcerazioni. Per queste ultime accuse nei giorni scorso la Corte d’Appello di Lecce ha revocato gli arresti domiciliari. A incastrare i sei poliziotti ci sarebbero le dichiarazioni dell’ex giudice e il contenuto di intercettazioni ambientali e telefoniche. Stando agli accertamenti della squadra mobile diBari, in tre diverse occasioni – tra il 2015 e il 2021 – i sei poliziotti avrebbero falsificato i verbali di rottamazione delle armi e relativa distruzione delle cartucce, dichiarando di aver reso mitragliette e pistole inutilizzabili, ma le avrebbero mantenute integre per poi cederle a De Benedictis. 

Anche una multa da 90mila euro per finanziamento illecito La condanna a un anno di reclusione e a 90mila di multa è stata chiesta dalla pubblica accusa perMichele Emiliano, governatore della Puglia, processato a Torino per finanziamento illecito. Il pm Giovanni Caspani ha proposto la stessa pena per il suo ex capo di gabinetto, Claudio Stefanazzi (ora parlamentare Pd) e otto mesi per gli imprenditori Vito Ladisa e Giacomo Mescia.  La vicenda è legata alla campagna per le primarie del Pd del 2017.  Al vaglio del tribunale le somme versate dai due imprenditori alla Eggers di Pietro Dotti, la società del Torinese che si era occupata della campagna elettorale di Emiliano. “Forse in passato quando la sentivo pronunciare da altri commettevo l’errore di considerarla una frase fatta: ora dico che confido nella giustizia. Ho 63 anni e ho sempre cercato di comportarmi bene, sia nelle cose importanti che in quelle meno importanti”. Il presidente della Regione Puglia ha chiuso così oggi la dichiarazione spontanea, che ha reso in tribunale.

Guerra criminale armata dopo gli omicidi avvenuti a San Severo nei mesi di luglio e agosto Blitz antimafia questa mattina a San Severo, nel Foggiano: agenti della squadra mobile, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, hanno arrestato otto persone con le accuse, a vario titolo, didetenzione illegale di armi aggravata dalla mafiosità. Un agente della polizia locale è stato raggiunto da un provvedimento di sospensione dal servizio. In totale sono dieci le persone indagate. Le indagini sono partite nell’estate del 2021 quando vennero uccisi a distanza di un mese due pregiudicati: a luglioMatteo Anastasio, 42enne di San Severo, ammazzato durante i festeggiamenti per la vittoria dell’Italia agli Europei di calcio; ad agosto Luigi Bonaventura, 32 anni. Nel corso delle indagini, rese particolarmente complesse per lo spessore criminale di alcuni degli indagati e del clima omertoso, sarebbe emersa la disponibilità da parte degli indagati di armi da fuoco, detenute illegalmente e portate frequentemente in luoghi pubblici. Accertata l’esistenza di uno stretto rapporto tra uno dei soggetti coinvolti e un Vice Sovrintendente del Comando Polizia Locale di San Severo, al quale il primo aveva confidato che un proprio stretto congiunto deteneva illegalmente un’arma da fuoco. Il Pubblico Ufficiale avrebbe insabbiato la cosa. Durante le perquisizioni ritrovati numerosi involucri, sapientemente occultati, contenenti anche diverse armi e munizioni.

Ha fatto tappa nell’Istituto Comprensivo Vico-De Carolis, il progetto ideato e realizzato dal pastificio Divella Servizio di Francesco Persiani Intervista a Domenico Divella, pastificio Divella

Rutigliano: i santi sotto la campana

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