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vigilesse vicine ai clan

La sentenza di secondo grado ha di fatto ribaltato quella del luglio scorso che, nel primo grado di giudizio, aveva disposto il reintegro in servizio . È stato confermato dai giudici della Corte d’Appello il licenziamento delle due vigilesse baresi, accusate di aver avuto rapporti con un esponente della criminalità locale, arrestato nell’ambito dell’inchiesta “codice interno” nel blitz del febbraio 2024. La sentenza di secondo grado ha di fatto ribaltato quella del luglio scorso che, nel primo grado di giudizio, aveva disposto il reintegro in servizio delle due vigilesse, condannando il comune a pagare gli stipendi arretrati. Secondo l’accusa, le due vigilesse si erano rivolte al 43enne Fabio Fiore, ritenuto il braccio destro di Tommy Parisi, figlio del boss Savinuccio, chiedendogli “protezione” per punire un uomo che le aveva minacciate e insultate dopo aver ricevuto una multa. Inoltre, in una intercettazione una delle due agenti sembrava mettersi a disposizione di fiore per risolvergli un problema con patente e carta d’identità. Con questa sentenza il comune può ripristinare il licenziamento e chiedere la restituzione degli arretrati.

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