Su alcuni profili social di persone vicine all’uomo precipitato dal palazzo dove abitava la vittima, postate frasi di gioia per l’omicidio, subito dopo l’agguato..
Chi ha ucciso Dino Carta potrebbe aver studiato i suoi movimenti, pedinandolo mentre portava a passeggio il cane ed entrando in azione di sera, quando c’erano poche persone in strada: è uno degli aspetti dell’inchiesta sull’omicidio del personal trainer incensurato di 42 anni, assassinato con quattro colpi di pistola alla schiena, lunedì scorso, a Foggia, nei pressi della sua abitazione, vicino allo stadio.
Non un delitto di mafia, ma, comunque, un agguato con le modalità degli scontri fra clan: i carabinieri stanno cercando la persona a volto coperto, ripresa dalle telecamere di un’abitazione, che arriva in sella a una bici elettrica sul luogo della sparatoria; sarà, inoltre, eseguita dai Ris una perizia sull’audio captato dal sistema di videosorveglianza di un altro appartamento, per accertare l’identità delle tre, forse quattro persone presenti al momento degli spari.
Sarebbero state analizzate le telecamere in un tratto di un paio di chilometri, fino alla zona tra l’ospedale e parco San Felice, dove si perderebbero le tracce della persona in bici.
Lunedì sarà effettuata l’autopsia, mentre sono stati disposti rilievi dattiloscopici sul caricatore perso dal killer in fuga, per isolare le impronte digitali.
Si fa sempre più probabile l’ipotesi di una vendetta per la morte di un 39enne, con precedenti per droga, avvenuta due anni e mezzo fa, precipitato da un balcone del palazzo in cui risiedevano Dino Carta e la sua famiglia.
Qualcuno potrebbe aver addebitato responsabilità al personal trainer e ai suoi cari, pianificando una ritorsione.
Su alcuni profili social di persone vicine all’uomo precipitato dal palazzo sarebbero state, addirittura, postate frasi di gioia per l’omicidio, subito dopo l’agguato.
Perquisizioni, inoltre, sarebbero in corso nelle abitazioni di familiari del 39enne caduto dall’edificio in via Caracciolo, che era nato il 12 aprile, ossia il giorno prima dell’omicidio di Dino Carta.
Intanto Sara Traisci, moglie di Dino Carta, lancia un appello: “Chiedo a Foggia e ai suoi cittadini,che sono persone oneste e generose, di dimostrare anche tutto il loro coraggio e di testimoniare”. La donna si appella alla cittadinanza “affinchè chi ha visto fornisca elementi utili a rintracciare l’assassino del marito e padre di sua figlia di pochi mesi. Dino Carta aveva avuto anche un’altra figlia di 12 anni da un’altra relazione.