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Imputato, il 21enne ex pugile Fabio Giampalmo, ritenuto, dal pm, il responsabile del pestaggio E’ stata rinviata al prossimo 18 aprile l’udienza fissata inizialmente per oggi, davanti alla Corte di Assise di Bari, del processo per l’omicidio di Paolo Caprio. L’uomo, un imbianchino di Bitonto, fu aggredito nel corso di una lite avvenuta la notte tra il 4 e il 5 settembre 2021 all’esterno del bar di un’area di servizio lungo la provinciale per Modugno. Imputato il 21enne ex pugile Fabio Giampalmo, ritenuto dal pubblico ministero, il responsabile del pestaggio. Su di lui pende l’accusa di omicidio volontario.Secondo quanto accertato, Caprio, dopo essere stato colpito, cadde sbattendo la testa sul marciapiede e morì. La Procura ritiene si sia trattato di omicidio volontario. Di contro la difesa, sostiene che i quattro pugni inferti alla vittima non siano stati determinanti a causare la morte, che sarebbe avvenuta invece per il trauma occipitale causato dalla caduta.Nell’atto di convalida del fermo in carcere il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari aveva sottolineato la profonda conoscenza delle tecniche di combattimento dell’imputato.  Il processo riprenderà con l’ascolto dell’ultimo testimone citato dalla parte civile.

È quanto emerso nel corso dell’udienza preliminare che si è svolta a Trani, in merito all’uccisione del 43enne Giuseppe Tupputi, titolare di un bar alla periferia di Barletta Una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere dell’imputato 32enne Pasquale Rutigliano, pregiudicato di Barletta, accusato di omicidio volontario aggravato, porto abusivo di arma da fuoco e violazione della sorveglianza speciale. È quanto emerso nel corso dell’udienza preliminare che si è svolta a Trani, in merito all’uccisione del 43enne Giuseppe Tupputi, titolare di un bar alla periferia di Barletta. Rutigliano il 16 aprile 2022 ha confessato di aver sparato, cinque giorni prima, all’interno del bar gestito dalla vittima. L’imputato avrebbe raccontato di essere entrato nel locale e di aver richiesto una birra e, durante la conversazione con la vittima, si sarebbe inalberato prendendo l’arma e sparando: tre i colpi esplosi verso il bancone dove si trovava Tupputi, raggiunto alla testa e al torace. Rutigliano si sarebbe poi allontanato, facendo perdere le proprie tracce.Il 6 aprile è fissato l’esame del perito. Di contro è arrivata la replica della famiglia della vittima. “Considerando le dinamiche della condotta e il comportamento successivo al reato ritengo – ha riferito il legale della famiglia Tupputi, Francesco Piccolo – che l’imputato abbia agito con coscienza e volontà,consapevolezza e freddezza”.

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