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sfruttamento braccianti agricoli

Le indagini avrebbero inoltre documentato condizioni abitative ritenute degradanti all’interno di un casolare rurale. I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Brindisi hanno arrestato un uomo, legale rappresentante di una cooperativa, nell’ambito di un’indagine sul presunto sfruttamento di braccianti agricoli impiegati nelle campagne tra le province di Brindisi e Taranto. L’arresto è stato eseguito in flagranza al termine di un’attività investigativa condotta con il supporto dell’Ispettorato del Lavoro e dei militari della Compagnia di Francavilla Fontana. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni lavoratori sarebbero stati costretti a turni di circa dieci ore al giorno con compensi inferiori rispetto a quelli previsti dal contratto nazionale di categoria. Le indagini avrebbero inoltre documentato condizioni abitative ritenute degradanti all’interno di un casolare rurale nella disponibilità dell’indagato, successivamente sequestrato insieme al mezzo utilizzato per il trasporto dei lavoratori. Secondo l’accusa, i braccianti sarebbero stati impiegati senza regolare contratto, senza visite mediche e senza formazione sulla sicurezza, pur utilizzando attrezzature considerate pericolose. Uno dei lavoratori identificati sarebbe risultato inoltre privo di permesso di soggiorno per motivi di lavoro. L’inchiesta, definita dagli investigatori “lampo”, è partita alla fine di marzo dopo la denuncia presentata da un altro lavoratore agricolo. Su disposizione della Procura di Brindisi l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari. Contestualmente sono state elevate sanzioni amministrative e ammende per circa 20mila euro.

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