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Il regista Pippo Mezzapesa: “La serie si riappropria finalmente di uno dei suoi elementi fondanti” Servizio di Maurizio Spaccavento

Trovata la soluzione. Resta fissata l’udienza per il 5 novembre Dopo lo stop imposto dai giudici di Taranto è stata trovata una soluzione temporanea per la messa in onda della serie tv dedicata al caso di Sarah Scazzi. La prima puntata andrà in onda domani 30 ottobre sulla piattaforma Disney + in attesa dell’udienza fissata per il 5 novembre, che entrerà nel merito della questione. Ricordiamo che lo stop alla trasmissione è arrivato dopo il ricorso presentato dal sindaco di Avetrana Antonio Iazzi il quale teme che la serie tv possa danneggiare l’immagine della comunità del centro tarantino. È stato trovato quindi un escamotage: la fiction cambia titolo, viene tolto il nome di Avetrana, ora si chiama soltanto “Qui non è Hollywood”. Il regista della fiction Pippo Mezzapesa in un post su Facebook, non ha nascosto il suo disaccordo “Il titolo originale per noi racchiudeva l’essenza del racconto – spiega Mezzapesa – non è una rinuncia da poco, né indolore”. Soddisfatto invece il sindaco di Avetrana. “Riteniamo di aver preservato l’immagine della comunità – dice Iazzi in una nota – fermo restando che proseguiremo in ogni sede per la tutela dei nostri diritti” 

L’amministrazione comunale di Avetrana ha fatto ricorso alle vie legali Intervista: Antonio Iazzi, sindaco di Avetrana Servizio di Maurizio Spaccavento

Il sindaco chiede la sospensione della messa in onda e di togliere il nome della città dal titolo”  L’amministrazione comunale di Avetrana ha depositato un ricorso cautelare d’urgenza per chiedere la rettifica della denominazione della serie tv ‘Avetrana – Qui non è Hollywood’ e la sua “sospensione immediata”. Lo annuncia in una nota il sindaco Antonio Iazzi. La serie parla dell’omicidio della quindicenne Sarah Scazzi, avvenuto nel comune tarantino nell’agosto 2010, e sarà trasmessa sulla piattaforma Disney+ a partire dal 25 ottobre. “Risulta indispensabile visionarla in anteprima – scrive ancora il sindaco – al fine di appurare se l’associazione del nome della cittadina all’adattamento cinematografico susciti una portata diffamatoria rappresentandola quale comunità ignorante, retrograda, omertosa, eventualmente dedita alla commissione di crimini efferati di tale portata, contrariamente alla realtà”. La comunità di Avetrana, scrive ancora il sindaco, “ha da sempre cercato di allontanare da sé i tanti pregiudizi dettati dall’omicidio, dal momento che la tragedia destò sgomento nella collettività, interessata da una imponente risonanza mediatica, che stimolò l’ente a costituirsi parte civile nel processo penale a carico di Misseri Michele” e degli altri imputati. “La messa in onda del prodotto cinematografico – si legge ancora – rischia invece di determinare – prescindendo anche dal contenuto che al momento si ignora – un ulteriore attentato ai diritti della personalità dell’ente comunale, accentuando il pregiudizio che il titolo già lascia presagire nel catapultare l’attenzione dell’utente sul territorio più che sul caso di cronaca”.

Il Comune disconosce l’uso del nome del paese nel titolo e sta valutando azioni legali. Si teme una nuova spettacolarizzazione Di Alessandra Martellotti Intervista a Rosaria Petracca, consigliera di opposizione

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