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“I poliziotti baresi non si fanno intimidire” “I poliziotti baresi non si fanno intimidire”. A dirlo è la segreteria provinciale di bari del Sap all’indomani del messaggio intimidatorio rivolto agli agenti di polizia. Ieri mattina è stato trovato un proiettile e la fotografia di un poliziotto nelle vicinanze del castello Svevo, a pochi passi dalla Questura. Si tratta di un “vile tentativo di intimidazione” dicono dal sindacato autonomo di polizia. “È un fatto grave che non ha precedenti nella storia criminale del capoluogo”. Nonostante questo episodio “i poliziotti continueranno a svolgere i loro doveri come hanno sempre fatto” conclude il sindacato.

La denuncia del sindacato di polizia Sei agenti della Squadra Mobile di Taranto sarebbero rimasti feriti in seguito alle esplosioni ravvicinate delle bombe carta e dagli oggetti lanciati durante la manifestazione pro Palestina che si è svolta a Roma sabato scorso. 30 in tutto gli uomini impiegati nei servizi di ordine pubblico provenienti dal capoluogo ionico. Il Sap, sindacato della Polizia, esprime solidarietà ai colleghi feriti, condanna l’ennesimo episodio di violenza cieca e organizzata contro chi indossa l’uniforme e chiede verifiche sulle scelte operative adottate durante gli scontri.

Manifestazione davanti a commissariato di Grottaglie Si terrà giovedì prossimo, davanti al commissariato di Grottaglie, un sit-in per manifestare solidarietà ai poliziotti indagati dalla procura di Taranto dopo la morte del 59enne Michele Mastropietro, ritenuto l’autore dell’omicidio del brigadiere capo Carlo Legrottaglie a Francavilla Fontana. L’evento è promosso dal Sindacato autonomo di polizia (Sap) e vedrà la partecipazione del segretario generale Stefano Paoloni,del segretario nazionale Vito Stasolla e dei segretari provinciali di Puglia e Basilicata Francesco Pulli e Michele Gallucci. “Nessuno punta il dito contro la magistratura, che fa il suo lavoro egregiamente applicando la legge, ma è giunto il momento – afferma il segretario provinciale Sap Lecce FrancescoSpedicato – di cambiare la norma, per questo ci rivolgiamo alla classe politica di questo paese chiedendo di introdurre una norma di legge che non preveda più l’avviso di garanzia automatico quando sussistono cause di giustificazione del reato quali l’uso legittimo delle armi, la legittima difesa e l’adempimento del dovere, ma siano prima effettuati accertamenti di garanzia nei quali sia la nostra amministrazione a doverrappresentare gli operatori nelle prime fasi di verifica”. “Il Paese deve essere grato ai nostri due colleghi per aver rischiato la vita per assicurare alla giustizia pericolosi criminali. Chi fa il proprio dovere – conclude – non può essere messo sotto processo”. 

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