Negativo l’indice della produzione industriale. Crescono i lavoratori anziani.
Dal 1982 a oggi, la Puglia ha perso 1,1 milioni di abitanti, è stato registrato un calo demografico del 22%, l’indice della produzione industriale, tranne quello del settore alimentare, è negativo da 32 mesi consecutivi. Questa è la fotografia che è emersa dai dati dell’Osservatorio economico di Aforisma School. L’indagine analizza scandaglia i vari settori economici della Puglia.
La produzione manifatturiera nel 2023 ha registrato un calo dell’1,6%, nel 2024 del 4,3% e nei primi nove mesi 2025 dell’1,2%. Il tessile-abbigliamento accusa un decremento dell’11,8% e la meccanica del 6,4%.
L’Italia conta 5,08 milioni di imprese attive. La Puglia ne ha 327.374, esattamente il 6,5% del totale nazionale. Un dato confortante, secondo lo studio, riguarda i settori tradizionalmente più strutturati: commercio 25,7% (contro 22,5% nazionale), agricoltura 22,3% (contro 13,3% nazionale). Baridomina con 122.907 aziende, Lecce è seconda con 65.235 imprese, Foggia è terza. I dati sulla fatturazione elettronica dicono che tra gennaio e settembre 2025 il volume in Italia è stato pari a 2.466 miliardi, con una crescita del 2,6%, nel Mezzogiorno (331 miliardi con un +3,3%, mentre la Puglia, con isuoi 65,9 miliardi, è cresciuta solo dello 0,95%.
Negli ultimi due anni (2023-2024), l’84% della crescita occupazionale riguarda gli over 50. Il profilo demografico dei lavoratori mostra un mutamento in cui il numero degli over 50 sale e quello deigiovani tra i 18 ed i 34anni e fra i 35 ed i 49 scende anche nel 2025. Crescono, insomma, i lavoratori anziani. Inoltre, la Puglia ha perso 700.000 giovani trasferitisi al Nord o all’estero. Infine, vi sono diversi campanelli d’allarme, secondo Aforisma: industria con 32 mesi negativi; tessile con -11,8%; export con -0,8% contro il il dato nazionale del +3,6%.