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Procura di Matera

Le accuse contestate comprendono associazione per delinquere, falso ideologico e utilizzo di atti falsi. Avrebbero prodotto e distribuito falsi attestati di formazione sulla sicurezza sul lavoro, certificazioni sanitarie e altra documentazione necessaria per risultare formalmente in regola con la normativa vigente. Per questo quattro persone sono state poste agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Matera. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero operato attraverso una struttura organizzata con sede a Policoro, fornendo documenti non genuini a imprese e datori di lavoro. Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro avrebbero accertato numerose irregolarità, tra cui corsi mai svolti e attestati rilasciati senza la partecipazione dei lavoratori. Le accuse contestate comprendono associazione per delinquere, falso ideologico e utilizzo di atti falsi.

Luca Orioli e Marirosa Andreotta erano stati trovati senza vita nel bagno dell’abitazione di lei La Procura di Matera ha rigettato la richiesta di riapertura delle indagini sulla morte di Luca Orioli e Marirosa Andreotta, i fidanzati trovati senza vita nel bagno dell’abitazione di lei a Policoro (Matera) nel 1988. La Pm della Procura di Matera, Maria Cristina De Tommasi, che si è occupata dell’istanza presentata dall’avvocato Antonio Fiumefreddo per conto di Olimpia Fuina Orioli, madre di Luca, non ha ritenuto sufficienti le motivazioni per una nuova inchiesta. In particolare la magistrata ha evidenziato come alcuni dei temi presentati erano stati ampiamente analizzati. Altri mirano solo ad una rivalutazione degli elementi già acquisiti nel processo. Lapidario il commento di Olimpia Fuina Orioli:” Mi sento di nuovo tradita dalla giustizia”.

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