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processo escort

L’ex premier era accusato di induzione a mentire “Non doversi procedere per morte dell’imputato”. Si è chiuso così per la morte di Silvio Berlusconi, avvenuta il 12 giugno scorso, e quando ormai era giunto alle ultime battute, il processo Escort in corso a Bari, nel quale l’ex premier era imputato per induzione a mentire. Secondo l’accusa aveva pagato le bugie dette dall’imprenditore barese Giampaolo Tarantini ai pm, che indagavano sulle ragazze portate a pagamento nella residenza private dell’allora presidente del Consiglio tra il 2008 e il 2009. Berlusconi era stato rinviato a giudizio nel novembre 2018. La breve udienza si è conclusa con la sentenza di non luogo a procedere da parte della giudice Valentina Tripaldi.

Per la terza volta consecutiva non si è presentato in aula Nell’udienza celebrata questa mattina dinanzi al Tribunale di Bari, nell’ambito del processo ‘Escort’ a carico del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, era atteso come testimone Valter Lavitola. Per la terza volta consecutiva l’ex direttore de l’Avanti non si è presentato in aula, inviando un certificato medico che ne attesta l’indisponibilità per i prossimi tre giorni. La Procura lo ha quindi nuovamente citato per la prossima udienza, in programma il 28 aprile, durante la quale sarà sentito anche un teste della difesa. Berlusconi è imputato per induzione a mentire e per aver pagato, secondo l’accusa, le bugie dette dall’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini ai pm che indagavano sulle escort portate tra il 2008 e il 2009 nelle residenze dell’allora presidente del Consiglio dei ministri. Lavitola è ritenuto dall’accusa il tramite con Tarantini. La sua posizione è però stata stralciata, per incompetenza territoriale, e trasferitaalla Procura di Napoli che l’ha archiviata. Nel corso dell’udienza il legale Federico Cecconi, che difende l’ex presidente del Consiglio con il collega Roberto Eustachio Sisto, ha escluso che Berlusconi possa sottoporsi al previsto esame da parte del Tribunale di Bari, “anche per non aggravare le sue condizioni di salute”, prevedendo una eventuale dichiarazione spontanea o l’invio di una memoria.

Palazzo Chigi revoca costituzione parte civile E’ durata solo pochi minuti questa mattina l’udienza del processo “Escort” a carico di Silvio Berlusconi, imputato a Bari per induzione a mentire e per aver pagato, secondo l’accusa, le bugie dette dall’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini ai pm che indagavano sulle escort portate tra il 2008 e il 2009 nelle residenze dell’allora presidente del Consiglio dei ministri. La Procura aveva citato come testimone Valter Lavitola. L’ex direttore de l’Avanti, ritenuto dall’accusa il tramite con Tarantini, non si è presentato, inviando un certificato medico. La posizione di Lavitola era stata stralciata, per incompetenzaterritoriale, e trasferita alla Procura di Napoli. Il procedimento è stato però archiviato per prescrizione. Si torna in aula il prossimo 31 marzo, con la nuova citazione di Lavitola come teste. Intanto la presidenza del Consiglio dei ministri ha presentato richiesta di revoca della costituzionecome parte civile nel processo ‘Escort’. L’atto è stato depositato questa mattina attraverso il legaleGiuseppe Zuccaro. Palazzo Chigi lo scorso 13 febbraio aveva revocato anche la propria costituzione di parte civile nel processo “Ruby ter”, che si è concluso a Milano con l’assoluzione, fra gli altri, dell’ex premier “perchè il fatto non sussiste”.

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