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prescrizione

Corte d’Assise di Potenza: non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per l’ex presidente della Regione e altri 14 imputati. L’ex governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, esce dal processo “Ambiente svenduto“, sul presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva di Taranto. Lo ha deciso oggi il collegio della Corte d’Assise del Tribunale di Potenza, presieduto da Marcello Rotondi, durante la terza udienza dibattimentale del processo in corso di svolgimento nel capoluogo lucano. Per Vendola ed altri 14 è stato deciso il “non luogo a procedere per intervenuta prescrizione“. All’ex presidente pugliese era contestato il reato di concussione.

Coinvolti 20 imputati per opere contraffatte di Caffè, Schifano e altri Si è concluso con la prescrizione il processo a carico di 20 imputati accusati di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di falsi dipinti. In particolare, si trattava di opere d’arte falsamente attribuite al Maestro Nino Caffè e ad altri artisti contemporanei, tra cui Mario Schifano e Paolo Scheggi. L’indagine, avviata nel marzo 2013, aveva portato al sequestro di 21 opere attribuite a Caffè durante la manifestazione Expo Arte, tenutasi alla Fiera del Levante di Bari. I giudici hanno disposto la restituzione agli aventi diritto di due quadri autentici: uno di Paolo Scheggi e uno del maestro francese Victor Vasarely.

I fatti si riferiscono al fallimento nel 2008 di un’azienda di Triggiano I giudici della seconda sezione del Tribunale di Bari hanno prosciolto per prescrizione Sandrino Cataldo, fondatore del movimento politico “Sud al centro”, arrestato ad aprile 2024 per un presunto caso di corruzione elettorale in cui è coinvolta anche la moglie, l’ex assessora regionale ai Trasporti Anita Maurodinoia , dall’accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale . Il procedimento è relativo al fallimento,  nel maggio 2008, della società Virgilio srl con sede a Triggiano, di cui Cataldo sarebbe stato amministratore di fatto. Le contestazioni riguardavano una presunta distrazione di beni, merce per centinaia di migliaia di  euro, acquistata e non pagata e la scrittura di libri contabili, compilati in modo da non far ricostruire il reale giro d’affari della società, del valore di oltre due milioni di euro. Il tribunale ha escluso l’aggravante dell’aver causato un danno di rilevante gravità, come chiesto dal difensore di Cataldo, l’avvocato Mario Malcangi. Per questo è stata dichiarata la prescrizione.

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