
Estorsioni e Sacra Corona Unita: Pietro Guadalupi respinge le accuse
Stessa posizione anche per gli altri indagati Hanno respinto tutte le accuse nel corso degli interrogatori di garanzia davanti al gip del tribunale di Lecce
Stessa posizione anche per gli altri indagati. Hanno respinto tutte le accuse nel corso degli interrogatori di garanzia davanti al gip del tribunale di Lecce Francesca Mariano. A cominciare dall’ex presidente del consiglio comunale Pietro Guadalupi, coinvolto nell’inchiesta sulla presunta ricostituzione della frangia tuturanese della Sacra Corona Unita. Assistito dal suo legale, l’avvocato Danilo Di Serio, Guadalupi ha negato di aver avuto un ruolo di “facilitatore” in un presunto episodio estorsivo, cioè di aver messo in contatto un imprenditore con ambienti criminali. Provato dalla detenzione – si trova nel carcere di Borgo San Nicola – ha sostenuto di essere estraneo ai fatti e, anzi, vittima del sistema emerso nell’indagine. Una linea difensiva che punta anche su alcune intercettazioni, nelle quali soggetti vicini al clan parlerebbero di un “Guadalupi” con toni minacciosi: secondo la difesa, si tratterebbe proprio dell’ex politico, che sarebbe quindi stato oggetto di pressioni. Nelle prossime ore, la difesa potrebbe presentare ricorso al Riesame. Davanti al gip ha risposto anche Mauro Iaia, ritenuto dagli inquirenti vicino agli ambienti del clan. Secondo la ricostruzione della Dda di Lecce, sarebbe stato coinvolto in un percorso di avvicinamento alla criminalità organizzata, fino a un incontro con esponenti del gruppo guidato da Salvatore Buccarella, dopo il quale si sarebbe messo a disposizione del clan. Anche lui, però, ha respinto ogni addebito. Stessa posizione per Adriano Vitale, chiamato a rispondere di un’altra ipotesi di estorsione. Al giudice ha spiegato che i rapporti con le presunte vittime erano esclusivamente di natura lavorativa, e non legati ad attività illecite. L’inchiesta, condotta dalla squadra mobile di Brindisi, ha portato a misure cautelari nei confronti di quattro persone: uno risponde anche di associazione mafiosa, gli altri di diversi episodi estorsivi.
Potrebbe spianare la strada alla candidatura di Giuseppe Marchionna, già sindaco di Brindisi nei primi anni ’90 Pietro Guagalupi rinuncia alla candidatura a sindaco di Brindisi. L’ex presidente del consiglio comunale della Giunta Carluccio ha annunciato il passo indietro attraverso una nota diramata in tarda serata. Potrebbe trattarsi di una svolta decisiva nella vicenda riguardante la scelta del candidato primo cittadino del centrodestra in vista delle elezioni amministrative in programma a Brindisi il 14 e 15 maggio. La rinuncia di Guadalupi potrebbe infatti spianare la strada alla candidatura di Giuseppe Marchionna, già sindaco di Brindisi nei primi anni ’90, alla guida di una coalizione di centrodestra coesa. Con ogni probabilità se ne saprà di più nelle prossime ore. Di certo c’è che si sblocca uno stallo che durava da settimane, dopo una lunga serie di riunioni infruttuose. Guadalupi, espressione di Fratelli d’Italia, era sostenuto con forza dal ministro Raffaele Fitto. Marchionna è invece sponsorizzato dal deputato Mauro D’Attis, commissario regionale di Forza Italia.

Stessa posizione anche per gli altri indagati Hanno respinto tutte le accuse nel corso degli interrogatori di garanzia davanti al gip del tribunale di Lecce

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