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pesca sostenibile

Dopo lo straordinario successo di Torre Guaceto, il modello della “pesca sostenibile” sbarca a Ugento. Un investimento da 450 mila euro per posizionare dissuasori e barriere di ripopolamento: una sinergia tra Comune, Parco e pescatori locali per blindare i fondali e far rinascere la biodiversità. Si parte da un esempio che ha fatto scuola: quella riserva di Torre Guaceto dove i dissuasori hanno già rigenerato il mare, portando risultati straordinari. Oggi Ugento segue quella rotta, blindando le sue praterie di Posidonia con la tecnologia “StopNet” contro le reti illegali. Non si tratta solo di sorveglianza, ma di una vera ricostruzione dell’habitat. I moduli “Tecnoreef” creeranno un’armatura ecologica per favorire il ripopolamento naturale, trasformando i tratti più vulnerabili in vivai protetti. Il cuore del progetto è la sinergia con i pescatori locali: sono loro a indicare le aree critiche, diventando i primi custodi della risorsa mare. Un patto tra comunità e istituzioni che punta a un obiettivo chiaro: proteggere l’ambiente per garantire, domani, una pesca più ricca e finalmente nel rispetto delle regole. Intervista a Francesco De Franco, Direttore del Parco Naturale litorale di Ugento Servizio di Matteo Bottazzo

Illustrati a Mola di Bari i risultati dei progetti “Puglia Fish LifeStyle” e “Il pescatore ecologico” Servizio di Guglielmina Logroscino Intervista a Vito Bruno, direttore Arpa Puglia

Arpa per la pesca sostenibile

Illustrati a Mola di Bari i risultati dei progetti “Puglia Fish LifeStyle” e “Il pescatore ecologico” Servizio di Guglielmina Logroscino Intervista a Vito Bruno, direttore

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