
Ex Ilva, conto alla rovescia verso il 15 settembre tra scontri e accuse
Peacelink chiede trasparenza al sindaco di Taranto sull’Aia e minaccia ricorsi. Attesa per le offerte vincolanti e l’accordo di programma
Peacelink chiede trasparenza al sindaco di Taranto sull’Aia e minaccia ricorsi. Attesa per le offerte vincolanti e l’accordo di programma
La denuncia e’ di Peacelink che scrive al ministro dell’ambiente. Il valore e’ stato registrato alle 2 della scorsa notte Ancora picchi di benzene al quartiere Tamburi di Taranto. Il dato e’ stato rilevato alle 2 della scorsa notte. La centralina Arpa di via Machiavelli ha registrato un valore di 61 microgrammi per metro cubo come media oraria a fronte del valore di soglia che e’ di 27 microgrammi. A denunciarlo Alessandro Marescotti, di Peacelink, il quale ha inviato una lettera al ministro Pichetto Fratin. Chiede una indagine approfondita per accertare le cause del picco di benzene, sostanza cancerogena, e l’individuazione dei responsabili, misure immediate per ridurre l’inquinamento atmosferico a Taranto, in particolare ai Tamburi, e la chiusura dell’impianto da cui si sono originati i picchi. Gia’ nel 2023, scrive Marescotti, sono stati registrati piu’ picchi di benzene che in tutti i dieci anni precedenti.
‘Nel quartiere Tamburi in crescita polveri sottili e benzene’ Nel 2023 a Taranto è aumentata la concentrazione di sostanze inquinanti nell’aria. Lo dice Peacelink, sulla base dei dati forniti da Arpa Puglia ed elaborati dalla piattaforma Omniscope. Nella centralina più vicina all’Ilva, quella del quartiere Tamburi, il benzene è aumentato del 14,93% rispetto al 2022, anno che già aveva registrato un aumento significativo. Stesso discorso per il pm10. Nel 2023 la concentrazione di polveri sottili è cresciuta del 22,09%, attestandosi a 40,93 microgrammi per metro cubo, di poco superiore ai limiti di legge. “Ma l’Ilva non aveva adottato le migliori tecnologie disponibili con l’Aia?” – si chiede il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti.
Il 31 luglio a Capo San Vito è stato registrato un picco di 85 migrogrammi di benzene al metro cubo Servizio di Francesco Persiani
Bernabé non menziona affatto la decarbonizzazione nei documenti mandati al ministero dell’Ambiente Altro che decarbonizzazione, l’intenzione di Acciaierie d’Italia è di triplicare la produzione di carbon coke nello stabilimento di Taranto. A dichiararlo è Alessandro Marescotti di Peacelink, il quale smentisce il presidente della regione Puglia, Emiliano. “E’ stato proprio il governatore” scrive Marescotti “ad annunciare che il presidente Bernabé stava già trattando con produttori di energia rinnovabile e di idrogeno per decarbonizzare l’ex Ilva. Ma nella richiesta di autorizzazione integrata ambientale che Acciaierie d’Italia ha presentato al ministero dell’ambiente, la parola decarbonizzazione non compare” dichiara il presidente di Peacelink

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