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Operazione Omnes Andria

Dal blitz “Oppidum” all’operazione “Omnes”: 40 arresti della Squadra Mobile BAT. Consegne dinamiche e hi-tech in pieno centro, tra scuole e uffici. Delle 40 misure cautelari, 25 sono in carcere e 15 agli arresti domiciliari. Le misure sono state eseguite ad Andria dalla Squadra Mobile della Questura di Barletta-Andria-Trani nell’ambito di un’inchiesta su una ramificata rete di spaccio di sostanze stupefacenti attiva in diverse zone della città. I destinatari dei provvedimenti, di età compresa tra 20 e 60 anni, sono ritenuti responsabili di detenzione e spaccio; ad alcuni vengono contestate anche le ipotesi di estorsione, omissione di soccorso e inosservanza della detenzione domiciliare. L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura, all’esito degli interrogatori preventivi. L’indagine, denominata “Operazione Omnes”, si inserisce nel solco della precedente “Operazione Oppidum”, che nei mesi scorsi aveva già portato all’arresto di 30 persone sempre per reati di droga. Le attività investigative, condotte dalla sezione Antidroga della Squadra Mobile BAT, avrebbero documentato una fiorente attività di spaccio di cocaina, marijuana, hashish ed eroina. Le aree maggiormente interessate ad Andria sono quelle di Santa Maria Vetere, piazza Marconi, piazza Catuma, Porta la Barra e San Valentino. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sistema era organizzato in modo dinamico: i contatti con i clienti erano gestiti da “centralinisti” incaricati di concordare telefonicamente orario e luogo dell’incontro. Una volta ricevuta la richiesta, venivano attivati i pusher della zona, che raggiungevano gli acquirenti soprattutto a bordo di monopattini o biciclette elettriche. Gli scambi avvenivano anche in pieno centro, vicino a una scuola, a uffici postali e istituti di credito, superando il classico modello della “piazza di spaccio” fissa a favore di spostamenti su aree più ampie. Nel corso dell’inchiesta ad Andria sono stati contestati 21 illeciti amministrativi, acquisiti 32 riscontri video, denunciate altre 10 persone e sequestrati quasi 25.625 euro ritenuti provento del reato. Tra gli indagati figurano anche diverse donne, alcune direttamente coinvolte nello spaccio, altre nel ruolo di spalla dei rispettivi coniugi. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra luglio 2025 e i primi mesi del 2026. Contestualmente all’esecuzione delle misure, il questore della BAT ha emesso nei confronti degli indagati il provvedimento di Daspo.

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