
Taranto, omicidio Bakari: ecco il coltello che ha provocato le ferite mortali
Stando alle ricostruzioni, il giovane era già uscito di casa armato Omicidio Bakari. Quello in foto è il coltello impugnato da uno dei minorenni indagati
Stando alle ricostruzioni, il giovane era già uscito di casa armato. Omicidio Bakari. Quello in foto è il coltello impugnato da uno dei minorenni indagati per l’omicidio del maliano, morto a Taranto il 9 maggio per i tre fendenti inferti da uno dei due 15enni, che ha compiuto 16 anni qualche giorno fa. Stando alle ricostruzioni, il giovane era già uscito di casa armato. Il giorno dei primi 5 fermi, a poche ore dalla brutale aggressione, il minorenne non era stato subito rintracciato ma si è costituito, presentandosi in questura nella serata dell’11 maggio, rivelando anche dove avesse gettato il coltello di 15 cm, una lama di 6. L’aveva buttato in un cespuglio, nel tentativo di disfarsene. Dall’autopsia è emerso che la morte è stata causata dalle coltellate. Da una ferita al polmone e all’aorta.
L’aggressione è avvenuta alle 5.23 e i soccorsi sono sopraggiunti alle 5.39 dopo la chiamata da parte di una donna. Da questo nuovo video invece si vede il passaggio dei soccorritori già alle 5.26. Sostano pochi istanti e poi vanno via. Omicidio Bakari Sako, spunta un nuovo filmato del circuito di videosorveglianza di piazza Fontana che rivela un dettaglio fondamentale. Un’ambulanza era presente in piazza già 13 minuti prima del decesso del giovane maliano. Dagli atti, l’aggressione è avvenuta alle 5.23 e i soccorsi sono sopraggiunti alle 5.39 dopo la chiamata da parte di una donna. Da questo nuovo video invece si vede il passaggio dei soccorritori già alle 5.26. Sostano pochi istanti e poi vanno via. Il filmato è al vaglio della Procura. Potrebbe portare a chiarire due aspetti. Il primo è se Bakari avrebbe potuto salvarsi; il secondo, è se davvero qualcuno dei ragazzi, indagati per omicidio, aveva provato a chiedere aiuto quando il mezzo è passato. Si continua a indagare. Al momento 6 giovani restano in carcere: il 19enne Fabio Sale e il 22enne Cosimo Colucci, e 4 minorenni nei cpa di Bari e di Lecce. Indagato, per favoreggiamento, anche il titolare del bar Fontana.
Nelle prossime ore potrebbe essere definita la posizione del barista, la cui attività è stata sospesa per 60 giorni. Proclamato il lutto cittadino anche a Pulsano, disposto dal sindaco Pietro D’Alfonso per martedì 19 maggio, in segno di cordoglio e vicinanza per la tragica scomparsa di Bakari Sako. “Una notizia che ha profondamente scosso l’intera comunità – dichiara il sindaco, ripudiato ogni forma di odio e di violenza – e che ci chiama, come cittadini e come istituzioni, a una riflessione forte sul valore della vita umana, della solidarietà, del rispetto e della convivenza civile”. Ci sarà anche un momento di raccoglimento e di riflessione ai Giardini de falconibus, con la presenza delle scuole. Saranno esposte le bandiere a mezz’asta o parate a lutto sugli edifici pubblici comunali. Tutte le attività ludiche e di intrattenimento saranno sospese. Il 19 sarà anche il giorno dell’autopsia. Intanto si continua a indagare. Nelle prossime ore potrebbe essere definita la posizione del barista, la cui attività è stata sospesa per 60 giorni.
Nel gruppo giovanissimi: “Quasi un rito di iniziazione alla violenza”. Sulla scena dell’omicidio di Bakari Sako gli autori; una testimone, e il barista che non aiuta la vittima. La lettura dello psicoterapeuta: “Il gruppo deresponsabilizza, disinibisce le funzioni morali”. Sono giovanissimi: “Quasi un rito di iniziazione alla violenza”. Intervista a Giuseppe Carli, psicologo, psicoterapeuta, dirigente Dip. Salute mentale Asl
Questa mattina ci sarà l’interrogatorio del maggiorenne già fermato lunedì sera. È stato preso all’alba anche il sesto ragazzo che, stando alle immagini delle telecamere di videosorveglianza e alle ricostruzioni della squadra mobile, ha partecipato all’aggressione e all’omicidio di Bakari Sako. Si tratta di un 22enne, dunque è il più grande del gruppo. Per il resto questa mattina ci sarà l’interrogatorio del maggiorenne già fermato lunedì sera, assieme ai 4 minorenni che invece saranno sentiti domani in procura minorile. E potrebbe essere sempre domani il giorno dell’autopsia. Sempre oggi, nel pomeriggio, ci sarà la manifestazione dedicata a Bakari Sako, in piazza Fontana, luogo dove all’alba del 9 maggio Bakari è stato aggredito e ucciso, senza trovare l’aiuto di nessuno.
Il minore ha fatto anche ritrovare l’arma del delitto, un coltello. Si è costituito e ha fatto anche ritrovare l’arma del delitto, un coltello, il 15enne tarantino che avrebbe ucciso Bakari Sako, 35enne, originario del Mali, che nel Tarantino lavorava come bracciante. L’uomo era in piazza Fontana con la sua bici e stava recandosi a prendere un pullman per raggiungere il luogo di lavoro quando sarebbe stato accerchiato, spintonato, malmenato e quindi aggredito dai cinque giovanissimi. Sarebbe scoppiata una lite per motivi futili. I colpi all’addome si sono rivelati letali. Il 15enne fa parte di un gruppo di altre quattro persone, un maggiorenne (20 anni) e tre minori, 15 e 16 anni, per le quali ieri la Procura ordinaria di Taranto e quella dei minori hanno disposto il provvedimento di fermo, eseguito nel tardo pomeriggio di ieri. Sono tutti indiziati di omicidio aggravato per futili motivi. Determinanti, ai fini della loro individuazione, sono state le immagini delle telecamere presenti nella zona dell’omicidio e alcune testimonianze. Intanto, le associazioni e i movimenti che a Taranto si occupano di immigrati e di accoglienza si riuniranno in presidio giovedì pomeriggio alle 17.30 in piazza Fontana per ricordare Bakari Sako.

Stando alle ricostruzioni, il giovane era già uscito di casa armato Omicidio Bakari. Quello in foto è il coltello impugnato da uno dei minorenni indagati

L’aggressione è avvenuta alle 5.23 e i soccorsi sono sopraggiunti alle 5.39 dopo la chiamata da parte di una donna. Da questo nuovo video invece

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Nel gruppo giovanissimi: “Quasi un rito di iniziazione alla violenza” Sulla scena dell’omicidio di Bakari Sako gli autori; una testimone, e il barista che non

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