
Rigassificatore Taranto: il ministero sospende la Valutazione di Impatto Ambientale
Il Mase sospende la Via sul rigassificatore di Taranto al porto. Dubbi su area, concessioni e assetti societari. Chiesti chiarimenti entro 30 giorni

Il Ministero dell’Ambiente blocca temporaneamente la Valutazione di Impatto Ambientale per il rigassificatore nel porto di Taranto: criticità sull’area del molo polisettoriale e richieste di chiarimenti alla società proponente.. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) ha sospeso la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) per il progetto del rigassificatore nel porto di Taranto, previsto nell’area del molo polisettoriale. Il ministero ha chiesto chiarimenti alla società proponente, Terminale di Rigassificazione GNL Taranto Srl, bloccando temporaneamente l’iter autorizzativo. La decisione arriva a cinque mesi dalla presentazione dell’istanza, avvenuta il 10 ottobre. Anche sul sito ufficiale del Mase la procedura risulta attualmente sospesa. Chi c’è dietro il progetto del rigassificatore di Taranto La società Terminale di Rigassificazione GNL Taranto Srl, con sede a Milano, è controllata per il 95% da Denali GNL (Ginevra) e per il 5% da Belenergia, già attiva nella realizzazione del parco eolico offshore a Taranto. Il progetto del rigassificatore terrestre a Taranto prevede un investimento di circa 600 milioni di euro e una capacità di 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Di questi, circa 3 miliardi potrebbero essere destinati all’ex Ilva, con l’obiettivo di favorire il passaggio dagli altiforni ai forni elettrici e accelerare la decarbonizzazione della produzione di acciaio. Perché il Mase ha sospeso la Via Nella comunicazione ufficiale, la Direzione generale per le valutazioni ambientali del Mase ricorda che il 2 febbraio l’istanza era stata dichiarata procedibile, avviando la fase di consultazione pubblica. Tuttavia, sono emerse due criticità principali: la compatibilità del rigassificatore con le attività già presenti al molo polisettoriale; la necessità di maggiori informazioni sugli assetti proprietari della società proponente. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha infatti segnalato che l’area individuata per l’impianto rientra in una concessione demaniale marittima già assegnata alla San Cataldo Container Terminal Spa, destinata allo sviluppo di un terminal multipurpose per traffici commerciali, container, merci varie e ro-ro. Secondo quanto rilevato, l’area non sarebbe attualmente disponibile per l’insediamento del nuovo impianto. Per questo motivo, il ministero ha chiesto alla società di fornire chiarimenti entro 30 giorni, disponendo nel frattempo la sospensione della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Le richieste del ministero alla società Oltre ai chiarimenti sulla disponibilità dell’area portuale, il Mase ha richiesto la trasmissione di un’autodichiarazione dettagliata sugli assetti proprietari della società proponente, sull’eventuale controllante e sulla consistenza del capitale sociale. Le criticità sollevate dal Comune di Taranto Anche il Comune di Taranto, attraverso la commissione Ambiente, ha espresso perplessità sul progetto del rigassificatore nel porto. In una prima analisi sono emersi elementi di criticità legati a: impatto sui residenti delle aree limitrofe. sicurezza ambientale; sicurezza dell’impianto; tutela della fauna; compatibilità urbanistica e paesaggistica;
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Conflitto tra l’Autorità portuale di Taranto e la società privataNicetechnology Sul parco fotovoltaico galleggiante da 48 MW nella rada del porto di Taranto la competenzaautorizzativa è del ministero dell’Ambiente (Mase) insieme a quello delle Infrastrutture (Mims). Lo ha deciso con una sentenza il Tar di Lecce, pronunciandosi sul conflitto che vede opposti l’Autorità portuale di Taranto e la società privata Nicetechnology. Quest’ultima, dall’agosto 2022, ha proposto al Mase un investimento da 50-52 milioni di euro, da realizzarsi in uno specchio di mare di 48 ettari di superficie affianco a Punta Rondinella, e in grado di coprire il fabbisogno energetico di 80mila utenti. Il progetto è attualmente in valutazione. L’Autorità’ portuale, a sua volta, a marzo scorso ha lanciato un avviso pubblico esplorativo rivolto al mercato per sondare le manifestazioni di interesse per un partenariato pubblico-privato sul parco fotovoltaico galleggiante. Avviso che, in vista della scadenza iniziale del 16 giugno, è stato prorogato di un altro mese sino al 16 luglio. Le due parti in campo, divergendo su chi dovesse autorizzare il progetto del parco che produce energia da fonte solare, hanno prima tentato un accordo. Non riuscendovi, si sonorivolte al Tar.

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