
Taranto, funerali Loris Costantino, il parroco: “Una morte che si poteva evitare”
Quando il carro funebre è andato via, il bimbo più grande, solo 6 anni, ha allungato la mano e ha sussurrato “Addio papà” Uno dei

Quando il carro funebre è andato via, il bimbo più grande, solo 6 anni, ha allungato la mano e ha sussurrato “Addio papà” Uno dei momenti più struggenti che rimarrà inciso nella sua memoria per l’eternità. “Sei stato un padre meraviglioso” grida la moglie Giusy davanti alla bara di Loris mentre esce dalla chiesa di sant’Egidio al Tramontone. Domenica scorsa Loris era nella stessa chiesa con i suoi due figlioletti, Riccardo e Salvatore, uno di loro in braccio al papà orgoglioso. Il suo sguardo parlava di futuro e di una normalità quasi scontata. Eppure a distanza di pochi giorni quell’immagine si è infranta. Loris ora giace in quella fredda bara e davanti a lui ci sono i suoi bambini, la moglie, la sua mamma consumati dal dolore. Era una morte che si poteva evitare ha detto don Carmine Agresta durante l’omelia I funerali di Loris e l’intervista don Carmine Agresta parroco chiesa sant’Egidio Quando il carro funebre è andato via, il bimbo più grande, solo 6 anni, ha allungato la mano e ha sussurrato “Addio papà” Uno dei momenti più struggenti che rimarrà inciso nella sua memoria per l’eternità
Oggi l’autopsia sul corpo dell’operaio 36enne. Il pm Marco Colascilla Narducci della Procura di Taranto ha convalidato il sequestro della torre 10 dell’agglomerato 2 dell’ex Ilva, dove lunedì è morto Loris Costantino, 36 anni, di Taranto, dipendente dell’impresa di pulizie industriali Gea Power. Il pm, nell’immediatezza del fatto, ha messo sotto sequestro l’area ed ha inviato successivamente dieci avviso di garanzia per omicidio colposo a sei rappresentanti di Acciaierie d’Italia – tra cui il direttore generale della società e il direttore dello stabilimento di Taranto – e a quattro dell’impresa Gea Power. Oggi, intanto, il medico legale Davide Ferorelli, dell’Università di Bari, su incarico della Procura effettuerà l‘autopsia sul corpo di Costantino. L’operaio lascia moglie e due figli. Anche l’area del convertitore 3 dell’acciaieria 2 dove è avvenuto il precedente incidente mortale, vittima il 47enne Claudio Salamida, dipendente di Acciaierie d’Italia, è tuttora sequestrata e rimane sequestrato anche l’altoforno 1 dopo l’incendio di maggio a una delle tubiere dove transita l’aria calda per il processo di fusione.
“Chiaro segnale di un’azienda al collasso”. Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto a seguito dell’incidente mortale sul lavoro che si è verificato ieri nello stabilimento ex Ilva, in cui ha perso la vita il 36enne Loris Costantino, dipendente della ditta di pulizieindustriali Gea Power, hanno deciso di prorogare lo sciopero anche nella giornata di oggi a partire dalle ore 7 per tutto il primo turno. “Quanto accaduto ieri – sottolineano in una nota – è il chiaro segnale di un’azienda al collasso e riteniamo inammissibile morire di lavoro per assenze di investimenti per mettere in sicurezza i lavoratori e gli impianti”. La vittima è precipitata da un’altezza di oltre dieci metri per il cedimento di un piano di camminamento grigliato sul quale si trovava durante l’attività lavorativa nell’area agglomerato. Loris è morto dopo il trasporto in ospedale a causa delle gravi lesioni riportate. L’area è stata sequestra su disposizionedella procura, che indaga per omicidio colposo.
Lo stop riguarda anche l’appalto. I sindacati nazionali Fim, Fiom e Uilm hanno indetto da subito 24 ore di sciopero in tutto il Gruppo dopo l’incidente mortale all’ex Ilva di Taranto di questa mattina, 2 marzo. Lo stop riguarda anche l’appalto. “Le organizzazioni sindacali nazionali – si legge in una nota – esprimono il loro profondo cordoglio per la tragica perdita di Loris Costantino in un grave infortunio mortale sul lavoro all’ex Ilva di Taranto. La perdita di vite umane sul fronte occupazionale rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni. Riteniamo inaccettabile che si continui a pagare con la vita le conseguenze di una gestione inefficace che non garantisce né la sicurezza né tantomeno previene le situazioni di rischio. Per questo chiediamo ilsuperamento della fase commissariale con la definizione di un assetto proprietario in cui lo Stato detiene la maggioranza e la gestione”.

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