
Bari, protocollo tra Istituto Tumori e Farmalabor
Nuova collaborazione tra l’Istituto tumori “Giovanni Paolo II” di Bari e Farmalabor: al centro, la ricerca nel campo della terapia del dolore e delle cure

Nuova collaborazione tra l’Istituto tumori “Giovanni Paolo II” di Bari e Farmalabor: al centro, la ricerca nel campo della terapia del dolore e delle cure palliative per i pazienti affetti da malattie oncologiche. Promuovere l’attività di ricerca clinica nel campo della terapia del dolore e delle cure palliative in ambito oncologico: è l’obiettivo del nuovo protocollo d’intesa siglato tra l’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari e Farmalabor. Un accordo della durata di due anni che si concentrerà sulla ricerca scientifica indipendente, con l’intento di sviluppare evidenze utili alla gestione del dolore e dei sintomi correlati nei pazienti affetti da malattie oncologiche. Tra gli ambiti di interesse rientra anche lo studio di preparazioni a base di cannabinoidi, nel pieno rispetto della normativa vigente. Intervista a Alessandro Delle Donne, Commissario Straordinario Istituto Tumori Bari e Sergio Fontana, Presidente di Farmalabor Servizio di Serena Manieri
“Investire nella ricerca significa rafforzare la capacità dell’Istituto di offrire ai pazienti cure sempre più innovative e contribuire allo sviluppo della conoscenza scientifica nel campo dell’oncologia”. Cresce il finanziamento statale destinato alla ricerca scientifica dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari. Secondo i dati della valutazione nazionale della Ricerca Corrente 2025 del Ministero della Salute, l’Istituto Oncologico barese registra un incremento del 15,29% rispetto al 2024, collocandosi al nono posto tra gli IRCCS italiani per crescita del finanziamento ministeriale alla ricerca. «Il risultato della valutazione nazionale della Ricerca Corrente rappresenta un riconoscimento importante del lavoro svolto dall’Istituto negli ultimi anni – dichiara il Commissario straordinario Alessandro Delle Donne – e conferma la validità del percorso intrapreso per rafforzare l’integrazione tra attività clinica, ricerca scientifica e innovazione tecnologica. Investire nella ricerca significa rafforzare la capacità dell’Istituto di offrire ai pazienti cure sempre più innovative e contribuire allo sviluppo della conoscenza scientifica nel campo dell’oncologia». Il risultato si accompagna a un miglioramento di diversi indicatori scientifici utilizzati nelle valutazioni nazionali della ricerca. In particolare, cresce del 13% l’impatto scientifico medio delle pubblicazioni (Field-Weighted Citation Impact), l’indicatore che confronta quante volte gli studi vengono citati nella letteratura scientifica internazionale rispetto alla media mondiale nello stesso ambito disciplinare. Ancora più significativo l’aumento delle citazioni complessive della produzione scientifica dell’Istituto, cresciute del 73%, segno di una maggiore diffusione e rilevanza dei risultati della ricerca nella comunità scientifica internazionale. A questi risultati si affianca anche una intensa attività di ricerca clinica attiva sui pazienti. Negli ultimi cinque anni l’Istituto ha avviato 60 trial clinici, collocandosi al settimo posto tra gli IRCCS italiani per numero di studi clinici attivi. La sperimentazione clinica rappresenta uno degli strumenti più importanti dell’oncologia contemporanea perché consente ai pazienti di accedere a terapie innovative e protocolli di cura sperimentali, contribuendo allo stesso tempo allo sviluppo di nuove conoscenze scientifiche e al miglioramento delle strategie terapeutiche. L’Istituto si distingue inoltre per la capacità di attrarre finanziamenti per la ricerca, con oltre 7 milioni di euro ottenuti da enti pubblici italiani, dato che colloca l’Istituto Tumori di Bari al sesto posto tra gli IRCCS a livello nazionale per volume complessivo di finanziamenti pubblici alla ricerca. A questi si aggiungono oltre 2 milioni di euro di finanziamenti europei, un valore superiore alla media nazionale e che colloca l’Istituto tra i primi otto IRCCS italiani. La crescita degli indicatori bibliometrici e della sperimentazione clinica conferma la vitalità della ricerca scientifica dell’Istituto, rafforzando il ruolo della ricerca traslazionale e il trasferimento rapido delle innovazioni nella pratica clinica. «Il miglioramento degli indicatori scientifici e l’elevato numero di trial clinici attivi testimoniano la solidità e il dinamismo della ricerca dell’Istituto – afferma la direttrice scientifica Raffaella Massafra –. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la ricerca traslazionale, sviluppare progetti scientifici sempre più competitivi e ampliare la sperimentazione clinica, affinché le innovazioni della ricerca possano tradursi rapidamente in nuove opportunità diagnostiche e terapeutiche per i pazienti». L’aumento del finanziamento ministeriale e degli indicatori scientifici conferma dunque il percorso di crescita dell’Istituto Tumori di Bari nel panorama nazionale della ricerca oncologica, rafforzando ulteriormente il legame tra produzione scientifica, innovazione tecnologica e qualità dell’assistenza. I numeri della ricerca dell’Istituto Tumori di Bari: • +15,29% aumento del finanziamento ministeriale per la Ricerca Corrente 2025 • 9° posto tra gli IRCCS per crescita dei fondi ministeriali alla ricerca • 60 trial clinici attivi negli ultimi cinque anni – 7° posto tra gli IRCCS • oltre 7 milioni di euro di finanziamenti pubblici nazionali per la ricerca – 6° posto tra gli IRCCS • +13% crescita dell’impatto scientifico medio delle pubblicazioni (FWCI) • +73% aumento delle citazioni della produzione scientifica
Saranno effettuati interventi chirurgici ginecologici programmati e prestazioni diagnostiche dedicate. Domenica 8 marzo l’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari sarà aperto per una giornata straordinaria dedicata alla salute delle donne nell’ambito del piano di abbattimento delle liste di attesa. Saranno effettuati interventi chirurgici ginecologici programmati e prestazioni diagnostiche dedicate: 20 pazienti saranno sottoposte a TAC e 40 a mammografie, ecografie e visite senologiche, grazie all’apertura straordinaria dei servizi e delle sale operatorie. “L’8 marzo apriamo l’Istituto con una giornata interamente dedicata alla salute delle donne, mettendo in campo interventi chirurgici e prestazioni diagnostiche aggiuntive per contribuire concretamente alla riduzione delle liste di attesa – afferma Alessandro Delle Donne, Commissario straordinario dell’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ –. Stiamo utilizzando le risorse messe a disposizione dalla Regione per aumentare la capacità ambulatoriale e chirurgica e garantire risposte più rapide alle pazienti che hanno bisogno di diagnosi e cure. Ringrazio tutto il personale sanitario e amministrativo dell’Istituto che sta lavorando con grande impegno per rendere possibile questo piano di attività straordinarie”. La giornata sarà arricchita anche dalla presenza di associazioni di pazienti, che promuoveranno iniziative dedicate all’umanizzazione delle cure, con momenti di incontro con le pazienti, attività di accoglienza e la distribuzione di piccoli gadget simbolici. “L’apertura straordinaria dell’8 marzo rappresenta quindi un ulteriore passo nel rafforzamento dei percorsi di presa in carico e nel miglioramento dell’accesso alle cure, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa e assicurare risposte tempestive ai pazienti” dicono dall’istituto.
Intervento eseguito con una delle tecniche più avanzate attualmente disponibili. Il tessuto addominale di una paziente di 55 anni è stato utilizzato per ricostruirle il seno, asportato dopo un tumore. L’intervento è stato eseguito con una tecnica di microchirurgia, nota come DIEP, deep inferior epigastric perforator flap, una delle tecniche più avanzate attualmente disponibili, applicate in pochissime strutture ospedaliere in Puglia e realizzata per la prima volta all’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari. «Si tratta – commenta a riguardo il commissario straordinario Alessandro Delle Donne – di un traguardo per la nostra équipe chirurgica ma soprattutto di un’importante chance per le nostre pazienti. Questa tecnica, infatti, assicura un risultato permanente e naturale, che evita le protesi e i rischi ad esse connessi. Gli interventi ad altra complessità chirurgica e medica sono la mission di un Istituto di Ricovero e Cura come il nostro ma anche il frutto di una precisa scelta strategica che abbiamo perseguito dotando questo Istituto di risorse umane e strumentali in grado di realizzare interventi come questo. A qualche giorno dall’operazione, la paziente sta bene, è tornata a casa e ci ha inviato una lettera piena di ringraziamenti: tutto questo affetto ci riempie di orgoglio e ci spinge a migliorarci sempre più». L’intervento è stato eseguito dall’équipe dell’unità operativa complessa di chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Istituto, diretta da Maurizio Ressa. In sala operatoria i chirurghi Sara Leuzzi, Andrea Armenio, Francesco Castellaneta e Valerio De Santis e gli anestesisti Giuseppe Caravetta e Daniele De Sario. Durante l’intervento è stata ricostruita la mammella precedentemente asportata per il tumore, è stata rimodellata la mammella controlaterale ed è stata eseguita l’addominoplastica. Nel dettaglio, un lembo composto da cute e tessuto adiposo, con preservazione dei muscoli, dopo essere stato prelevato dall’addome della paziente, è stato trasposto nella zona toracica.
Dopo l’asportazione del tumore dalla guancia, la rigenerazione del volto prelevando un lembo di pelle dall’avambraccio: un miracolo della microchirurgia Un uomo di settant’anni affetto da un tumore della pelle largamente diffuso si è sottoposto a un’importante e delicata operazione di microchirurgia presso l’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari. Il volto del paziente risultava sfigurato a causa dell’esposizione prolungata al sole, una zona particolarmente sensibile alla diffusione delle cellule tumorali. La particolarità dell’intervento, durato otto ore, non risiede soltanto nell’asportazione del tumore dalla guancia, bensì nella ricostruzione del volto ottenuta tramite il prelievo di cellule sane dall’avambraccio dello stesso paziente. Un grande traguardo per l’équipe del reparto di Chirurgia plastica e ricostruttiva, guidata dal dott. Maurizio Ressa, che ha coordinato l’intera operazione. Dopo una breve degenza, il paziente è stato dimesso ed è tornato a casa.
Grazie alle loro donazioni l’associazione ha potuto regalare un importante macchinario all’Istituto tumori di Bari Speranza, ricerca, ma anche musica, arte, sorrisi e solidarietà al cospetto di Domenico Modugno. L’organizzazione di volontariato AmoPuglia di Polignano ha voluto ringraziare la comunità per il grande sostegno ricevuto nella raccolta fondi che ha permesso di acquistare mezzi per le cure oncologiche.Di recente AmoPuglia Polignano, che si occupa dell’assistenza domiciliare gratuita, è riuscita a donare all’istituto oncologico di Bari un macchinario per studiare la malattia residua del mieloma. riprese di Cosimo Caragiulo Servizio di Saverio Carlucci Interviste ad Antonella Guglielmi, presidente AmoPuglia Polignano; Susanna Torres, Direttrice Artistica dell’associazione Artea

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SALUTE “Investire nella ricerca significa rafforzare la capacità dell’Istituto di offrire ai pazienti cure sempre più innovative e contribuire allo sviluppo della conoscenza scientifica nel

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