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. Tutto rinviato. Il carico di munizioni , proveniente dal porto israeliano di Haifa, a bordo della nave cargo Danica Rainbow, è fermo sulla banchina del molo polisettoriale di Taranto. In seguito ai controlli della Capitaneria di Porto e del terminal Yilport, è stato accertato che gli autisti dei camion che avrebbero dovuto portare i container in un deposito in Puglia del Ministero della Difesa, sono sprovvisti delle patenti necessarie per il trasporto internazionale di armi ed esplosivi su strada. Intanto la nave è ripartita ed i mezzi dell’impresa privata contrattualizzata dal Ministero sono tornati indietro. Si dovrà individuare un’altra agenzia per il trasporto. I container, intanto, sono a terra in attesa di essere consegnati. Già le operazioni di scarico avevano fatto registrare qualche ritardo a causa della pioggia e del vento che ha soffiato in queste ore. Poi l’imprevisto burocratico ha bloccato tutto. Ancora una volta il porto di Taranto viene sfruttato per affari sporchi, hanno commentato sui social numerosi attivisti, mentre il consiglio comunale candida i bambini di Gaza al Nobel per la pace e espone la bandiera della Palestina dalle finestre di palazzo di città.

“Ancora una volta il porto di Taranto viene sfruttato per sporchi affari” hanno commentato sui social gli attivisti. Attraccata questa mattina al molo polisettoriale di Taranto la nave cargo Danica Rainbow con a bordo container con munizioni e armamenti provenienti da Israele. Operazione autorizzata dal Ministero della Difesa. La merce pericolosa, con il nulla osta della Capitaneria di Porto, è stata scaricata a bordo di tir. Nel corso dei controlli, però, è stato riscontrato che gli autisti dei mezzi gommati sono sprovvisti della patente per il trasporto di questo tipo di merce. Pertanto potrebbero essere ricaricati sulla nave perché, come ci ha confermato il comandante della Capitaneria, Deri, non possono rimanere sulla banchina non essendo autorizzati allo stoccaggio in porto. L’operazione, quindi, che doveva terminare in tarda mattinata, si protrarrà fino a stasera. “Ancora una volta il porto di Taranto viene sfruttato per sporchi affari”, hanno commentato sui social gli attivisti.

“Ad alcuni attivisti è stato rotto un braccio” Antonio La Piccirella, attivista della Global Sumud Flotilla, ha presentato una denuncia in cui si ipotizza, tra gli altri, il reato di tortura da parte delle autorità israeliane dopo l’abbordaggio e il trasferimento degli attivisti nel porto di Ashold. “Al porto si è perpetrata una completa violazione dei diritti umani – si legge-. I militari, armati, hanno identificato gli attivisti, circa 300, poi li hanno privati di tutti gli effetti personali, dopodiché li hanno perquisiti imprimendo gratuita violenza fisica, motivo per cui ad alcuni attivisti è statorotto un braccio”. Nell’atto si fa riferimento anche al trasferimento nelle celle dove gli è stato dato “cibo rancido” con “pezzi di metallo nel pane”. La Piccirella afferma di essere stato portato assieme ad altre 11 persone in una stanza in cui erano presenti “solo sei letti”. “Durante la prima notte – scrive il legale – è stato privato del sonno, e sottoposto a pratiche della deprivazione sensoriale”. 

Ad accoglierlo i genitori, il fratello, una delegazione del Comune e diversi sostenitori della causa diGaza. Intervistato: Antonio La Piccirella – Attivista Global Sumud Flotilla

Sono sbarcati in sette da un volo della Aegean Airlines proveniente da Atene Servizio di Stefania RotoloRiprese eMontaggio di Massimo D’OlimpioInterviste aTony La Piccirella, attivista Global Sumud FlottillaGiò Sada, Musicista

Sono arrivati nella notte a Roma e Milano i primi italiani rilasciati dalle autorità israeliane. Tra questi anche il giornalista barese Lorenzo D’Agostino

Era stato deciso come forma di protesta contro l’arrivo della nave petroliera Seasalvia Cambio di programma dell’Usb che ha deciso di non andare, per ora, davanti all’Eni come annunciato nel presidio di stanotte davanti al porto, ma aderirà alla manifestazione pro Palestina di Grottaglie, prevista questa mattina. La decisione è maturata dopo una aggressione, al momento pare solo verbale, avvenuta a margine del presidio di stanotte ai danni di un dirigente del sindacato. Rimane, per l’Usb, l’intento di bloccare le attività della Raffineria Eni, fino a quando la nave petroliera Seasalvia non lascerà Taranto, vuota, senza il carico di 30mila tonnellate di greggio. “Pensiamo – dichiara l’Usb – che questo obiettivo possa essere raggiunto rimanendo nel rispetto reciproco. Condanniamo invece ogni forma di violenza”.

L’armatore dovrà individuare l’attracco per il rifornimento di 30 mila tonnellate di greggio destinate all’aviazione militare israeliana La petroliera Seasalvia si trova a circa 30 miglia al largo di Gallipoli e 35 da Taranto in attesa di disposizioni da parte dell’armatore che dovrà individuare l’attracco per il rifornimento di 30 mila tonnellate di greggio destinate all’aviazione militare israeliana. Ieri sera l’Eni, responsabile dell’area di ormeggio e delle operazioni di carico, ha annullato tutte le autorizzazioni, anche in virtù della protesta, non del tutto pacifica, organizzata da Usb e Cobas, davanti al varco portuale. La nave, che batte bandiera maltese, dopo l’attracco a Taranto avrebbe dovuto dirigersi ad Ashkelon, uno dei tre principali porti israeliani insieme ad Ashdod e Haifa. 

Cittadini e attivisti si sono dati appuntamento sul molo San Nicola per aderire alla mobilitazione nazionale Erano in centinaia ieri sera sul Molo San Nicola di Bari i manifestanti che hanno aderito alla mobilitazione nazionale in favore della campagna “Da ogni fiume a ogni mare”. Si sono ritrovati con bandiere e striscioni a sostegno della partenza della Global Sumud Flotilla verso Gaza per portare solidarietà alla popolazione, chiedere di restituire il mare a gaza e il diritto di accesso ai palestinesi. Una massiccia partecipazione che ha visto cittadini, associazioni, attivisti uniti contro l’assedio illegale di Israele. Al Governo Italiano è stato lanciato un appello: stop alla vendita di armi ad Israele, embargo e sanzioni adeguate ai crimini commessi contro l’umanità.

Era a bordo della flotta umanitaria Handala, bloccata da Israele: la notizia dalla Farnesina Successo per l’ambasciata d’Italia a Tel Aviv: il militante barese Tony La Piccirella verrà rilasciato in giornata dalle autorità israeliane, anticipando il rimpatrio di 24 ore. A bordo della flotta umanitaria Handala, diretta a Gaza, La Piccirella è uno dei due membri italiani dell’equipaggio, interamente accerchiato e bloccato da Israele. La Farnesina ha diffuso un comunicato ufficiale secondo cui La Piccirella sarà diretto in aereo a Parigi nel pomeriggio, per poter poi raggiungere l’Italia tramite una coincidenza. Il ministro degli esteri Tajani ringrazia i funzionari dell’ambasciata d’Italia in Israele per il lavoro svolto.

Allo studio le misure per proteggerlo La sede del consolato israeliano di Bari è da tempo presidiata dall’esercito per prevenire atti intimidatori. Ma presto lo stesso potrebbe accadere alla casa di Michele Emiliano, governatore della regione Puglia, minacciato di morte sui social per le sue iniziative politiche contro il governo israeliano. Emiliano ha denunciato in questura i messaggi minatori ricevuti su Instagram e adesso il caso sarà sottoposto alle valutazioni del comitato sull’ordine pubblico che tocca al prefetto convocare. Nel frattempo, sui social, è esplosa la solidarietà bipartisan nei confronti del Governatore.

Critiche dal Centrodestra mentre la Cgil e Sinistra Italiana plaudono alle iniziative del governatore e del Comune di Bari Servizio di Francesco Iato Riprese di Orazio Corbacio Intervista a Napoleone Cera, consigliere regionale Lega

“La Puglia interrompa ogni rapporto con Israele”. È l’indicazione contenuta nella lettera che il governatore Emiliano ha inviato a dirigenti e a dipendenti della regione e delle società partecipate “La Puglia interrompa ogni rapporto con Israele”. È l’indicazione contenuta nella lettera che il governatore Emiliano ha inviato a dirigenti e a dipendenti della regione e delle società partecipate. “Una posizione che viene assunta nei confronti del governo Netanyahu a causa del genocidio di inermi palestinesie non del popolo israeliano” – tiene a precisare Emiliano. Chiede lo stop al massacro nella striscia di Gaza anche l’amministrazione comunale di Bari che oggi ha dichiarato non gradita la partecipazione dello stato di Israele alle prossime edizioni della Fiera del Levante e ai saloni specializzati. Il consiglio ha approvato con 22 voti favorevoli l’ordine del giorno a firma del consigliere Michele Laforgia.

Doveva consegnare un bassorilievo per la fine di ottobre, come già fatto a Kiev e Mosca Servizio di Alessandra Lezzi Riprese e montaggio di Francesco Afrune Intervista a Al Bano Intervista a mons. Filippo Santoro

Poli Bortone: “Sono preoccupata per clima diffuso di antisemitismo” “ La sindaca Adriana Poli Bortone ha invitato la senatrice Liliana Segre a recarsi a Lecce, città che nel 2020 le ha conferito la cittadinanza onoraria, per condividere insieme ai più giovani un momento di profonda riflessione sulla situazione internazionale segnata dalle gravi tensioni in Medio Oriente sfociate, negli ultimi giorni, nella pesante aggressione missilistica dell’Iran contro Israele. “Una situazione – ha aggiunto la sindaca – che rischia di deflagrare in tutto l’Occidente”. La Poli Bortone si dice preoccupata per un clima di antisemitismo che sembra rafforzarsi in alcune frange anche del nostro paese.

Emiliano: “Umanizziamo le periferie”. L’opera, sulla facciata di una palazzina di edilizia popolare riqualificata da Arca Jonica Di Alessandra Martellotti Intervista a Michele Emiliano, presidente Regione Puglia

Finito al centro delle polemiche in tutti gli atenei italiani, il Maèci è stato votato ieri pomeriggio Servizio: Francesco Petruzzelli Riprese: Roberto Cofano; montaggio: Cosimo Caragiulo

In 300, in piazza Diaz, hanno chiesto il cessate il fuoco ed il rispetto dei diritti civili Servizio di Francesco Iato, riprese di Roberto Cofano, montaggio di Pasquale D’Attoma. Intervista a Bobo Aprile, coordinatore Comitato Puglia per la Palestina.

A Massafra un murale per la pace

Emiliano: “Umanizziamo le periferie”. L’opera, sulla facciata di una palazzina di edilizia popolare riqualificata da Arca Jonica Di Alessandra Martellotti Intervista a Michele Emiliano, presidente

Bari: manifestazione pro Palestina

In 300, in piazza Diaz, hanno chiesto il cessate il fuoco ed il rispetto dei diritti civili Servizio di Francesco Iato, riprese di Roberto Cofano,

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