
L’ultimo saluto a Graziella Nannavecchia, l’insegnante incinta che aspettava due gemelli
Ceglie Messapica si è fermata per i funerali della 43enne Ceglie Messapica si è fermata, racchiusa in un silenzio che fa rumore, per l’ultimo saluto
Ceglie Messapica si è fermata per i funerali della 43enne. Ceglie Messapica si è fermata, racchiusa in un silenzio che fa rumore, per l’ultimo saluto a Graziella Nannavecchia. La chiesa di San Rocco non è riuscita a contenere la folla: una marea di persone, sguardi bassi e cuori pesanti, riunite per onorare quella giovane insegnante di 43 anni che il destino ha strappato alla vita e alla maternità nel giorno di Pasquetta. Non ci sono stati fiori, per volontà della famiglia, ma un gesto che somiglia tutto a Graziella: donazioni all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Un ultimo atto di generosità che riflette l’impegno sociale di una donna che, nonostante le fragilità della salute, non aveva mai smesso di donarsi agli altri, tra i banchi di scuola e sul palco del teatro amatoriale. Il dolore è immenso, ma l’astio non ha trovato dimora in questa tragedia. Commuove il dettaglio del ringraziamento dei familiari verso i medici dell’ospedale Di Venere di Bari: un abbraccio agli specialisti che hanno lottato fino all’ultimo contro una complicanza fatale, a testimonianza di una dignità rara che ha colpito l’intera regione. Sui social e nelle strade, i messaggi di cordoglio si contano a centinaia. Dai colleghi dell’Istituto Comprensivo di Cisternino, che ne ricordano la dedizione come insegnante di sostegno, alle parole della dirigente scolastica che ne loda il contributo incessante all’inclusione. Anche il sindaco di Ceglie e la comunità parrocchiale si sono stretti attorno al compagno e ai parenti in un cordoglio corale. Graziella se ne va lasciando un vuoto profondo, ma anche l’eredità luminosa di un sorriso che, come dicono tutti oggi, non si spegnerà con lei. di Matteo Bottazzo

Ceglie Messapica si è fermata per i funerali della 43enne Ceglie Messapica si è fermata, racchiusa in un silenzio che fa rumore, per l’ultimo saluto