
Pesca a strascico, la guardia di finanza di Bari sequestra 100 chili di pescato
CRONACA Sanzione di 30mila euro La guardia di Finanza di Bari ha sequestrato circa 100 chili di pescato, insieme a 5 reti a strascico per
Sanzione di 30mila euro. La guardia di Finanza di Bari ha sequestrato circa 100 chili di pescato, insieme a 5 reti a strascico per sanzioni di 30 mila euro. I finanzieri, sotto il coordinamento del Roan, hanno accertato quattro violazioni al divieto di pesca a strascico in zone sottoposte a limitazioni. E per questo l’attività si è conclusa anche con l’applicazione di sanzioni accessorie nei confronti dei capibarca e degli armatori coinvolti. Ricordiamo che la pesca a strascico illegale, praticata in prossimità della costa o nelle giornate destinate al fermo biologico, rappresenta una grave minaccia per l’ecosistema marino.
Aveva un tenore di vita e disponibilità patrimoniali del tutto sproporzionati e non coerenti rispetto ai redditi dichiarati al Fisc. Beni per 330mila euro sono stati confiscati dai finanzieri di Bari a un pluripregiudicato di Casamassima, condannato in via definitiva per associazione a delinquere, estorsione, furto e ricettazione e considerato vicino al clan Parisi di Bari. I suoi precedenti, spiega la Guardia di Finanza, erano tali da delineare lapericolosità dell’uomo il quale, come emerso dagli accertamenti ha evidenziato un tenore di vita e disponibilità patrimoniali del tutto sproporzionati e non coerenti rispetto ai redditi dichiarati al Fisco, risultati frutto dei proventi illeciti accumulati negli anni e derivanti dai gravi delitti commessi. I beni, un appartamento con relative pertinenze, erano già stati sequestrati a gennaio 2025.
L’uomo avrebbe trasferito alcune somme all’estero per poi far rientrare in Italia 70 mila euro attraverso accreditamenti sui suoi conti personali. La Guardia di finanza sta eseguendo a Bari un sequestro preventivo d’urgenza finalizzato alla confiscaper un totale di 870 mila euro nei confronti di due persone, marito e moglie, nell’ambito di una inchiesta su proventi illeciti originati dal sistema di frode ai bonus edilizi con crediti d’imposta fittizi. Il sequestro riguarda il profitto ottenuto con attività di riciclaggio, per un valore di circa 70 mila euro; e quello di quattro unità immobiliari, tre terreni, cinque compendi aziendali, quote societarie, diversi rapporti bancari e polizze assicurative, per un totale di 800mila euro, riconducibili al nucleo famigliare degli indagati. L’uomo avrebbe trasferito alcune somme all’estero, tramite alcune società inglesi e tedesche a lui riconducibili; successivamente, dopo numerosi passaggi mediante operazioni che hanno coinvolto diversi Stati (Regno Unito, Germania e Botswana), ha fatto rientrare in Italia 70 mila euro attraverso accreditamenti sui suoi conti personali, e ha utilizzato parte di queste risorse per l’acquisto di unimmobile, intestandolo fittiziamente alla moglie.

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