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Giusy Potenza

Domani la presentazione del progetto, l’inaugurazione avverrà il 19 settembre Domani a Manfredonia sarà presentato il progetto per la realizzazione di un murales raffigurante il volto di Giusy Potenza, la 14enne uccisa 21 anni fa, il 13 novembre del 2004. Il corpo della giovane era stato ritrovato su una scogliera alla periferia del paese con il volto sfigurato. Per quel delitto è stato condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione il cugino di secondo grado, Giovanni Potenza, attualmente in semilibertà. Il murales vedrà la luce il 19 settembre in apertura di anno scolastico sui muri dell’istituto magistrale di Manfredonia, lo stesso frequentato all’epoca dalla 14enne. Dal 4 settembre l’artista Raffaella Fariello sarà al lavoro per realizzare il progetto.

Fu condannato un cugino, ma famiglia non crede alla sua verità 20 anni fa una mano assassina ha sottratto alla famiglia, agli amici e alla sua città la piccola Giusy Potenza. La 14enne fu uccisa a Manfredonia nel 2004. Esattamente il 13 novembre di venti anni fa il corpodell’adolescente (sfigurato a sassate) fu trovato su una scogliera alla periferia del paese. Un caso che, all’epoca, sconvolse non solo la provincia di Foggia ma l’Italia intera. Per quel delitto è in carcere (fu arrestato il 23 dicembre dello stesso anno), il cugino di secondo grado, Giovanni Potenza, all’epoca dei fatti 27enne, condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione. L’uomo raccontò che tra lorovi era una relazione clandestina che la ragazzina minacciava di rivelare alla moglie, motivo per il quale, secondo la sua versione, durante un litigio la colpì con un grosso masso, uccidendola. La famiglia, però, non crede tuttora a questa versione e pensa che Potenza abbia avuto dei complici e nasconda qualcosa.

L’uomo, cugino di secondo grado della ragazza, deve scontare 30 anni di reclusione Chiede di essere perdonato Giovanni Potenza, l’uomo condannato a 30 anni di reclusione per l’omicidio della cugina di secondo grado, Giusy, uccisa nel 2004 a Manfredonia quando aveva appena 14 anni. Fu trovata sfigurata sulla scogliera il giorno dopo il delitto. A riferirlo è l’avvocato Innocenza Starace, che assiste i parenti della ragazza, tra cui il nonno materno. Quest’ultimo ha fatto sapere di essere “disposto a perdonare l’assassino solo se rivelasse chi sono i suoi complici”. Secondo l’avvocato Starace, “si trattò di un omicidio compiuto al termine di un atto di violenza sessuale nei confronti della 14enne”.

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