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Giovanni Epifani

E’ giallo in territorio di Villanova sul gesto intimidatorio nei confronti dell’ex consigliere regionale. Si valutano diverse ipotesi, dal movente politico a quello economico o professionale Servizio di Maurizio Spaccavento

Il gesto si inserisce in un contesto preoccupante di atti intimidatori ai danni di amministratori locali Si indaga su più piste dopo la devastazione dell’uliveto dell’ex consigliere regionale Giovanni Epifani che ha visto il taglio e danneggiamento di oltre 300 ulivi: si spazia dall’ambito politico a quello professionale legato alla sua attività imprenditoriale. Ieri mattina sono stati effettuati rilievi sul posto dalla Polizia Scientifica per raccogliere elementi utili alle indagini. Per quanto riguarda le telecamere presenti nella zona, fonti non ufficiali indicano che probabilmente non saranno utili, anche se la questione resta ancora da verificare dagli investigatori. Contattato telefonicamente, Epifani ha preferito non rilasciare dichiarazioni, spiegando che al momento le indagini sono in corso e non vuole esprimersi per evitare di dire cose inopportune. L’episodio, avvenuto di notte, si è verificato in un terreno vicino alla complanare tra Diana Marina e Villanova. Sul posto, gli agenti del commissariato di Ostuni hanno raccolto campioni di segatura che potrebbero risultare determinanti in eventuali perizie future. Il gesto si inserisce in un contesto preoccupante di atti intimidatori ai danni di amministratori locali: tra gli episodi recenti, un ordigno vicino allo studio del sindaco Angelo Pomes, danni a una draga del porto di Villanova e auto vandalizzate durante il compleanno del consigliere Adriano Zaccaria. In passato, anche l’ex sindaco e consigliere provinciale Domenico Tanzarella e lo stesso Epifani furono bersaglio di minacce e atti intimidatori tra il 2008 e il 2009, nell’escalation criminale che portò all’operazione “New Deal”.

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